All'andata può volare, al ritorno no: ragazzo disabile lasciato a terra a Palermo. Ancora un caso nel senigalliese

4' di lettura Ancona 24/06/2019 - Dopo il caso delle sorelle disabili senigalliesi Elena e Maria Chiara Paolini, che non hanno potuto volare, un altro caso, che ha ancora più dell'assurdo, ha visto come vittima un giovane disabile residente a Serra de' Conti.

Michael Baioni Bechtol, tetraplegico, che si muove su una sedia a rotelle munita di batteria al litio, ha potuto regolarmente volare con un volo Volotea Ancona-Palermo mentre è stato lasciato a terra, dalla stessa compagnia, a Parlemo per il viaggio di ritorno. Insieme a lui viaggiavano la compagna e il figlio minorenne di quest'ultima. La sedia a rotelle di Baioni dispone di un kit di motorizzazione con una batteria al litio dove non è indicato il voltaggio, circostanza che può indurre il personale aeroportuale a rifiutare per motivi di sicurezza l‘imbarco della batteria. Di fronte a questa evenienza, normalmente Baioni (che è un assiduo viaggiatore) lascia a terra il dispositivo della carrozzina e si imbarca con la sedia a rotelle priva del kit di motorizzazione, circostanza che ha comunque risvolti negativi, diventando più faticoso e complicato effettuare spostamenti e percorrere distanze durante la vacanza.

Il giorno della partenza Baioni si presenta al check-in dell’aeroporto di Ancona per le procedure di imbarco e chiede di imbarcare la batteria al litio. All’aeroporto di Ancona non emergono problemi: l’assistente all’imbarco del volo autorizza Michael ad imbarcare la carrozzina ed il dispositivo di motorizzazione con la relativa batteria al litio. La disavventura accade però all’aeroporto di Palermo,dove Michael arriva con 2 ore di anticipo ed esibisce all’assistente al check-in la batteria al litio della carrozzina (imbarcata dalla stessa compagnia aerea nel volo di andata), chiedendo l’autorizzazione all’imbarco. L’addetta al check-in contatta il responsabile per chiedere l’autorizzazione all’imbarco della batteria. Il responsabile check-in controlla la batteria e riferisce di dover chiedere informazioni agli uffici competenti, invitando i passeggeri a rimanere in attesa. Dopo un'ora di attesa Baioni suggerisce di lasciare a terra la batteria, in custodia al servizio deposito aeroportuale o alle forze dell’ordine, dove sarebbe stata poi prelevata da persona di loro fiducia, ma riceve risposta negativa dal responsabile check-in. Dopo altri 30 minuti di attesa Baioni si avvicina di nuovo al check-in per chiedere se la batteria al litio possa essere imbarcata. Il responsabile check-in nega l’imbarco e Michael chiede nuovamente di essere imbarcato senza la batteria al litio, che avrebbe depositato presso la stazione dei Carabinieri presso l’aeroporto, dove una persona di sua fiducia si sarebbe recata per ritirarla.

L’addetto al check-in solo a questo punto acconsente. Ma è solo l'inizio della beffa. Mentre la compagna ed il figlio minore attendono al banco check-in, Baioni va alla stazione dei Carabinieri (che dista 20/30 m dal banco check-in), dove lascia in deposito la batteria per essere riaccompagnato senza la batteria dopo neanche 5 minuti al banco check-in da un Carabiniere. Appena tornato al check-in, chiede di imbarcarsi ma il responsabile comunica la chiusura dell’imbarco. A nulla sono valsi i tentativi di Baioni di insistere per essere imbarcato, anche perchè vede gli altri passeggeri ancora fermi in fila appena oltre la linea del gate (e poi si saprà anche il volo aveva 40 minuti di ritardo). Ormai rassegnato, vista l’irremovibile decisione del responsabile check-in e la totale assenza di assistenza, Baioni è costretto a prenotare un nuovo volo. Il primo disponibile è la mattina seguente con un’altra compagnia aerea, con destinazione Roma-Fiumicino anziché Ancona. Baioni non avendo alternativa prenota il nuovo volo e vista l’ora e non ricevendo alcun tipo di assistenza, è costretto a dormire in aeroporto con la compagna ed il minore. La mattina dopo si imbarca sul volo autonomamente prenotato e giunge a Roma, dove li aspetta un familiare per riportarli a casa in macchina.

"Abbiamo inviato reclamo alla compagnia aerea richiamando il legittimo risarcimento del danno ed ha informato del caso l’ENAC e la società di gestione dell’aeroporto di Palermo, affinchè effettuino tutti gli accertamenti necessari nei confronti della compagnia aerea ed adottino i provvedimenti opportuni al fine di evitare il ripetersi di simili gravi eventi -afferma l'avvocato dell'Unione Nazionale Consumatori Corrado Canafogli- Sono stati informati della vicenda anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, nonché il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, perché si interessino al caso, che si pone in antitesi con la notoria ospitalità siciliana, peraltro in danno di un viaggiatore disabile innamorato della terra di Sicilia, che è risultata essere Regione di pregio per accessibilità e fruibilità dei servizi per i disabili per il perdurare di tutto il soggiorno". L'obiettivo è anche quello di sollecitare una legge che regolamenti in modo certo e univoco il trasporto delle batterie al litio in aereo.








Questo è un articolo pubblicato il 24-06-2019 alle 14:26 sul giornale del 25 giugno 2019 - 1048 letture

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