Posato il primo mattone del Centro NeMo di Ancona, sarà il primo sull'Adriatico

6' di lettura Ancona 16/07/2021 - La settima sede dei Centri Clinici NeMO, presidio per la malattia neuromuscolare come la SLA, la SMA e le Distrofie Muscolari, sarà all'Ospedale regionale di Torrette

Si posa finalmente il primo mattone del Centro NeMOo di Ancona, al termine di un percorso complicato, che ha dovuto sormontare una pandemia globale e gli ostacoli burocratici insiti in quella che è una alleanza istituzionale tra molteplici enti: Regione Marche, A.O.U. Ospedali Riuniti di Ancona, Università Politecnica delle Marche, Centri Clinici NeMO, Fondazione Paladini.

Ostacoli destinati a cedere anche grazie alla determinazione dalle associazioni dei pazienti e dei familiari, che in stretta collaborazione tecnici e amministratori dei diversi enti hanno portato alla creazione del network nasce in alleanza con le Istituzioni e la comunità scientifica per rispondere alla complessità dei bisogni di cura di chi vive con una malattia neuromuscolare come la SLA, la SMA e le Distrofie Muscolari.

“UN RIFERIMENTO PER LE MALATTIE NEUROMUSCOLARI”

La caratteristica principale dei Centri NeMO è quella di avere in un unico reparto più di 14 specialità cliniche differenti e altamente qualificate. Dalla diagnosi e lungo tutto il percorso della malattia, NeMO Ancona diventerà il riferimento per bambini e adulti marchigiani e dei territori limitrofi. I pazienti con tali patologie hanno necessità spesso diverse dagli altri pazienti e le patologie devono essere lette nel complesso del quadro clinico, una particolarità che i centri NeMo possono garantire con una presa in carico costante e completa dei pazienti, fornendo oltre alla qualità delle cure, un affiancamento morale e psicologico fondamentale quanto per il paziente che per la famiglia. “Un punto di riferimento, una casa per noi, dove sappiamo di essere ascoltati, un posto dove troviamo tutto quello che ci serve” La testimonianza di alcuni dei rappresentati delle associazioni presenti alla conferenza stampa.

CURA E RICERCA

Anche grazie alla collaborazione dei diversi enti, i Centri NeMO si contraddistinguono non solo per l'assistenza dei pazienti ma anche come centri di ricerca di eccellenza nell'ambito delle malattie neuromuscolare. Un aspetto che incontra le peculiarità di due dei partner del progetto, la Politecnica delle Marche e Ospedali Riuniti. “Il centro offre una stretta integrazione fra cura, assistenza e ricerca - continua Gian Luca Gregori, Magnifico Rettore dell’Università Politecniche delle Marche - orientato ad un concetto più ampio di salute, attento al malato come persona nel suo complesso, nella sua unicità e nella sua specificità. Le nostre studentesse e studenti, futuri medici e professionisti sanitari, acquisiscono, durante il loro percorso formativo, capacità e sensibilità che vanno oltre il corretto riconoscimento e cura delle malattie, preparati ai nuovi bisogni di salute che una società rinnovata propone. Con lo sviluppo di nuove ricerche e studi scientifici, inoltre, possiamo offrire ai pazienti soluzioni terapeutiche sempre più innovative”.

Con i suoi 880 mq, 12 posti letto per il ricovero ordinario, 2 per i servizi di day hospital e ambulatoriali, il Centro accoglierà più di 700 pazienti ogni anno. Essere in ascolto del territorio e della comunità, dunque, come metodo che traduce il bisogno in risposte condivise, proprio come è successo durante l’emergenza sanitaria: “L’ascolto deve tradursi in strumenti e indirizzi progettuali. - sottolinea Michele Caporossi, direttore generale dell’Ospedale Regionale Torrette di Ancona – Una visione che fonda le sue radici sulla volontà di garantire a tutti la possibilità di cura. La stessa vocazione che ha reso prioritario il recupero dello stato di salute sociale, destinando temporaneamente gli spazi assegnati al Centro NeMO in quelli necessari al programma vaccinale. Ed è per questo che oggi, con rinnovata convinzione, poniamo il primo mattone di un luogo di cura che continuerà a rispondere alla fragilità”.

Alberto Fontana, presidente dei Centri Clinici NeMO e Roberto Frullini, presidente di Fondazione Paladini

Il progetto, inoltre, non unisce solo le conoscenze specialistiche e multidisciplinari sulle malattie neuromuscolari, ma è luogo nel quale il concetto stesso di cura parte dai bisogni espressi da tutti i soggetti coinvolti: i pazienti e i familiari, i professionisti, gli operatori sanitari e la comunità del territorio. “Le nostre sono malattie progressive che hanno necessità di competenze e passione per essere affrontate. - aggiunge Alberto Fontana, presidente dei Centri Clinici NeMo - L’alleanza tra istituzioni e associazioni è la risposta più efficace perché nasce da valori condivisi e dalla corresponsabilità di porre sempre la persona al centro. Questo primo mattone, infatti, porta con sé anche il messaggio di una comunità coraggiosa, quella marchigiana, che ha fortemente voluto e sostenuto il progetto”.

L’obiettivo del Centro è quello di promuovere un’assistenza sanitaria nel pieno rispetto della persona: “Per questo gli spazi - conclude Roberto Frullini, presidente di Fondazione Paladini - sono progettati anche per accogliere e tutelare le relazioni, custodire gli affetti e creare le migliori condizioni sia per i pazienti, come anche per tutti gli operatori sanitari e i professionisti che vi lavoreranno”.

A PORRE LA PRIMA PIETRA LO CHEF ULIASSI

A porre il primo mattone anche Mauro Uliassi, visibilmente emozionato nell'ascoltare le testimonianze dei pazienti e dei rappresentanti territoriali delle associazioni. Marchigiano doc, lo chef pluristellato è da sempre al fianco della comunità neuromuscolare, la cui deglutizione di cibo e liquidi è spesso critica. Modificando con le sue ricette “tre stelle” le consistenze dei piatti della tradizione, Uliassi crede che, nonostante le difficoltà, è possibile continuare a vivere l’esperienza del gusto e del piacere dello stare a tavola.

SALTAMARTINI: “FELICE MA NON SODDISFATTO. NELLE MARCHE ANCORA INDIETRO. COLMEREMO IL GAP”

“Se in passato sono stato così “esplicito” con i dirigenti della sanità è perchè ritengo che non possiamo perdere un minuto quando la nostra missione ha un impatto così significativo sulla qualità di vita di queste persone. Chi non ha queste malattie deve restituire quello che gli altri hanno meno di noi" ha dichiarato l'assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini "È la Costituzione italiana che ce lo indica quando ci dice di rimuovere gli ostacoli alla piena realizzazione dell'individuo. Io sono convinto che fino ad oggi nel nostro Paese non è stato fatto tutto quello che potevamo fare. Oggi è una festa e sono felice per la posa del primo mattone, ma non sono ancora soddisfatto che una ragione come le Marche sconti ancora un simile gap”.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2021 alle 16:17 sul giornale del 17 luglio 2021 - 275 letture

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