Artigiani, i tartassati. Nelle Marche 59,6% del reddito 2019 in tasse e imposte. Gregorini (Cna): "Forte disincentivo"

3' di lettura Ancona 18/09/2019 - Artigiani, i tartassati. Quest’anno i piccoli imprenditori marchigiani, pagheranno, in media, il 59,6 per cento di tasse allo Stato, alla Regione e al Comune. Praticamente lavoreranno 217 giorni per l’erario e 148 giorni per la famiglia. Solo dal 4 agosto hanno cominciato a mettersi in tasca parte del reddito prodotto dalle loro attività.

Ad affermarlo è “Comune che vai, fisco che trovi” un’indagine del Centro Studi della Cna, che ha preso come riferimento un’impresa tipo con un reddito di 50 mila euro, ricavi per 431 mila euro, 5 dipendenti , un laboratorio di 350 metri quadri e un negozio di per la vendita di 175 metri quadri. Sono state prese in esame le tasse pagate a Stato, Regione ed enti locali; irpef, contributi previdenziali, Irap, Tari e Tasi. Dopo aver fatto il suo dovere di bravo contribuente, a questo imprenditore tipo, rimangono in tasca 20.221 euro per un reddito mensile di 1.685 euro.

“Un prelievo fiscale così elevato” afferma il segretario Cna Marche Otello Gregorini “diventa un forte disincentivo per chi vuole avviare un’attività imprenditoriale e rappresenta un fattore di difficoltà e di incertezza per tutti gli artigiani e i piccoli imprenditori che si trovano di fronte un fisco iniquo, complesso e che cambia ogni anno. Quelli che chiediamo è invece un fisco improntato alla trasparenza, alla semplicità, alla stabilità delle regole e soprattutto alla ragionevolezza del prelievo. Un lieve calo della pressione fiscale nell’ultimo anno c’è stata, grazie alla deducibilità al 50 per cento dell’Imu sui capannoni, che va portata al 100 per cento. Inoltre vanno ridotte le tasse sul reddito d’impresa e l’’Irpef delle imprese personali e di lavoratori autonomi, oltre ad agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali”.

Nella regione, il peso delle tasse varuia tra il il 61,2 per cento di Pesaro e il 57,3 per cento di Jesi. A Fabriano si paga il 57,4 per cento Ad Osimo rimarrà nelle mani del fisco il 58,6 per cento del reddito d’impresa. A Fermo il 58,4, ad Ancona il 58,5, ad Ascoli Piceno il 58,7 e a Senigallia si tocca il 60 per cento. Si supera il 60 per cento a Macerata (60.2), a Urbino (60,3) e a Falconara (61,1).

Il peso delle imposte statali sulle imprese marchigiane oscilla tra il 41,5 per cento di Jesi e il 39,6 per cento di Pesaro. Le imposte regionali sono in tutti i Comuni tra il 6,9 e il 6,8 per cento. A fare la differenza sono le imposte comunali che oscillano tra il 9 per cento di Jesi e il 14,8 per cento di Pesaro.

Gli imprenditori residenti a Pesaro e Falconara hanno cominciato a lavorare per per se stessi soltanto dal 10 agosto. Prima di quella data lo hanno fatto per lo Stato. per lo Stato. Per gli imprenditori jesini e fabrianesi il Tax free day è stato il 27 luglio. A Osimo il 28 luglio e a Fermo il 31 luglio. Gli artigiani di Ancona e Ascoli Piceno per festeggiare la liberazione dalle tasse hanno dovuto aspettare il 1 agosto, quelli di Senigallia il 6 agosto e quelli di quelli di Macerata e Urbino il 7 agosto.

In Italia la città dove le imprese pagano meno tasse è Bolzano con il 53 per cento del reddito mentre il Comune più esoso è Reggio Calabria con il 69.8 per cento.

In allegato la tabella.

Da CNA Marche








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-09-2019 alle 15:59 sul giornale del 19 settembre 2019 - 740 letture

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