Le Storie dell’Arte a cura di Francesco Maria Orsolini: La Pinacoteca di Ancona ha scambiato Tiziano per un altro
La Pala Gozzi alla mostra Tiziano e il Paesaggio di Pieve di Cadore. Al suo posto arriva dalla cattedrale di Treviso L’Annunciazione di Tiziano
Non cercatela alla Pinacoteca Podesti di Ancona. Dal 23 gennaio e fino ai primi giorni di aprile la Pala Gozzi di Tiziano sarà in trasferta alla mostra allestita a Pieve di Cadore per celebrare i 450 anni dalla morte del maestro, che nella stessa cittadina veneta ebbe i natali.
Per convincere al prestito Sindaco e Assessore alla Cultura di Ancona, la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore ha assicurato il contraccambio con un’altra opera del Vecellio, l’Annunciazione della cappella Malchiostro del duomo di Treviso, che nei prossimi giorni potrà essere ammirata alla Pinacoteca Francesco Podesti. Il dipinto del maestro cadorino è stato oggetto di recenti studi e restauri, grazie ai quali sono state rivelate la firma e la datazione del 1520, che coincide con quella della pala Gozzi.
Tiziano Vecellio, Annunciazione, 1520, Duomo di Treviso
L’opera e l’intera cappella fu commissionata dal canonico Broccardo Malchiostro, le cui iniziali B ed M risultano con molta evidenza nel riquadro sul fronte del pilastro posto accanto al volto della Vergine. Inoltre il suo ritratto a figura intera e genuflessa compare alla fine della partizione architettonica, in posizione mediana tra l’angelo e l’Annunciata.
Tiziano Vecellio, Annunciazione, particolare, 1520, Duomo di Treviso
La rappresentazione ostentata del committente, che pretese di essere così magnificato dal pennello di Tiziano, non risultò gradita nemmeno al clero locale, che espresse a chiare lettere disagio e disapprovazione per "dover inginocchiarsi davanti a Malchiostro", cosicché nel 1526 le cronache registrano un grave episodio di vandalizzazione del dipinto, con incisioni, pece e altre “sostanze sporche” non meglio identificate.
Tiziano Vecellio, Annunciazione, particolare, 1520, Duomo di Treviso
Al contrario, ben altra eleganza dei modi e raffinatezza nel gusto esprimeva il vescovo e mecenate trevigiano Bernardo de’ Rossi, immortalato nel celebre ritratto di Lorenzo Lotto, il quale trasse molti motivi d’ispirazione per la sua Annunciazione di Recanati dalla tavola di Tiziano, che ebbe modo di ammirare a Treviso nel 1532. Lo dimostrano in modo inequivocabile l’impianto prospettico della scena e il grande arco che la incorona, ma, soprattutto, la posizione dell’angelo, che in entrambe le opere svolge la sua fulminea apparizione alle spalle della Vergine, investendola con un tale impeto da renderla timorosa a rivolgergli lo sguardo. Mentre Lorenzo Lotto caratterizza l’esterno con il tradizionale motivo iconografico dell’hortus conclusus, simbolico dell’immacolata concezione della Vergine, Tiziano distende la veduta verso un paesaggio, nostalgicamente montano. Invece nella pala Gozzi il suo sguardò si volgerà alla luce avvolgente del bacino di San Marco, con la punta del suo campanile come la vetta più alta sullo sfondo del cielo. Bernard Aikema, l’illustre storico dell’arte olandese, che ha fatto di Venezia la sua patria elettiva, ha ipotizzato, d’accordo con Thomas Della Costa, entrambi curatori della mostra di Pieve di Cadore, che la luce cangiante riflessa dalla laguna non sia quella del tramonto, come si è soliti indicare, ma quella dell’alba. Si leggeranno nel catalogo i significati simbolici di tale interpretazione, che di certo esalterà ancor più la magnificenza della pala Gozzi di Ancona.
Tiziano Vecellio, la Vergine col Bambino, San Francesco, San Biagio e il donatore Luigi Gozzi, particolare, 1520, Ancona, Pinacoteca Civica
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Questo è un articolo pubblicato il 23-01-2026 alle 09:02 sul giornale del 23 gennaio 2026 - 180 letture
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