Fermo: ARTIGIANI VERI. Le scarpe della Alberto Monti: dalle classiche a quelle delle rievocazioni storiche

3' di lettura Ancona 17/09/2020 - Quando la realtà ti prende per mano e ti guida! È proprio il caso di ribadirlo nella fattispecie di due artigiani calzaturieri: Massimo Marziali e Alberto Barchetta. "Alberto Monti" è il marchio della società, con laboratorio a Monte Urano. L'inizio è di quelli normali. Alberto è modellista, ha lavorato in uno studio e in due calzaturifici; Massimo è il braccio operativo, aveva una fabbrica in famiglia. L'azienda viene aperta nel 1987. A quel tempo Alberto ha un altro socio a cui, due anni dopo, subentra Massimo. Sono giovani, hanno grosso modo la stessa età e le stesse idee. Soprattutto, hanno voglia di farcela.

Si parte: scarpe da uomo, classiche, fatte a mano, di livello. Sono anni buoni. Poi, alla fine dei Novanta inizi Duemila, il settore calzaturiero inizia a scricchiolare: il mercato si contrae, i pagamenti dei clienti si rarefanno. È bene imboccare anche qualche altra strada. Ed ecco la realtà farsi avanti. La Quintana di Ascoli Piceno ha bisogno di rinnovare le calzature, che non sono semplici da trovare. Un comune amico avverte Alberto e Massimo. La produzione è nuova, anche difficile per certi versi, ma perché non provare? Sfida accettata. Si prepara qualche modello. Funziona. Soddisfatta la Quintana, si comincia a guardare anche ad altre manifestazioni in costume. Così il laboratorio mette in produzione una linea nuova: le scarpe per rievocazioni medievali: basse per i popolani, mezzo stivale per i nobili, stivale al ginocchio e sopra al ginocchio per gli armati. Piacciono. La Alberto Monti inizia così a fornire oltre che Ascoli, anche Ferrara, Anagni, Cava dei Tirreni, Volterra, Foligno e avanti così. Il mercato nuovo. 40 i modelli realizzati, in pelle, cuoio e cuciture varie. E da cosa nasce cosa. Nel 2017 lo Sferisterio di Macerata ha bisogno di calzature per cantanti e comparse della Norma. Una nuova opportunità. Alberto e Massimo non si tirano indietro. Va bene anche stavolta. Nel 2018 tocca alla Svizzera. Nientepopodimenoche a Vevey, la cittadina che l'anno dopo – 2019 – avrebbe ospitato la grande Festa dei Vignaioli e del vino, un evento straordinario che si celebra ogni generazione, quindi ogni 20-25 anni. «Un’impressionante celebrazione che vede esibirsi migliaia di artisti e comparse in costume tipico, figuranti, cantanti e ballerini amatoriali, omaggio al lavoro dei produttori vitivinicoli del Cantone di Vaud». Le scarpe saranno quelle della Alberto Monti. «È stato un lavoro impegnativo, – racconta Alberto – iniziato un anno prima dell'evento. Le forme delle calzature erano particolari». 1600 le paia prodotte, tra cui le Fiorentine a caviglia con i laterali beige e rossi, i Polacchini rossi, le ballerine sempre a due colori. Un'emozione, alla fine, dinanzi a 40 mila persone.

«Siamo sbarcati in Svizzera – racconta Alberto - grazie ad una assistente dello Sferisterio che collabora con una importante sartoria romana già implicata nei costumi per la festa del vino». Ma non finisce qui. Viene avviato un terzo settore: le calzature realizzate per l'Officina Ortopedica di Rieti, oggi Primo Cecilia Srl, specializzata in fornitura di articoli sanitari.

Tre rami dunque: scarpe classiche da uomo, calzature per rievocazioni in costume, scarpe ortopediche. Un impegno portato avanti in due e con la collaborazione essenziale dell'orlatrice Tiziana Sacchini, «da fare santa», commenta Alberto che già pensa alle future fiere: a Milano (Artigiani in Fiera), a Verona (Fiera dei Cavalli) e a Firenze (Mostra Internazionale dell'Artigianato) che lui definisce «stupenda».






adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 17-09-2020 alle 10:03 sul giornale del 18 settembre 2020 - 333 letture

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