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Ronda abusiva in uniforme e servizi di sicurezza senza licenza: Anconetano finisce nei guai con la giustizia

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Oltre ai servizi abusivi di ronda, la predetta associazione pubblicizzava un’attività continuativa di vigilanza e sicurezza privata, denominata di volta in volta come di “portierato” o di “cortesia”, a pagamento, effettuata a vantaggio di alcuni esercenti pubblici di Ancona, in violazione delle norme

Attraverso mirate indagini esperite dalla Squadra Amministrativa e di Sicurezza della locale Divisione Pas è emerso che un’associazione fondata da un anconetano di 43 anni, pur avendo ricevuto diniego, da parte della Prefettura di Ancona circa la richiesta di iscrizione come “associazione tra cittadini non armata” negli ultimi mesi aveva attivato una pluralità di attività abusive di “ronda” per le principali vie della città, non mancando di pubblicizzarle sui social.

Le attività abusive in questione, anche notturne, venivano realizzate per le vie della città attraverso l’impiego di operatori che indossavano divise identiche a quelle dei corpi paramilitari e con l’ausilio di una body cam, e venivano pubblicizzate come servizi di deterrenza o di cortesia”, mentre gli operatori venivano indicati come “osservatori di sicurezza urbana ed ambientale”.

I servizi venivano realizzati dunque al di fuori del perimetro autorizzativo previsto dalla legge per tali attività, che oltretutto impone l’obbligo di indossare una casacca di colore giallo fluorescente, contenente la scritta «osservatori volontari», il logo dell'associazione, il nome del comune ed un numero progressivo associato al nominativo dell'operatore e vieta comunque di utilizzare uniformi, emblemi, simboli, altri segni distintivi o denominazioni riconducibili, anche indirettamente, ai corpi di polizia, anche locali, alle forze armate etc.

Anche in relazione al riscontrato utilizzo di bodycam, è stato accertato come non sia previsto che i servizi di osservazione possano essere supportati dall’utilizzo di videoriprese, che rischiano di autorizzare comportamenti non prudenti e non rispettosi dei diritti degli osservati e di ingenerare potenziali conflitti con quest’ultimi, a fronte dei quali si renderebbe necessario l’intervento delle forze di pubblica sicurezza.

Oltre ai servizi abusivi di ronda, la predetta associazione pubblicizzava un’attività continuativa di vigilanza e sicurezza privata, denominata di volta in volta come di “portierato” o di “cortesia”, a pagamento, effettuata a vantaggio di alcuni esercenti pubblici di Ancona, in violazione delle norme.

Per tale motivo, lo scorso 5 maggio, il presidente di tale associazione, unitamente ad altra associata, veniva deferito alla locale Autorità Giudiziaria per aver posto in essere attività di vigilanza privata, spendendo il nome della sua associazione senza aver mai conseguito alcun titolo prefettizio abilitante per svolgere tali mansioni.

In data 16 maggio veniva inoltre data esecuzione al Decreto di perquisizione delegata rilasciato dalla Procura della Repubblica di Ancona, a carico dei due soggetti indagati.

Durante le operazioni di perquisizione venivano rinvenuti e sequestrati numerosi oggetti (divise, gagliardetti, tessere di iscrizione all’associazione, spray al peperoncino, una pistola ad aria compressa) utilizzati dagli indagati per effettuare l’attività di vigilanza abusiva, tra cui un furgone verde militare, allestito da ufficio mobile, ove uno dei due indagati custodiva anche uno sfollagente telescopico in acciaio di colore nero, come quelli in dotazione ai Carabinieri.

Sia il furgone che lo sfollagente menzionato venivano sequestrati, con successivo deferimento del soggetto anche per porto abusivo di armi od oggetti.


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Questo è un articolo pubblicato il 24-05-2023 alle 14:04 sul giornale del 25 maggio 2023 - 410 letture






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