Falconara: l’arte di Run abbraccia tutto il Ferraris. “Abbattiamo muri per costruire ponti”

3' di lettura 06/06/2019 - L’artista di street art Giacomo Bufarini torna nella sua scuola per lasciare, con un murales, un importante messaggio, quello dell’inclusione. Un lavoro studiato a fianco degli alunni di prima media dell’istituto falconarese.

Un tuffo nell’adolescenza per Giacomo Bufarini, aka RUN. L’artista internazionale che vive tra Londra e Ancona ha dedicato tempo ai bambini di prima media per lanciare un importante messaggio attraverso l’arte di strada. Da oggi infatti la sua opera farà parte anche del Ferraris per parlare di inclusività. Un modo per dire no ai muri ed un si netto ai ponti, quelli che uniscono tutte le culture. La sua creatività che tinge e decora muri di mezzo mondo: dalla Cina al Senegal, dall’Europa all’America fino alla Russia, ora sarà anche nella sua stessa scuola, quella frequentata quando era ancora un adolescente a Falconara. Un artista impegnato nel cui curriculum spiccano la Biennale d’arte di Marrakech nel 2016 e quella d’arte urbana a Mosca nel 2017. Tra le sue personali “Parabola di G” (Londra 2014), “Man is God” (Los Angeles, 2015), Fuori Luogo (Ancona, 2017). Bufarini torna, dunque, a decorare di bellezza la sua città, dove è nato e cresciuto, dopo il parco Kennedy e il palazzo in via Bixio.

"Il muro" fa parte del progetto di inclusione "Abbattere muri per realizzare ponti". Il murales infatti è il frutto di un percorso fatto in classe con i ragazzi. Brani, riflessioni, visioni di documentari sull’integrazione e l’inclusione ed un workshop con l’esperto. Una grande occasione di crescita per i ragazzi: dal senso civico all’apprendimento di abilità e conoscenze, un modo per promuovere un atteggiamento positivo di appartenenza e creato dinamiche collaborative. Il tutto attraverso una modalità stimolante e l'integrazione di diverse potenzialità.

Soddisfatta la Dirigente scolastica Maria Ambrogini che, ringraziando la referente del progetto Alessia Lanari per aver contribuito all'ottimale riuscita del progetto, sottolinea: "Il percorso multidisciplinare ha favorito l’orientamento all’inclusione e alla diversità anche culturale. L’operatività manuale, durante il compito di realtà del murales, si è configurata come una opportunità per tutti gli alunni, in particolare per i ragazzi con difficoltà e disagio sociale. Oltre i risultati e gli obiettivi raggiunti, è stata attivata una riflessione sul fenomeno dell’innalzamento di barriere fisiche, psicologiche e culturali ed in particolare il concetto di confine.”

Il murales è stato la realizzazione di un nuovo "muro", questa volta simbolo di pace e tolleranza, oltre che di appartenenza ed inclusione. Un lavoro significativo che sarà ufficialmente svelato sabato 8 giugno dall’artista stesso e dagli “apprendisti artisti” in occasione della festa di fine anno della scuola media.“I ragazzi non finiscono mai di stupire per la loro capacità di trovare soluzioni, in questi tempi caratterizzati dalla mancanza di tolleranza verso gli altri, soprattutto nei confronti di quelli diversi da noi il tema dei muri in contrapposizione ai ponti va affrontato; sono rimasta molto colpita dalla naturalezza con la quale si sono subito resi conto che mentre i muri nascondono e separano, i ponti invece collegano e uniscono.” Ha concluso la Dirigente.

E già si pensa al futuro, il murales sull’inclusione pare sia solo l’inizio. Oltre alla presentazione dello stesso durante la festa di fine anno, dal prossimo anno scolastico si pensa a performances artistiche: lettura di poesie, brani, espressioni corporee e non solo che avranno come sfondo scenografico l’opera del falconarese Run. Ne mancheranno incontri con autori di libri ed esperti per il superamento di barriere e muri che spesso sono i grandi, gli adulti, a costruire nella mente dei bambini.








Questo è un articolo pubblicato il 06-06-2019 alle 17:14 sul giornale del 07 giugno 2019 - 2457 letture

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