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Calenda ad Ancona fa l’occhiolino alla Mancinelli: “Non si sa perché sia ancora nel PD”

2' di lettura Ancona 03/12/2022 - Calenda presenta il suo nuovo libro al ridotto delle Muse “La libertà che non libera” e apre a Mancinelli e Simonella, ma picchia sul PD. Gli risponde il segretario provinciale dem Jacopo Falà: “Invece di lanciare un OPA sul PD dialoghi con il popolo della sinistra”

Carlo Calenda torna ad Ancona per presentare il suo ultimo libro “La Libertà che non libera” al ridotto delle Muse. Non sono mancati, come inevitabile, dei commenti sulla situazione politica italiana e anche quella del capoluogo dorico.

«L’operato di questa giunta è stato buono e Valeria Mancinelli è stata insignita del titolo di miglior sindaco del mondo. Non si capisce perché sia ancora nel PD» attacca il leader di Azione. Non una novità che tra Calenda e Valeria Mancinelli ci sia un’intesa, come emerse chiaramente nell’incontro tra i due per la presentazione del libro “I Mostri” già nel 2020 (qui l’articolo). Una posizione quella dell'ex manager che non è piaciuta al Partito Democratico, appena uscito da delle primarie partecipate ma tese. A risponde al leader di Azione il segretario provinciale Jacopo Falà: «Un maldestro tentativo di campagna acquisti tanto ridicolo quanto inopportuno. Invece di mettere in atto improbabili OPA sul PD, più proficuamente potrebbe provare ad assumere un atteggiamento dialogante non solo verso la Meloni, ma anche verso il popolo del centrosinistra». (Al link la lettera completa).

Poi Calenda spiega come il suo attacco ai dem sia dovuto soprattutto all’alleanza con il Movimento 5 Stelle: «La pregiudiziale non c’è sul PD, ma c’è sui 5 Stelle. Governare con loro è impossibile, non ti fanno fare neanche una strada provinciale». Tra i banchi dell’opposizione tuttavia la distanza tra Azione/Italia Viva e il PD è sempre più segnata, soprattutto dopo l’apertura del Terzo Polo alla collaborazione su alcune riforme con il Governo Meloni: «Vengo criticato se incontro il Governo come opposizione. Mi chiedo: come senatore di minoranza, pagato migliaia di euro al mese, se non lavoro per presentare dei contributi alternativi alle riforme della maggioranza, io che ci sto a fare? Che compito è dire sempre “No” senza spiegare qual è l’alternativa a quel no? Sono 30 anni che parliamo di destra e sinistra senza parlare di cosa dobbiamo fare e soprattutto di come farlo. Questo è il mondo ideale per i Politici incompetenti che devono solo dire da che parte stanno».


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it





Questo è un articolo pubblicato il 03-12-2022 alle 11:25 sul giornale del 05 dicembre 2022 - 268 letture

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