La rete 'Le donne avanzano #moltopiùdi194' torna in piazza sabato 6 marzo

3' di lettura Ancona 04/03/2021 - Come rete Le donne avanzano #moltopiùdi194 torniamo in piazza SABATO 6 MARZO tuttə insieme, verso lo sciopero globale dell'8 marzo.

Le destre, in Italia, in Europa e in tutto il mondo stanno mettendo in campo un laboratorio politico e culturale sul corpo delle donne. La nostra presenza in piazza diventa fondamentale.

Il rifiuto di erogare la pillola abortiva RU486 nei consultori, in pieno contrasto delle linee d’indirizzo del governo e in spregio ad accessibilità e sicurezza, dato il momento di emergenza sanitaria; l’apertura delle strutture sanitarie, dei consultori pubblici e dei centri antiviolenza ad associazioni oscurantiste, la difficoltà di reperire informazioni e supporto laico; lo stigma, la vergogna instillata, il senso di impossibilità acuiti anche dalle inaccettabili farneticazioni su politiche per la nascita e sostituzioni etniche, famiglie naturali e ruoli genitoriali stereotipati e oppressivi, sono solo la punta dell’iceberg di una pericolosa propaganda portata avanti sulla nostra pelle.

A un anno dall’inizio della pandemia i dati parlano chiaro: le donne sono tra i soggetti più penalizzati dalla crisi economico-sociale. Nel 2020, su 444mila nuovi disoccupati, 312mila sono donne (70%).
Le donne sono tra i soggetti più esposti al rischio di contagio, data la prevalenza femminile nel settore sanitario, infermieristico e di cura; sono quelle che più hanno perso il lavoro a causa della crisi ma, allo stesso tempo, hanno visto aumentare carichi di lavoro non retribuito, data la chiusura dei servizi essenziali o la loro trasformazione telematica, a partire dalla scuola.

Questa è la faccia più feroce di un sistema, patriarcale e capitalista, fondato sulla subalternità delle donne.
Mogli e madri, assoggettate e dipendenti: l’altare della famiglia tradizionale allestito per noi, affinché ci sacrificassimo. La violenza di genere e i femminicidi, narrati come il raptus di pochi, sono invece un fenomeno strutturale che garantisce, sostiene e riproduce il sistema oppressivo. La pandemia e la conseguente reclusione domestica forzata hanno contribuito ad aumentare l’isolamento delle donne e la difficoltà di attivare reti di supporto.

Saremo in piazza per rivendicare il nostro diritto ad autodeterminarci, che parte dall'esistente ma chiede molto di più, #moltopiudi194.
Vogliamo riprenderci i consultori, che tornino ad essere luoghi laici e pubblici per la salute sessuale e riproduttiva, delle donne e delle soggettività LGBTQIA+.
Saremo in piazza perché vogliamo un reddito che ci renda libere da ogni forma di ricatto e dipendenza, imprescindibile per l’autodeterminazione e per la fuoriuscita dalla violenza.
Saremo in piazza perché vogliamo finanziamenti a centri antiviolenza e case rifugio, capillari sul territorio, a supporto delle vittime di violenza: donne, soggettività LGBTQIA+ e non binarie.

Vogliamo costruire un fronte di attacco transfemminista alla guerra che ci hanno dichiarato. I nostri corpi saranno le nostre uniche bandiere le nostre voci la nostra unica rappresentanza.

per maggiori informazioni qui il link alla pagina fb della rete Le donne avanzano https://www.facebook.com/Le-donne-avanzano-moltopi%C3%B9di194-106189208172662

e delle Sisters on the block https://www.facebook.com/sistersontheblock






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-03-2021 alle 17:43 sul giornale del 05 marzo 2021 - 120 letture

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