Covid19, Inps: con bonus baby sitter pagati soprattutto i nonni 

1' di lettura Ancona 06/03/2021 - Le famiglie che hanno chiesto il cosiddetto "bonus baby sitter" previsto per la cura dei bambini rimasti a casa a causa dell'emergenza pandemica, in molti casi hanno ingaggiato direttamente i nonni dei piccoli.

È quanto emerge da un approfondimento dell'Inps, secondo il quale su 556.348 baby sitter pagati con il libretto famiglia con il bonus, ben 339.252 avevano oltre 60 anni.

Secondo l'Istituto: "C'è un'evidenza sorprendente: i baby-sitter sono in maggioranza anziani. Infatti il 61% ha almeno 60 anni, il che significa che presumibilmente si tratta di nonni".
Secondo i dati derivanti da approfondimenti dell'Istituto, all'INPS sono giunte oltre 1,3 milioni di domande per bonus baby sitter e la partecipazione a centri estivi nel periodo tra marzo ed agosto 2020, di queste, ne ha accolte oltre un milione (1.078.173) per oltre 815 milioni di euro.

Nel dettaglio, sono state accolte 772.010 domande per bonus baby sitter (per 722,1 milioni) e 306.163 per centri estivi (per 93,3 milioni).
Nel periodo sono state accolte 310.142 richieste di congedo parentale con causale Covid per la grande maggioranza arrivate da donne (243.358) mentre gli uomini che hanno chiesto di astenersi dal lavoro per prendersi cura dei figli sono stati 66.784.






Questo è un articolo pubblicato il 06-03-2021 alle 11:55 sul giornale del 08 marzo 2021 - 953 letture

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