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Psicoterapia di gruppo e arte terapia, nuovi strumenti per i pazienti del Salesi

6' di lettura Ancona 04/10/2018 - I Disturbi del Comportamento Alimentare (anoressia, bulimia, obesità, disturbo da alimentazione incontrollata, etc.), sono patologie complesse caratterizzate da sofferenza fisica e psichica ed alterazione della percezione del proprio corpo con possibili gravi disfunzioni nell'integrazione bio-psico-sociale della persona.

Elementi critici dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono: la difficoltà che i pazienti affetti presentano nella motivazione alla cura e la tendenza a caratterizzarsi come patologie persistenti.

I DCA rappresentano oggi un problema sociosanitario complesso, che negli ultimi anni ha registrato un notevole incremento suscitando un forte allarme sociale.

L’incidenza dell’anoressia nervosa è stimata essere di almeno 8 nuovi casi per 100.000 donne in un anno, mentre quella della bulimia nervosa è di almeno 12 nuovi casi per 100.000 donne in un anno. Riportando i dati della letteratura nazionale alla realtà della Regione Marche, un numero di circa 60 nuovi casi di Anoressia e circa 80 nuovi casi di Bulimia all’anno. La fascia di età di esordio si è notevolmente abbassata, con una maggiore incidenza nella fascia adolescenziale.

I DCA richiedono un approccio diagnostico-terapeutico multidisciplinare e integrato (psichiatra, psicologo, nutrizionista).

La valutazione deve essere interdisciplinare/multiprofessionale ed effettuata da un’equipe specialistica che possa tradurre i risultati raggiunti in un percorso terapeutico strutturato o in precise indicazioni, che portino alla presa in carico.

La terapia dei disturbi dell’alimentazione richiede altresì strutture e personale formato sui DCA, che assicurino un approccio interdisciplinare/multidisciplinare sia per i trattamenti di tipo ambulatoriale, che per quelli intensivi di degenza.

Il reparto della S.O.D. di NPIA dell’AOUOORR di Ancona è stato identificato dal 2015, come Centro DCA, unica sede regionale per il ricovero, per la presa in carico e la gestione terapeutica di tale patologia In età evolutiva (DGR 247 del 30/03/2015). Il previsto trattamento intensivo sia in regime di ricovero, che ambulatoriale post acuzie. Svolge azione di ricovero “salvavita” in acuzie evitando pericolosi scompensi metabolici o psichiatrici: tentati suicidi, agitazione, crisi depressive.

Grazie a questa sinergia è possibile avviare un percorso di cura durante il quale l’adolescente e la famiglia non sono mai lasciati soli e dove possono contare su un’assistenza a tutti i livelli. Determinante è di fatto una governance del servizio pubblico con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, laddove l’iniziativa del familiari può non essere determinante e mirata. Dopo il primo accesso con impegnativa, i costi e le cure sono sostenuti dal servizio sanitario, elemento non trascurabile in un percorso di recupero che può durare mediamente due anni con buone possibilità di guarigione, se la presa in carico è tempestiva e competente.


Il centro DCA SOD NPI Ospedale Salesi ha attualmente in carico 120 pazienti da tutta la regione, con ricoveri anche extraregione (raddoppiati negli ultimi due anni) a fronte di circa 800 visite l’anno; effettua ricoveri prevalentemente in regime di urgenza, sia metabolica che psichiatrica.

Nel corso degli anni la SOD si è avvalsa della collaborazione fattiva e fondamentale della FONDAZIONE SALESI, che ha messo a disposizione professionisti dedicati e ideato importanti progetti.



PSICOTERAPIA DI GRUPPO E ARTETERAPIA NEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

È noto che i pazienti con Disturbo della Condotta Alimentare, hanno inizialmente difficoltà nell’espressione verbale delle loro criticità, quando l’insight, cioè la consapevolezza di malattia non è ancora buono: mettono in atto meccanismi di scissione, somatizzazione oltre all’identificazione proiettiva. In questi casi lavorare anche con dei mezzi diversi dalle parole (immagini, colori, oggetti, etc.), permette di esprimere contenuti dolorosi e difficili da esplicitare in modo più spontaneo e naturale, senza che intervengano censure e paure del giudizio, legate al dover raccontare con parole la propria storia ed i propri vissuti.

Lo scopo dell’arteterapia è quello di costruire uno spazio mentale in cui, quello che è concreto diventi psichico e quello che ha trovato una sua forma nell’atto creativo, possa generare nuove possibilità di integrazione tra il mondo interno ed il mondo esterno. Inoltre l’arteterapia coinvolge l’individuo nella sua totalità mente corpo; infatti l’attività creativa richiede non solo un lavoro intellettivo legato all’immaginazione del prodotto artistico, ma anche un lavoro motorio, percettivo e sensoriale, legato alla produzione in senso stretto. L’arteterapia ha quindi la funzione di porre in comunicazione psiche e soma, che vengono vissuti come separati, nel campo dei Disturbi Alimentari. Successivamente le emozioni emerse dall’arteterapia, vengono elaborate tramite un gruppo di psicoterapia che grazie alla sua funzione elaborativa e trasformativa: favorisce il confronto con una molteplicità di punti di vista , rispetto ai mondi interni ed esterni dei partecipanti, attenua le angosce e la solitudine della malattia, favorisce la motivazione alla cura attraverso meccanismi di confronto ed identificazione, con la guida ed il contenimento della psicoterapeuta.

Parallelamente i genitori vengono coinvolti, come previsto in tutte le linee guida per la cura dei Disturbi Alimentari, in un percorso che prevede degli incontri settimanali in cui confrontarsi con altre coppie di genitori per analizzare le varie criticità nella gestione dei propri figli sia da un punto di vista psicologico che nutrizionale. È uno spazio in cui possono verbalizzare pensieri, emozioni, paure, dubbi, nella gestione domiciliare della cura dei loro figli.









I vantaggi:

Arteterapia come: spazio per esprimere creativamente, facilitare e promuovere, l’integrazione psicologica ed emozionale dell’individuo nella sua totalità mente corpo.

Gruppo psicoterapeutico come: spazio affettivo e relazionale per rielaborare, contenere, pensare ed elaborare vissuti, emozioni e angosce, scaturite dall’arteterapia, permettendo così di uscire dall’isolamento e dalla solitudine che accompagnano la malattia.

Gruppo per i genitori come: spazio dove farli sentire accolti e supportati nelle loro esigenze quotidiane, e ricevere strumenti per poter affrontare e gestire le criticità psicologiche e nutrizionali, legate al Disturbo Alimentare.

il progetto avrà una durata di 4 mesi, con incontri a cadenza settimanale (uno spazio per i genitori e uno spazio per i figli). L’obiettivo è quello di verificare che l’inserimento dell’arteterapia all’interno di processi terapeutici di riabilitazione (terapia gruppale e genitoriale), possa contribuire a ridurre la sintomatologia psichiatrica, il tasso di ospedalizzazione e migliorare l’insight di malattia.

GRUPPO DI LAVORO:

Dr. Michele Severini - Psichiatra, Dirigente Medico SOD NPI AAOOUU Ospedale Salesi

Dott.ssa Lucia Emanuela Svarca - Dirigente Psicologo SOD NPI AAOOUU Ospedale Salesi

Dott.ssa Arianna Panzini - Psicologo Psicoterapeuta - Fondazione Salesi

Dott.ssa Laura Nanetti - Biologo Nutrizionista -Fondazione Salesi

Dott.ssa Silvia Borioni – Arteterapeuta - Fondazione Salesi

Nota: Il Progetto di Arteterapia che la Fondazione Salesi ha elaborato con l’equipe medica di Neuropsichiatria è stato ideato anche in applicazione dei risultati e degli impegni presi con il Progetto Europeo MUSA che si è concluso nel 2017, incentrato più in generale sullo studio approfondito delle coterapie.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-10-2018 alle 18:33 sul giornale del 05 ottobre 2018 - 2477 letture

In questo articolo si parla di attualità, fondazione salesi

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