Le Storie dell’Arte a cura di Francesco Maria Orsolini: L’arte tra le cose di Silvia Fiorentino
Le Storie dell’Arte a cura di Francesco Maria Orsolini L’arte tra le cose di Silvia Fiorentino
White cube (cubo bianco) è l’espressione con cui negli anni ’70 e sulle pagine di “Artforum”, la rivista di settore più autorevole nel mondo, il critico e artista irlandese Brian O’Doherty diede il nome di battesimo allo spazio espositivo tipico dell’arte contemporanea. Da allora la parola e la cosa sono rimaste (per sempre) unite. Nelle gallerie d’arte e nei musei internazionali le pareti bianche e le luci concentrate calate dall’alto negavano l’esistenza di tutto ciò che nello spazio non fossero le sole opere d’arte esposte. Spettatori compresi, che dovevano farsi da parte come a teatro, affinché potesse manifestarsi il visibile apparire di immagini, strappate dal tempo e dal mondo reali, eternizzate nello spazio sacrale del cubo bianco, immagini isolate nel loro magico mettersi all’opera come arte, invece che come oggetti e merci di consumo. Se volete la controprova di come funzioni il white cube, attraverso una sua ironica e giocosa contrapposizione, andate a vedere la mostra, anzi le mostre, che Silvia Fiorentino ha apparecchiato negli spazi espositivi di “Bobeche vintage store”, in via Marconi 10 e 47 e in via Simeoni 1, accanto al Donegal Irish Pub.
Poesia, come misura dell'esattezza di vita, ceramica smaltata, 2023
Qui, come in via Marconi al numero 47, le sue opere vi appariranno attraverso una vetrina, mentre voi passate per strada, magari meno distratti se lo farete dopo aver letto queste righe. Le vedrete allestite in uno spazio espositivo commerciale, esposte ma, allo stesso tempo, frapposte e quasi nascoste tra gli oggetti in vendita del negozio. L’associazione è di per sé molto poetica, del resto la poesia è una tra le arti esercitate dall’autrice, perché la mercanzia vintage è fatta di oggetti rianimati, un po’ fantasmi e un po’ replicanti, che aspirano ad una seconda vita e ad un nuovo status di opere, sulle quali aleggia un titolo di nobiltà acquisito e non ereditario, una simil-aura nel senso di Walter Benjamin.
Natura, movimento di colore, ceramica smaltata 2025
Mentre da parte loro, le ceramiche di Silvia Fiorentino fanno finta di essere oggetti di arredo, come fossero semplici vasi, piatti, statuine, soprammobili e lumi, ma in realtà appena lo sguardo, quello vero che esplora e ritaglia dallo sfondo, le incontra, si rivelano essere quello che sono, figure dell’arte che vivono per se stesse, che accendono luci nell’immaginazione, invece che nella stanza, che richiamano e si affratellano ad altre figure dell’arte. Qualche esempio? Forse il più eloquente e altolocato è Lucio Fontana, per quella modellazione fratta e refrattaria alla compiutezza, agita da un’animosità che mostra il suo modernissimo farsi forma della materia come processo in atto, con rimandi diretti alla sensibilità barocca stordita dall’emozione.
Economia dell'originario, ceramica smaltata, tessuto, rete metallica, 2014
E visto che la materia della ceramica è l’argilla surriscaldata, ovvero l’unione di terra, acqua aria e fuoco, gli elementi primordiali del pianeta, almeno nella concezione, anch’essa antichissima, dei filosofi pre-socratici, mettere le mani nella pasta dell’argilla significa anche cercare un contatto fisico, prima ancora che simbolico, con il primigenio. Silvia Fiorentino rifugge, però, dall’imponenza del simbolico, la sua evocazione è leggera, come quella delle cromie che si distendono sulle forme modellate, del tutto simili a stesure all’acquarello, trasferite dalla carta sulle superfici porose e opache della terracotta, o su quelle lucide della ceramica smaltata.
Le piastrelle con fiori e verzura uscite dalla sua fucina moderna, si apparentano idealmente alle tarsie invetriate dei Della Robbia (possibile vedere quelle di Giovanni alla Collegiata di San Medardo ad Arcevia), tra le prime nature morte create nell’ordine e nella grazia dell’arte rinascimentale. Con le piastrelle di Silvia Fiorentino si potrebbe pavimentare un intero giardino delle delizie, modernamente trasformato in hortus inconclusus, come il processo di metamorfosi della natura in arte, che si vorrebbe non avesse mai fine.
Giardino sacro, ceramica smaltata, 2025
Silvia Fiorentino
Nata a Milano, dopo studi classici che l’hanno molto orientata al linguaggio della poesia, negli anni ’80 si unisce al gruppo di artisti, architetti e designer dello Studio Branco. Svolge molteplici esperienze di progettazione e di allestimento, con le quali si sensibilizza alla complessa interazione dei linguaggi artistici. Traferitasi ad Ancona, frequenta nelle Marche vari laboratori di ceramica, che riconosce come una delle tecniche artistiche a lei più congeniali. Parallelamente si interessa al rapporto del corpo con lo spazio, e della corrispondenza multidimensionale tra la persona e l’ambiente, inteso come paesaggio e architettura dei luoghi. In questa ricerca antropologica e sociologica sviluppa uno specifico interesse per la declinazione al femminile dei processi creativi. Numerose le mostre personali e collettive a cui ha partecipato, tra le quali la V Biennale Arte Ceramica Contemporanea di Frasacati, 2022. Ha pubblicato tre raccolte di poesie: Spazio dentro della vita, Aracne, Antropologia degli affetti, Affinità elettive, Le vocali mancanti, Gattomerlino.
Maternità, ceramica smaltata, 2022
Le storie dell’arte, articoli già pubblicati:
- Sguardi d’autore sulle Terre in movimento, https://vivere.me/a5SU
- Storici dell’arte discutono su Pellegrino Tibaldi, Ancona e le Marche https://vivere.me/a6w2
- L’origine e la storia di Ancona tra due Soli: la fontana di Enzo Cucchi, https://vivere.me/a6QL
- Il Passetto fino a Tokyo. Racconti dal Giappone del designer anconetano Andrea Dichiara https://vivere.me/brJu
- “Ossessione” di Luchino Visconti: nel film manifesto del neorealismo la testimonianza di Ancona prima dei bombardamenti del ’43 https://vivere.me/bIRp
- Papa Francesco: l’immagine contemporanea del pastore che non ha paura del vuoto https://vivere.me/bm7t
- Il Bambino tanto amato: quel che Maria Montessori non sapeva di Donatello https://vivere.me/dblJ
- Danzare sulla “Flagellazione”, Piero della Francesca e l’arte dei gesti https://vivere.me/dka0
- La “Muta” di Raffaello, il più parlante dei ritratti
- Stella Rudolph, Carlo Maratti e il Consiglio pubblico di Ancona, che troppo volle e nulla strinse https://vivere.me/dxt4
- Improntitudine della fotografia. La storia dell’architettura scritta con la luce da Fabio Mariano https://vivere.me/dE3e
- San Francesco e i Frati minori: sorella arte dal presepio d Greccio all’Adorazione dei Magi (parte prima) https://vivere.me/dO9g
- San Francesco e i Frati minori: sorella arte dal presepio di Greccio all’Adorazione dei Magi (parte seconda) https://vivere.me/dVnj
- Edgardo Mannucci: il primordio e l’astratto nella scultura italiana del Novecento (parte prima) https://vivere.me/eeno
- Edgardo Mannucci: il primordio e l’astratto nella scultura italiana del Novecento (parte seconda) https://vivere.me/eeoh
- Arco di Traiano nel porto di Ancona: l’accesso sicuro all’Italia (parte prima) (https://vivere.me/euHF)
- Arco di Traiano nel porto di Ancona: l’accesso sicuro all’Italia (parte seconda) https://vivere.me/euNV
- Opere di Edgardo Mannucci all’asta: due capolavori, in meno, per il patrimonio artistico di Fabriano e delle Marche https://vivere.me/eRe8
- Un docente esce dall’aula per interrogare il patrimonio: risponde il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri. Rinvenuto alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino un dipinto trafugato di Angelo Solimena https://vivere.me/faV1
- Mirco Tangherlini: l’intelligenza artificiale al servizio della comunicazione visiva e dell’arte https://vivere.me/fdBd
- Luigi Vanvitelli: un convegno, un Arco e una statua del Papa nel posto sbagliato (parte prima) https://vivere.me/fnnH
- Luigi Vanvitelli: un convegno, un Arco e una statua del Papa nel posto sbagliato (parte seconda) https://vivere.me/fn6Y
- La casa delle cose: il design raccontato da Roberto Palomba https://vivere.me/fNi7
- La Biblioteca di Babele. Segni e simboli di Raffaele Iommi alla libreria Bocca di Milano https://vivere.me/f55X
Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2025 alle 19:21 sul giornale del 11 dicembre 2025 - 189 letture
SHORT LINK:
https://vivere.me/gn31
Commenti







