Trapianti rene: il Dott. Ranghino replica al Dott. Vecchi. "Abbiamo continuato a svolgere l'attività di monitoraggio e cura"

Medico, medicina, salute 4' di lettura Ancona 31/05/2020 - "Abbiamo continuato a svolgere l'attività di monitoraggio e cura". Replica così il Dott. Ranghino Direttore di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Rene degli Ospedali Riunti di Ancona al Dott. Vecchi residente Ato Marche

In data 30 maggio 2020 è stata pubblicata su Vivere un’intervista rilasciata dal Dott. Andrea Vecchi – Medico Chirurgo afferente alla Clinica di Chirurgia epato-biliare e dei Trapianti della AOU Ospedali Riuniti diretta dal Prof Vivarelli e Presidente dell’ATO Marche (Associazione per i Trapiantati di Organi, Cellule e Tessuti). In entrambe le interviste il Dr Andrea Vecchi afferma che il numero ridotto di trapianti di rene effettuati dall’inizio dell’anno sia stato causato dall’impreparazione del Reparto di Nefrologia che trovandosi senza le necessarie misure di sicurezza nel corso della pandemia da Covid-19 avrebbe determinato la sospensione dell’attività di trapianto renale sino al 15 maggio. Limitatamente all’intervista rilasciata su Vivere il Dr Vecchi aggiungeva che “l’ATO-Marche è dispiaciuta per questo incidente di percorso (riferendosi alla sospensione temporanea dell’attività di trapianto rene, ndr) che, a fronte di varie donazioni di rene, ha privato dei pazienti in dialisi del tanto atteso momento della chiamata per il trapianto. Ci si augura che, alla ripresa, si possano recuperare le occasioni perdute dai nostri pazienti marchigiani”.

La SOD di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Rene dell’AOU Ospedali Riunti di Ancona ha continuato a svolgere la sua attività di monitoraggio e cura dei pazienti portatori di trapianto renale sia in regime ambulatoriale che di ricovero dall’inizio della pandemia ad oggi. Dall’inizio della pandemia, si è inoltre proceduto a trasferire da Ospedali sul territorio presso il nostro Ospedale, pazienti portatori di trapianto renale affetti da Covid- 19 con quadri di severa compromissione clinica, offrendo loro il massimo delle competenze specialistiche disponibili in Regione. Allo stesso modo, la SOD di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Rene si è occupata della gestione dei pazienti dializzati contribuendo ad evitare l’esplosione del contagio da Covid-19 in pazienti fragili e con plurime patologie ricorrendo al ricovero in reparti dedicati con pressione atmosferica negativa e attrezzati per emodialisi. In questi reparti il paziente dializzato ha potuto beneficiare di un’assistenza medica multispecialistica evitando inoltre di contagiare i loro familiari ed altri pazienti in dialisi. Come altri Centri di Trapianto Rene in Italia e nel mondo la SOD di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Rene ha provveduto sin dall’esordio della pandemia, nei primi giorni di marzo, a predisporre criteri di sicurezza da adottare in caso di trapianto condivisi con la Direzione Sanitaria e con le varie strutture coinvolte nell’attività di trapianto renale.

In seguito all’aumentare dell’entità della pandemia nelle settimane successive, con relativo incremento esponenziale dei pazienti infetti da Covid-19 nel nostro Ospedale, il rischio di infezione seppur in presenza di criteri di sicurezza all’interno della SOD di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Rene è stato giudicato dalla Direzione Sanitaria troppo elevato. Bisogna sottolineare che l’attività di trapianto renale non comporta solo il ricovero del paziente presso il reparto di Nefrologia ma anche la sala operatoria, i servizi come la radiologia convenzionale, la radiologia interventistica, etc dove il paziente deve poter afferire attraverso percorsi intraospedalieri sicuri.

In tale periodo la sicurezza dei percorsi intraospedalieri è stata considerata sufficiente per i pazienti ricoverati per patologie acute- salvavita inclusi i pazienti sottoposti a trapianto di fegato e di midollo ma non per il trapianto di rene che non è, salvo rare circostanze, salvavita. Per evitare di far perdere occasioni ai pazienti in lista di trapianto dalla data di sospensione dell’attività e sino alla sua ripresa si è provveduto in accordo al Centro Nazionale Trapianti e ai Coordinamenti di Trapianto Interregionali (NITp) e Regionali (CRT- Marche) a procedere al loro trapianto presso Centri Trapianto extra-Regione (L’Aquila e Roma) con reni donati da pazienti deceduti nella nostra Regione. Dalla sospensione dell’attività di trapianto renale ad oggi hanno beneficiato di tale procedura quattro pazienti.

Dr Andrea Ranghino Direttore SOD di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Rene


da Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti
Umberto I-G.M. Lancisi- G. Salesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2020 alle 18:06 sul giornale del 01 giugno 2020 - 222 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, medicina, salute, Ospedali Riuniti, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bmSN





logoEV