Whirpool e artigiani, la Cgil in piazza ad Ancona al fianco dei lavoratori

Bandiera Cgil 2' di lettura Ancona 16/07/2020 - E’ un luglio particolarmente problematico per migliaia di lavoratori marchigiani e della provincia di Ancona, quello che si sta vivendo, preludio di un autunno che si spera di non dia corpo alle previsioni più fosche.

Come CGIL Ancona saremo in piazza due volte in pochi giorni: sempre nel più rigoroso rispetto delle regole di distanziamento e sempre in Piazza del Plebiscito : ovvero sotto quella Prefettura che sembra ormai essere diventata referente del territorio in vertenze tristi e complicate.

Venerdì 17 luglio, la Cgil sarà con i metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm per la manifestazione dei lavoratori “Whirlpool”, in occasione dello sciopero di gruppo proclamato su scala nazionale contro la chiusura dello stabilimento campano e contro il recentissimo avvio di una strategia di riduzione incentivata degli addetti – in particolare a Fabriano – proprio fra coloro che avrebbero dovuto costituire, per competenze e professionalità, uno dei volani di ripresa contemplati dall’Accordo con il Governo del 2018.

A distanza di pochi giorni, martedì 21, di nuovo la Cgil in presidio sotto la Prefettura come CGIL CISL UIL Marche per chiedere al Governo di porre fine all’interminabile strazio del mancato pagamento dell’ammortizzatore sociale per i lavoratori dipendenti dalle imprese artigiane, per i mesi di aprile e maggio. Sono 44756 i lavoratori e le lavoratrici marchigiani che aspettano sia loro pagata l’integrazione per il mancato salario di aprile. Nella provincia di Ancona (la più toccata numericamente) ad attendere i propri soldi sono in 11704, dipendenti da 2701 aziende.

Tecnicamente dipendente dal Fondo bilaterale FSBA - che ha perfettamente adempiuto ai propri compiti- in realtà il pagamento è bloccato dal mancato trasferimento delle risorse statali previste da Decreto “Rilancio”: 750 milioni, che,probabilmente, non basteranno comunque a coprire tutte le richieste. Per il mese di maggio, infatti, sono oltre 40000 le richieste ulteriormente avanzate, mentre altre 10000 almeno sono state presentate sul mese di giugno.

La situazione è divenuta da tempo insostenibile e, come CGIL, siamo costantemente oggetto di segnalazioni, proteste e preghiere d’aiuto, da parte di lavoratori e famiglie che non sanno più come rispondere alle loro esigenze minime. Non si può più consentire che si siano studiate forme di sostegno innovative volte a coprire l’emergenza in tutti i settori – dipendenti e autonomi - lasciando sospesi, in una drammatica attesa, i lavoratori delle aziende che costituiscono la principale rete produttiva e di servizi del paese. In particolare nelle Marche Per la CGIL è la conferma di una necessità di complessiva revisione del sistema degli ammortizzatori sociali nel nostro paese, che deve finalmente veder prevalere universalità e d equità nei trattamenti di tutti i lavoratori e le lavoratrici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2020 alle 17:01 sul giornale del 17 luglio 2020 - 201 letture

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