Mobilità compensativa negata, Nursind denuncia l'INRCA alla Commissione regionale Pari Opportunità

Infermieri Ancona 25/04/2019 - Nelle Marche resta solo l’Azienda INRCA a rifiutare ai propri dipendenti la possibilità della Mobilità per scambio compensativo tra dipendenti pubblici in servizio in differenti sedi e località.

Un grave danno e discriminazione per i professionisti sanitari che auspicano di potersi spostare in una sede di lavoro più vicina alle proprie famiglie e interessi. Per questo motivo le segreterie territoriali Nursind delle Marche, hanno ritenuto di inoltrare segnalazione dell’abuso, alle competenti autorità Regionali per le Pari Opportunità, al fine di rimuovere gli ostacoli che inficiano tale diritto ai dipendenti e operatori sanitari occupati presso le sedi dell’INRCA.

È vero che il nuovo CCNL 2016-2018 ha complicato la situazione anche in tema di mobilità compensativa attraverso lo scambio diretto tra dipendenti di aziende sanitarie diverse. Alla prima interpretazione dell’articolo 52 che la regola, molte Aziende sanitarie pubbliche avevano concordato nella sua inammissibilità. L’organizzazione sindacale Nursind ha sempre sostenuto che la normativa nazionale sulla mobilità del personale, poteva fornire l’assist per superare gli ostacoli e rendere efficace la procedura di mobilità per inter-scambio.

Infatti, l’ASUR Marche, l’AOU Riuniti di Ancona, l’AO Riuniti Marche Nord, hanno recepito e accolto favorevolmente l’apertura alla mobilità compensativa acclarata anche dalla nota ARAN: ”…Peraltro, anche a prescindere dalla nuova disciplina contrattuale collettiva nazionale, la mobilità "per interscambio" o "per compensazione" sembra possa ancora avere luogo, sulla base delle disposizioni dettate dal predetto art. 30 del D. Lgs.vo 165/2001, secondo quanto precisato dal Dipartimento della Funzione Pubblica con la nota DFP 0020506 P-4.17.1.7.4 del 27/03/2015” e stanno accettando le richieste di mobilità compensativa.

Il rifiuto delle richieste di mobilità compensativa, permane quindi solo per l’INRCA. La situazione è quindi paradossale, perché in tutta la Regione Marche, solo l’INRCA resiste? Questo abuso, preclude a molti colleghi di potersi avvicinarsi alle proprie famiglie e affetti, procurando un grave danno alle persone. Una grave discriminazione che deve essere sanata dalle autorità competenti con urgenza, anche perché, visti i nuovi decreti della funzione pubblica a riguardo della mobilità volontaria, probabilmente l’unica possibilità per i professionisti sanitari di avvicinarsi “a casa” è proprio nella procedura di mobilità compensativa per inter-scambio.


Segretaria Territoriale NurSind Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2019 alle 16:36 sul giornale del 26 aprile 2019 - 2294 letture

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