Di Maio alla Camera ricostruisce il sanguinoso assalto in Congo: "Non sarà risparmiato alcuno sforzo per arrivare alla verità"

5' di lettura Ancona 24/02/2021 - Lungo e commosso applauso dell'Aula di Montecitorio in apertura dell'informativa del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio alla Camera sull'assassinio dell'ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci in Congo. Così il ministro sul sanguinoso attacco del 22 febbraio.

"Vorrei innanzitutto rinnovare tutta la nostra vicinanza alle famiglie dell'ambasciatore Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo. è stato straziante ieri sera accogliere, a fianco del presidente Draghi e dei familiari, le salme dei nostri due connazionali, vittime del vile agguato che ha stroncato le loro giovani vite e sconvolto quelle dei loro cari. Un ritorno a casa tragico, che ci riempie di angoscia. Nei nostri cuori abitano, allo stesso tempo, un dolore attonito e un orgoglio profondo per questi uomini che hanno sacrificato la loro esistenza al servizio dell'Italia, della pace, dell'assistenza ai più deboli".

"Il loro sacrificio - ha proseguito il ministro - illumina la vita dei molti, diplomatici e militari, che silenziosamente compiono il proprio dovere per difendere l'Italia e i nostri valori, in Paesi lontani e a rischio. è un sacrificio che il Paese onorerà con funerali di Stato. Tutti noi - ha sottolineato Di Maio - dobbiamo onorare questi nostri eroi stringendoci attorno alle loro famiglie e alla loro memoria come comunità nazionale e come istituzioni. Non sarà risparmiato alcuno sforzo per arrivare alla verità sulla tragica fine di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci".

"Kinshasa e Goma sono distanti circa 2.500 km. L'ambasciatore e il carabiniere si sono quindi affidati al protocollo delle Nazioni Unite, che li ha presi in carico fin da Kinshasa, su un aereo della missione Onu Monusco, per il viaggio fino a Goma. La Farnesina, a livello interno, nell'ambito delle costanti attività di prevenzione e mitigazione del rischio per il personale diplomatico-consolare all'estero, classifica la Repubblica democratica del Congo in terza fascia di rischio (su 4). Ciò denota un livello di minaccia alto", ha sottolineato il capo della Farnesina.

"La sicurezza dell'ambasciata a Kinshasa è assicurata da due carabinieri in missione quadriennale, ai quali si aggiungono due carabinieri in missione di tutela che si alternano regolarmente per periodi di 180 giorni. Il carabiniere Vittorio Iacovacci, - ha aggiunto Di Maio - rientrava in questa seconda tipologia e per questo aveva accompagnato l'ambasciatore nella missione Onu a Goma e aveva con sè la pistola di ordinanza. A differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, vorrei chiarire che l'ambasciata è dotata di due vetture blindate, con le quali appunto l'ambasciatore si spostava in città e per missioni nel Paese, sempre accompagnato da almeno un carabiniere a tutela. Faccio presente che, in qualità di capo missione, l'ambasciatore Luca Attanasio aveva piena facoltà di decidere come e dove muoversi all'interno del Paese. La missione si è svolta su invito delle Nazioni Unite. Quindi, anche il percorso in auto si è svolto nel quadro organizzativo predisposto dal Programma alimentare mondiale. Per questo ho immediatamente chiesto al Pam a Roma e alle Nazioni Unite, interessando direttamente il segretario generale Guterres, di fornire un rapporto dettagliato sull'attacco al convoglio del Programma alimentare mondiale".

"Sulla dinamica dell'agguato - ha ribadito il ministro - sono in corso accertamenti anche da parte della Procura della Repubblica di Roma. Una squadra dei nostri carabinieri del Ros, su delega della Procura, si è già recata a Goma per una prima missione investigativa. Mi risulta che ne seguiranno altre. Ho chiesto al segretario generale della Farnesina, Belloni, di restare in costante contatto con il direttore esecutivo del Pam per avere notizie sulla dinamica di quanto accaduto. Dall'Agenzia ci attendiamo l'invio di un approfondito rapporto con ogni utile elemento relativo al programma della visita e le misure di sicurezze adottate a salvaguardia della delegazione".

"Al Pam e all'Onu - ha sottolineato Di Maio - abbiamo inoltre chiesto formalmente l'apertura di un'inchiesta che chiarisca l'accaduto, le motivazioni alla base del dispositivo di sicurezza utilizzato e in capo a chi fossero le responsabilità di queste decisioni. Abbiamo anche spiegato che ci aspettiamo, nel minor tempo possibile, risposte chiare ed esaustive. La mattina del 22 febbraio, tra le 10 e le 11 locali, il convoglio del Pam su cui viaggiavano l'ambasciatore e il carabiniere è stato attaccato da uomini dotati di armi leggere, verosimilmente presso Kibumba, a circa 25 chilometri da Goma, nel Governatorato di Kivu Nord, mentre percorreva la strada N2 in direzione di Rutshuru. In base alle prime ricostruzioni, che devono essere sottoposte al vaglio degli inquirenti, la prima autovettura del convoglio del Pam, su cui viaggiavano le vittime, sarebbe stata oggetto di colpi di arma da fuoco".

"Il gruppo, - ha chiarito il ministro - formato da 6 elementi, avrebbe costretto i mezzi a fermarsi ponendo ostacoli sulla strada e sparando alcuni colpi di armi leggere in aria. Tale ipotesi potrebbe essere avvalorata anche dal contenuto di un video nel quale si intravedono le fasi iniziali dell'evento con gli spari degli aggressori e la gente che getta a terra moto e biciclette con tutto il carico per allontanarsi. Il governatore del Nord-Kivu ha confermato che i sei assalitori, dopo aver sparato colpi in aria e bloccato il convoglio, hanno ordinato ai passeggeri di scendere dai veicoli. Il rumore degli spari ha allertato i soldati delle Forze Armate congolesi e i ranger del parco Virunga che, trovandosi a meno di un chilometro di distanza, si sono diretti verso il luogo dell'evento. Il Governatore ha aggiunto che per costringere le loro vittime a lasciare la strada ed entrare nella boscaglia, gli assalitori hanno ucciso l'autista del Pam. In base alle prime ricostruzioni del Pam, gli assalitori avrebbero poi condotto il resto dei membri nella foresta".

"Poco distante dal luogo dell'evento - ha detto il ministro Di Maio - era appunto presente una pattuglia di Ranger dell'Istituto Congolese per la Conservazione della Natura, di stanza presso il vicino parco di Virunga e un'unità dell'Esercito, che avrebbero cercato di recuperare i membri del convoglio".






Questo è un articolo pubblicato il 24-02-2021 alle 11:06 sul giornale del 25 febbraio 2021 - 151 letture

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