Covid-19, l'immunologa Antonella Viola: "Contro le mutazioni i vaccini dovranno essere aggiornati come per l'influenza"

2' di lettura Ancona 24/02/2021 - Sulla falsariga di quelli anti-influenzali, anche i vaccini anti-covid subiranno degli "aggiornamenti".

Mentre la campagna vaccinale sta proseguendo (non senza ostacoli di distribuzione e somministrazione delle dosi), si sta correndo il serio rischio di trovarsi ad ‘inseguire’ già le varianti del virus se non si raggiungerà in tempi rapidi una sufficiente immunità di gregge.

L’immunologa dell’Università di Padova, la tarantina Antonella Viola, divenuta particolarmente famosa in virtù del suo ruolo di primo piano nella lotta al Covid-19, è una scienziata stimata sia a livello nazionale, sia oltre i confini italiani grazie alla sua capacità divulgativa, (e fra le prime a sostenere la necessità di contribuire come Paese alla fabbricazione di vaccini anti-Covid), attraverso le sue pagine social ha spiegato che: “Se ci si fosse organizzati 4 mesi fa, oggi saremmo probabilmente in grado di produrre parte delle dosi che ci servono, ma non bisogna pensare che sia troppo tardi. I vaccini andranno aggiornati, è possibile che sia necessario vaccinarsi più volte (come per l’influenza) ed è necessario potenziare la produzione anche per i Paesi più poveri. È quindi importante partecipare allo sviluppo e alla produzione dei vaccini”.

Spiega Marcello Tavio, Presidente della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali: “Al momento abbiamo riscontrato quattro diverse varianti. Anzitutto, la variante inglese, preponderante in Irlanda e Regno Unito, diffusa anche in Italia a macchia di leopardo, si caratterizza per un più elevato livello di contagiosità, con aumento proporzionale di casi gravi e decessi; i vaccini sono però egualmente efficaci. Diverso il discorso per quelle sudafricana, brasiliana e per una variante della variante inglese, caratterizzata da una mutazione nella posizione E484K che le dà forti rassomiglianze con le due precedenti: in queste ultime tre varianti l’efficacia del vaccino risulta diminuita. È dunque indispensabile compiere ogni sforzo per limitare al massimo ogni diffusione del virus: se si riduce la circolazione, diminuiscono automaticamente le varianti. Nel prossimo futuro, le nuove generazioni di vaccini terranno conto di queste varianti. In merito all’efficacia degli anticorpi monoclonali, alcuni dati non ancora pubblicati suggeriscono l’ipotesi di una minore efficacia verso le varianti. L’industria farmaceutica dovrà dunque attivarsi affinché anche questi preziosi strumenti si adeguino alle nuove esigenze”.

A queste "voci" autorevoli si aggiunge Noubar Afeyan, cofondatore e presidente di Moderna, che va nella direzione degli aggiornamenti vaccinali: “Dopo il sequenziamento di Sars-CoV-2, a gennaio 2020, abbiamo messo a punto il vaccino in due settimane. Un risultato senza precedenti. A fronte della comparsa di una nuova variante del virus, può essere modificato negli stessi tempi, due settimane o anche meno. Ci stiamo già lavorando e sta per partire lo studio sui volontari. Diverso è il discorso relativo ai tempi di approvazione: serve un certo numero di casi di infezioni da variante per poter svolgere i test”.






Questo è un articolo pubblicato il 24-02-2021 alle 12:07 sul giornale del 25 febbraio 2021 - 200 letture

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