Jesi: Dalla Thailandia a Torrette, la storia di Santiago Loccioni

Santiago Loccioni 2' di lettura Ancona 30/09/2020 - La lunga battaglia della famiglia del 29enne jesino, vittima di un grave infortunio, per riportare il figlio a casa. Ora si trova all'ospedale regionale.

Una storia che ha commosso la città e tenuto col fiato sospeso fino a ieri, quella di Santiago Loccioni, 29 anni, di Jesi ma trasferitosi in Thailandia per lavoro. Lì, dove stava vivendo una bella esperienza, tutto si è tramutato improvvisamente in un incubo. Infatti, il 20 giugno scorso, dopo una terribile caduta da un ponte durante una escursione, è rimasto gravemente ferito. Operato d'urgenza a Bangkok - un'operazione costata alla famiglia ben 45mila euro, in parte raccolti da una raccolta fondi su internet - aveva bisogno di tornare a casa per avere le cure necessarie. Così si è attivata una grande catena di solidarietà internazionale, arrivata fino a Jesi, dove il caso di Santiago è stato portato all'attenzione della comunità grazie all'intervento di Pasquale Liguori, presidente del Tribunale del Malato di Jesi, all'assessore Marialuisa Quaglieri ed al sindaco Bacci. Le difficoltà nel trasporto di un paziente allettato, l'emergenza sanitaria e le leggi tailandesi che impediscono l'accesso ai mezzi di tarsporto hanno complicato il suo rientro in patria.

Solo il 26 settembre Santiago è riuscito a tornare in Italia, grazie alla collaborazione tra la famiglia ed il loro legale, l’Ambasciata italiana a Bangko, il Consolato italiano ad Amsterdam, il Ministero degli Esteri, con il quale si è riusciti ad organizzare il difficiile trasporto con un volo di linea della KLM Bangok - Amsterdam ed infine a Roma Fiumicino, dove ha potuto riabbracciare la famiglia e ricevere l'affetto dei suoi concittadini. Ora è ricoverato presso il reparto di malattie infettive di Torrette di Ancona. "Una grande emozione - ha detto il padre di Santiago - poter riabbracciare mio figlio. Un viaggio organizzatissimo, seppur complesso". La Tac sembra aver evidenziato un quadro clinico positivo, ora Santiago ha la sua famiglia accanto a sostenerlo anche nel caso dovesse essere necessario un altro intervento.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it







Questo è un articolo pubblicato il 30-09-2020 alle 03:45 sul giornale del 01 ottobre 2020 - 251 letture

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