Area Marina Protetta: sponda a Conte (M5S) da Bora (PD), ma contraria la Lega con Bilò

4' di lettura Ancona 27/05/2022 - Reazioni all'appoggio espresso dal Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. La Consigliera Dem Manuela Bora accoglie la posizione di Conte: "Questa saldatura porti alla svolta necessaria". Opposta la reazione del consigliere della Lega Mirko Bilò: " AMP ulteriore fardello che determinerebbe una decrescita economica"

All'indomani dell'appoggio del Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, alla battaglia per la creazione di una Area Marina Protetta del Conero (Ne abbiamo parlato qui), arrivano le reazione della politica regionale. Apre ad una alleanza sull'Area Marina Protetta la Consigliera del Partito Democratico Manuela Bora, che ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Il sostegno dell’ex premier Giuseppe Conte al progetto di istituzione dell’Area Marina Protetta “Costa del Conero” rappresenta un elemento molto importante per due motivi principali. Innanzitutto, è la garanzia di un collegamento forte con il governo, anche in ordine al reperimento di fondi e a un impegno della politica ai massimi livelli. Inoltre, fornisce la dimensione giusta, che è quella nazionale, per un progetto che rientra in una strategia europea e statale, non riguarda solamente gli enti locali coinvolti. L’auspicio è che questa saldatura porti alla svolta necessaria per superare gli scetticismi e gli ostacoli che ancora ad oggi si frappongono alla realizzazione dell’AMP, che rappresenta non un problema, ma una straordinaria opportunità”.

Così invece il Consigliere regionale del gruppo Lega Mirkò Bilo:

“Conte dice che l’area marina protetta del Conero è volano per l’economia ma fa solo propaganda politica dimostrando di non conoscere la realtà del territorio di cui parla. L’area protetta, specie in questa fase congiunturale, non aiuterebbe affatto l’economia: la vera battaglia da fare è quella in difesa della costa, del commercio, del turismo e del mondo della pesca che creano sviluppo e occupazione. Siamo in campagna elettorale e il Movimento 5 Stelle cerca di tamponare il crollo dei consensi, ma l'ex premier Conte prima di assumere una tale posizione sull’area marina del Conero avrebbe fatto bene ad informarsi e a riflettere, anche alla luce di altre esperienze italiane – spiega il vicecapogruppo Lega - Affermare che l’Area marina protetta permetterebbe uno sviluppo sostenibile del territorio non rende la dimensione della realtà, né di quanto il Conero rappresenti per l’anconetano e per le Marche tutte, in termini di benessere socio-economico per imprese, attività e famiglie”.

Bilò sottolinea che altre realtà italiane hanno mostrato chiaramente i limiti delle are marine protette, insieme agli scarsi, se non addirittura fallimentari, benefici in termini di tutela della fauna ittica. “Conte e i suoi rappresentanti nelle Marche hanno dimostrato di ignorare che nel fondale marino del Conero, non sono presenti organismi o specie rare o a rischio estinzione, tali da giustificare l’istituzione di una area protetta. La costa del Conero ha un elevato valore paesaggistico, ma non presenta le praterie di Posidonia che caratterizzano i fondali di altri mari e per la cui salvaguardia sono stati istituiti parchi ed aree marine protette, strumenti pensati per ambienti scarsamente antropizzati, molto diversi dal Conero che è densamente popolato e ricco di infrastrutture dove il turismo è già sviluppato. L’istituzione di un’area marina protetta non andrebbe a creare un valore aggiunto, ma piuttosto un ulteriore fardello che determinerebbe una decrescita economica e non solo per il mondo della pesca, che già sta vivendo un momento di crisi eccezionale a causa del caro, ma anche per le strutture turistico-ricettive, che vivono delle presenze record d’estate sulla nostra Riviera.

“Non servono dibattiti ideologici per cercare voti, ma risposte concrete. – aggiunge il vicecapogruppo della Lega - Servono ingenti risorse statali necessarie per istituire un’area protetta e Conte, che è stato presidente del consiglio non può ignorarlo, senza contare che, se proprio avesse voluto davvero attivarsi su questo fronte, Conte avrebbe dovuto spingere in questa direzione quando aveva il pallino in mano. Il vero problema è quello di difendere la costa del Conero dal fenomeno dell’erosione, che minaccia il nostro ambiente e l’economia del nostro territorio. Occorre piuttosto trovare gli strumenti finanziati per garantire una soluzione strutturale a questa criticità che si ripresenta puntuale ogni anno. Solo così si può davvero tutelare l’ambiente e sviluppare l’economia in direzione della sostenibilità, visto che le normative a salvaguardia della fauna ittica già esistono, non bisogna fare altro che farle rispettare”.






Questo è un articolo pubblicato il 27-05-2022 alle 15:34 sul giornale del 28 maggio 2022 - 181 letture

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