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Atti vandalici sul bus, individuato un autore. Al vaglio altri sette casi

2' di lettura Ancona 05/11/2018 - Sono stati i Carabinieri a dare un volto al writer che aveva deturpato con scritte un’autobus della Conerobus. Dopo altri sette episodi in varie tratte i Carabinieri sono al lavoro per identificarne altri

I carabinieri della Compagnia di Ancona hanno finalmente dato un volto ad uno degli autori delle numerose scritte - che soprattutto sul finire di agosto e i primi di settembre dell’anno in corso - sono state apposte in alcuni autobus dell’azienda Conero Bus di Ancona.

Ad essere presi di mira furono i sedili, le pavimentazioni e le paratie interne con scarabocchi e scritte con vernici a spray o pennarelli di colore rosse o nero. Oltre a creare ingenti danni economici per l’azienda di trasporto, che talvolta non è in grado di rimuovere totalmente le scritte, si tratta di un vero e proprio problema di decoro urbano, fastidioso agli occhi di chi vede l’arte quale forma di espressione libera e non come forma di “imposizione”.

Se è, infatti, vero che l’arte non deve essere ostacolata, è anche vero che non può essere imposta. La cosa che aggrava il quadro è che tutto ciò avviene a spese altrui, in quanto i costi per il recupero dei beni deturpati grava su chi “subisce” questa forma d’arte. L’individuazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione dei dirigenti dell’azienda di trasporto che sin dall’inizio hanno collaborato con gli inquirenti.

Grazie ad un certosino lavoro di analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, di cui sono dotati i mezzi di trasporto, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare l’autore di uno degli episodi tra il pomeriggio e la sera sera del 29 agosto scorso nella tratta 1339 Chiaravalle-Falconara. Si tratta di un giovane italiano 27enne incensurato, residente nella provincia anconetana, che adesso dovrà rispondere del reato di deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

Ora, secondo il nuovo testo del reato modificato dalle recenti riforme del 2017, rischia oltre all’applicazione della pena della reclusione fino a 6 mesi e una multa variabile dai 300 a 1000 euro, prevede espressamente che in caso di condanna il giudice può disporre l'obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non fosse possibile, l'obbligo a sostenere le relative spese o a rimborsare quelle che sono state sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, a svolgere una prestazione lavorativa non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa.

Ma la vicenda (Qui la prima segnalazione che aveva portato la Conerobus sul piede di guerra) non finisce qui perché i carabinieri stando vagliando altri sette episodi, e si dicono pienamente fiduciosi a risalire all’identità degli autori.








Questo è un articolo pubblicato il 05-11-2018 alle 15:07 sul giornale del 06 novembre 2018 - 1404 letture

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