Con l'Archeodromo e la realtà virtuale il Parco del Conero investe sui Piceni

Realtà virtuale 4' di lettura Ancona 14/12/2021 - In preparazione per la stagione 2022 le attrazioni archeologiche per collegare i siti dell'Antiquarium di Numana, l'Archedromo, il Centro Visite Parco del Conero e l'Area archeologica “I Pini”. Il Parco investe nei percorsi archeologici per promuovere un turismo sostenibile e la consapevolezza del territorio

Un sentiero che dal passato conduce al futuro, quello tracciato dal Parco Naturale del Conero grazie al progetto Archepaesaggio al Conero. L'iniziativa, che è stata presentata al Museo Archeologico Nazionale delle Marche e prenderà il via nel 2022, vuole unire i siti già esistenti e quelli di prossima apertura, presenti all'interno del Parco del Conero, offrendo così a turisti e cittadini un percorso archeologico volto alla scoperta e all'approfondimento della popolazione dei Piceni.

L'ITINERARIO

Si parte idealmente del Centro Visite Parco del Conero, presso Sirolo, qui ad accogliere il pubblico ci saranno, dalla primavera del 2022, i Visori a realtà virtuale, con cui sarà possibile calarsi nella "Tomba della Regina" di Numana. Una visita di 6 minuti nella ricostruzione scientificamente accurata grazie agli sforzi del gruppodi ricerca DiStoRi Heritage dell'Università Politecnica delle Marche, in collaborazione con la Soprintendenza e la Direzione Regionale Musei.

Dopo l'esperienza virtuale si potrà toccare fisicamente il mondo dei piceni con una visita all'Archeodromo, ovvero la ricostruzione di una casa picena in scala reale attraverso pratiche di archeologia sperimentale. Una occasione di toccare con mano la realtà della vita nelle Marche prima ancora dell'arrivo dei romani.

Si prosegue ammirando i reperti piceni enon solo, conservati ed esposti nell'Antiquarium Statale di Numana, il suggestivo museo che espone alcuni dei reperti più significativi della misterioso popolo piceno e gli incredibili ritrovamenti emersi proprio dalla Tomba della Regina di Numana.

La visita non sarebbe certo completa senza fare tappa proprio sul sito del portentoso ritrovamento, ossia l'Area archeologica “I Pini”, luogo della necropoli picena a circoli musealizzata e visitabile.

«Con l'archeologia investiamo su un turismo di qualità»

«Il progetto valorizza un lavoro che viene da lontano- spiega il Daniele Silvetti presidente dell'ente Parco del Conero- l'archeologia rappresenta un segmento importante dell'area parco e il finanziamento di 440 mila euro della Fondazione Cariverona ci dà la possibilità di tradurla anche per le nuove generazione. Cerchiamo di adeguarci al processo di ammodernamento, guardando al futuro per investire su un turismo qualità». Una operazione che unisce due esperienze solo apparentemente agli estremi opposti come la tecnologia digitale e l'archeologia, come osserva l'archeologo dell'Ente Parco Filippo Invernizzi «Questo progetto ci dà la possibilità di mettere in rete da una parte le nuove tecnologie e dall'altra un luogo in cui poter crescere e riscoprire le proprie radici con il territorio. Si sta creando qualcosa di unico e sperimentale».

In rappresentanza della Direzione Regionale dei Musei la Direttrice del Museo Archeologico delle Marche e dell'Antiquarium Nicoletta Frapiccini: «Offrire un percorso archeologico fuso nel paesaggio è un contributo importantissimo. Il sito della necropoli picena è quello che ogni archeologo sogna di scavare. Un lavoro che grazie a questo progetto può trovare una sintesi. Al Museo Archeologico delle Marche (ad Ancona n.d.r.) verrà installato uno schermo con il filmato della storia della scoperta della necropoli e della Tomba della Regina e con la possibilità di osservare i reperti digitalizzati dal professor Clini e dal gruppo DiStoRi Heritage».

Presente anche il Prof. Paolo Clini direttore del DiStoRi Heritage, gruppo di ricerca sul Cultural Digital Heritage del Dicea, sezione di architettura dell'Univpm Marche, ovvero i realizzatori della ricostruzione in realtà virtuale della Tomba della Regina: «Abbiamo realizzato un prodotto sempre più distante da una App e più vicino ad un prodotto cinematografico. C'è una recitazione, musiche originali e ogni dettaglio è curato da competenza scientifica sia tecnologica che archeologica. È come se questa tomba l'avessimo riscoperta una seconda volta. L'abbiamo ricostruita e ognuno ci ha messo la proprio conoscenza scientifica. Abbiamo realizzato una vera macchina del tempo che spero possa essere utile. Il progresso fatto con basi scientifiche serie è sempre quello che può dare risultati migliori».

Un progetto inoltre capace di integrare la ricerca con la tutela e la valorizzazione, come osserva l'archeologo Stefano Finocchi della Soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio: «Sono stati messi in relazione i luoghi della cultura del parco collegando l' Antiquarium di Numana e l'area archeologica dell'Area dei Pini e Utilizzando dei percorsi interni recuperati dalla amministrazione di Sirolo. Un progetto che, grazie alla calibrazione dei modi di agire e di tradurre le informazioni, anche grazie alle nuove tecnologie, si pone come riferimento per la didattica e la formazione delle nuove generazioni».


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 14-12-2021 alle 20:51 sul giornale del 15 dicembre 2021 - 402 letture

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