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ATTUALITà |
da Francesco Andreani |
Cariverona–Carifac, i gruppi di maggioranza: "Piena fiducia nel sindaco Silvetti. Gli atti e i risultati parlano con chiarezza" |
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In merito alla vicenda Fondazione Cariverona–Fondazione Carifac, i sottoscritti Capigruppo di maggioranza ribadiscono la piena adesione all’operato del Sindaco Daniele Silvetti, coerentemente con quanto già deliberato e condiviso nelle sedi istituzionali, confermando piena fiducia nella sua azione politica e amministrativa e nel percorso da lui condotto a tutela degli interessi della città di Ancona e del suo territorio. Una posizione che non nasce da una solidarietà di circostanza, ma dalla conoscenza degli atti, del percorso compiuto e dei risultati raggiunti. La maggioranza riconosce nel Sindaco il proprio punto di sintesi politica e istituzionale e segue con attenzione, condivisione e convinzione l’azione che egli sta portando avanti per la città. Una coalizione è necessariamente composta da storie, sensibilità e culture politiche differenti. È questa pluralità a renderla viva. Ma, come in un’orchestra, la pluralità delle voci acquista forza quando sa riconoscersi in una direzione comune. Ad Ancona quella responsabilità è stata affidata democraticamente dai cittadini a Daniele Silvetti, che in questi anni ha saputo essere non soltanto la guida della coalizione che lo sostiene, ma un riferimento istituzionale riconosciuto anche da molti anconetani appartenenti a sensibilità politiche differenti. Il confronto, anche franco, appartiene alla politica ed è una sua ricchezza. Proprio per questo riteniamo che il luogo naturale nel quale una maggioranza discute e compone le proprie differenze siano anzitutto le sedi politiche che essa si è data. È nel confronto diretto che le diverse posizioni diventano sintesi e responsabilità comune, evitando che un legittimo dibattito interno, affidato a dichiarazioni a distanza, finisca per restituire all’esterno l’immagine di divisioni che non rappresentano la posizione della maggioranza consiliare. Nel merito, parlano gli atti Sulla vicenda Cariverona–Carifac riteniamo quindi necessario ricondurre il confronto ai fatti. Non siamo di fronte a un’operazione improvvisa né a una decisione assunta oggi. Il percorso è stato avviato nel 2025 e ha attraversato precisi passaggi formali e istituzionali. Già il 26 giugno 2025, con la deliberazione n. 541, la Giunta comunale di Ancona aveva approvato lo schema del nuovo accordo quadro. Il 9 e 10 luglio successivi Fondazione Cariverona, Fondazione Carifac e Comune di Ancona hanno sottoscritto l’accordo relativo alle attività sul territorio della provincia. Il percorso è quindi proseguito attraverso le modifiche statutarie e gli adempimenti previsti, fino all’approvazione del nuovo assetto da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con atto n. 38862 del 30 luglio 2026. Non si tratta, dunque, di una semplice ipotesi di “disimpegno”, ma dell’esito di oltre un anno di confronto e negoziazione istituzionale, nel quale il Sindaco ha seguito direttamente i passaggi più delicati, mantenendo costante il rapporto con entrambe le Fondazioni e ponendo al centro la tutela di Ancona e dei Comuni della provincia interessati dal nuovo assetto. Ed è proprio attraverso questa azione politica e istituzionale che si è giunti a condizioni significativamente diverse e migliorative rispetto alle prime ipotesi: 35 milioni di euro già erogati da Fondazione Cariverona a Fondazione Carifac per il sostegno del territorio anconetano, ai quali si aggiungono circa 10 milioni di euro di impegni già assunti da Cariverona e che restano garantiti per il completamento delle attività e dei progetti avviati. A ciò si aggiungono il trasferimento patrimoniale relativo al suolo di Palazzo Camerata e, soprattutto, una garanzia destinata a produrre effetti nel tempo: il nuovo assetto statutario prevede che sei settimi dei proventi siano destinati agli interventi nei Comuni della provincia di Ancona diversi da quelli appartenenti allo storico territorio di attività di Fondazione Carifac. Una rappresentanza istituzionale più forte Anche sulla governance è necessario attenersi a quanto effettivamente previsto dagli atti. Non corrisponde alla realtà affermare oggi che Ancona non avrà rappresentanti nel futuro Consiglio di Amministrazione, semplicemente perché quel Consiglio di Amministrazione non è ancora stato nominato e sarà il nuovo Organo di Indirizzo a procedere alla sua elezione. Ciò che invece è già certo è che nel nuovo Organo di Indirizzo sarà presente un componente espresso dal Sindaco di Ancona e un componente dell’Università Politecnica delle Marche designato d’intesa con il Comune. Due presenze istituzionali riconducibili ad Ancona all’interno di un organismo composto da 14 membri, con un peso proporzionalmente più significativo rispetto all’analogo organo di Fondazione Cariverona, composto da 25 membri. Va ricordato, inoltre, che la precedente presenza del professor Marco Pacetti nel CdA di Fondazione Cariverona non derivava da alcun diritto statutario di nomina spettante al Comune di Ancona. Concluso il suo mandato nel 2022, non esisteva alcun obbligo di sostituirlo con un rappresentante del territorio. Nel nuovo assetto, al contrario, la rappresentanza istituzionale di Ancona viene formalmente prevista. Analogamente, il riferimento a un presunto patrimonio storico dell’ex Cassa di Risparmio di Ancona pari a 120 milioni di euro non può essere posto direttamente a confronto con i 35 milioni dell’attuale accordo. Si tratta di grandezze differenti: l’ultimo bilancio della banca precedente al dissesto registrava perdite per circa 56 miliardi di lire, che ne avevano sostanzialmente eroso il patrimonio, mentre il valore patrimoniale effettivamente trasferito all’epoca viene indicato in una cifra non superiore a circa 10 milioni di euro tra immobili e sedi. Gli atti possono essere discussi e le scelte possono essere giudicate. Ma devono esserlo sulla base di ciò che è stato effettivamente negoziato, deliberato, sottoscritto e approvato, non sulla base di ipotesi appartenenti alle fasi iniziali di una trattativa che nel frattempo è profondamente evoluta. Oggi i dati sono questi: 35 milioni di euro destinati al territorio, circa 10 milioni di impegni già assunti e confermati, il vincolo statutario dei sei settimi dei proventi, Palazzo Camerata, due presenze istituzionali riconducibili ad Ancona nell’Organo di Indirizzo e un futuro CdA che dovrà ancora essere eletto. È su questi elementi che l’operazione deve essere valutata. «Ci riconosciamo nella guida del Sindaco» Per queste ragioni, come Capigruppo di maggioranza, ribadiamo senza alcuna ambiguità la nostra piena fiducia nel Sindaco Daniele Silvetti e il convinto sostegno alla sua azione politica e amministrativa. Non chiediamo uniformità di pensiero e non temiamo il confronto. Una maggioranza autorevole non è quella nella quale tutti hanno la stessa voce, ma quella capace di trasformare sensibilità differenti in una visione condivisa e, quando viene il momento delle decisioni, di assumersene insieme la responsabilità. Daniele Silvetti ha ricevuto dagli anconetani il mandato di guidare questa città. In questi anni ha esercitato quel mandato con una capacità di ascolto e di sintesi che gli ha consentito di parlare anche oltre il perimetro della coalizione che lo ha sostenuto, diventando un riferimento per una parte più ampia della comunità cittadina. È una responsabilità politica che riconosciamo e alla quale guardiamo con grande attenzione. Ed è per questo che, nelle questioni semplici come in quelle più difficili, ci riconosciamo nella sua guida e sosteniamo con convinzione il percorso dell’Amministrazione. Perché la politica, alla fine, non si misura soltanto nelle dichiarazioni, ma nella capacità di assumere decisioni, negoziare nelle situazioni complesse e ottenere risultati nell’interesse della comunità. Su Cariverona–Carifac il Sindaco questa responsabilità se l’è assunta. E i risultati, prima ancora delle parole, sono scritti negli atti. |
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ATTUALITà
Cariverona–Carifac, i gruppi di maggioranza: "Piena fiducia nel sindaco Silvetti. Gli atti e i risultati parlano con chiarezza"
In merito alla vicenda Fondazione Cariverona–Fondazione Carifac, i sottoscritti Capigruppo di maggioranza ribadiscono la piena adesione all’operato del Sindaco Daniele Silvetti, coerentemente con quanto già deliberato e condiviso nelle sedi istituzionali, confermando piena fiducia nella sua azione politica e amministrativa e nel percorso da lui condotto a tutela degli interessi della città di Ancona e del suo territorio.
Una posizione che non nasce da una solidarietà di circostanza, ma dalla conoscenza degli atti, del percorso compiuto e dei risultati raggiunti. La maggioranza riconosce nel Sindaco il proprio punto di sintesi politica e istituzionale e segue con attenzione, condivisione e convinzione l’azione che egli sta portando avanti per la città.
Una coalizione è necessariamente composta da storie, sensibilità e culture politiche differenti. È questa pluralità a renderla viva. Ma, come in un’orchestra, la pluralità delle voci acquista forza quando sa riconoscersi in una direzione comune. Ad Ancona quella responsabilità è stata affidata democraticamente dai cittadini a Daniele Silvetti, che in questi anni ha saputo essere non soltanto la guida della coalizione che lo sostiene, ma un riferimento istituzionale riconosciuto anche da molti anconetani appartenenti a sensibilità politiche differenti.
Il confronto, anche franco, appartiene alla politica ed è una sua ricchezza. Proprio per questo riteniamo che il luogo naturale nel quale una maggioranza discute e compone le proprie differenze siano anzitutto le sedi politiche che essa si è data. È nel confronto diretto che le diverse posizioni diventano sintesi e responsabilità comune, evitando che un legittimo dibattito interno, affidato a dichiarazioni a distanza, finisca per restituire all’esterno l’immagine di divisioni che non rappresentano la posizione della maggioranza consiliare.
Nel merito, parlano gli atti
Sulla vicenda Cariverona–Carifac riteniamo quindi necessario ricondurre il confronto ai fatti.
Non siamo di fronte a un’operazione improvvisa né a una decisione assunta oggi. Il percorso è stato avviato nel 2025 e ha attraversato precisi passaggi formali e istituzionali. Già il 26 giugno 2025, con la deliberazione n. 541, la Giunta comunale di Ancona aveva approvato lo schema del nuovo accordo quadro. Il 9 e 10 luglio successivi Fondazione Cariverona, Fondazione Carifac e Comune di Ancona hanno sottoscritto l’accordo relativo alle attività sul territorio della provincia. Il percorso è quindi proseguito attraverso le modifiche statutarie e gli adempimenti previsti, fino all’approvazione del nuovo assetto da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con atto n. 38862 del 30 luglio 2026.
Non si tratta, dunque, di una semplice ipotesi di “disimpegno”, ma dell’esito di oltre un anno di confronto e negoziazione istituzionale, nel quale il Sindaco ha seguito direttamente i passaggi più delicati, mantenendo costante il rapporto con entrambe le Fondazioni e ponendo al centro la tutela di Ancona e dei Comuni della provincia interessati dal nuovo assetto.
Ed è proprio attraverso questa azione politica e istituzionale che si è giunti a condizioni significativamente diverse e migliorative rispetto alle prime ipotesi: 35 milioni di euro già erogati da Fondazione Cariverona a Fondazione Carifac per il sostegno del territorio anconetano, ai quali si aggiungono circa 10 milioni di euro di impegni già assunti da Cariverona e che restano garantiti per il completamento delle attività e dei progetti avviati.
A ciò si aggiungono il trasferimento patrimoniale relativo al suolo di Palazzo Camerata e, soprattutto, una garanzia destinata a produrre effetti nel tempo: il nuovo assetto statutario prevede che sei settimi dei proventi siano destinati agli interventi nei Comuni della provincia di Ancona diversi da quelli appartenenti allo storico territorio di attività di Fondazione Carifac.
Una rappresentanza istituzionale più forte
Anche sulla governance è necessario attenersi a quanto effettivamente previsto dagli atti.
Non corrisponde alla realtà affermare oggi che Ancona non avrà rappresentanti nel futuro Consiglio di Amministrazione, semplicemente perché quel Consiglio di Amministrazione non è ancora stato nominato e sarà il nuovo Organo di Indirizzo a procedere alla sua elezione.
Ciò che invece è già certo è che nel nuovo Organo di Indirizzo sarà presente un componente espresso dal Sindaco di Ancona e un componente dell’Università Politecnica delle Marche designato d’intesa con il Comune. Due presenze istituzionali riconducibili ad Ancona all’interno di un organismo composto da 14 membri, con un peso proporzionalmente più significativo rispetto all’analogo organo di Fondazione Cariverona, composto da 25 membri.
Va ricordato, inoltre, che la precedente presenza del professor Marco Pacetti nel CdA di Fondazione Cariverona non derivava da alcun diritto statutario di nomina spettante al Comune di Ancona. Concluso il suo mandato nel 2022, non esisteva alcun obbligo di sostituirlo con un rappresentante del territorio. Nel nuovo assetto, al contrario, la rappresentanza istituzionale di Ancona viene formalmente prevista.
Analogamente, il riferimento a un presunto patrimonio storico dell’ex Cassa di Risparmio di Ancona pari a 120 milioni di euro non può essere posto direttamente a confronto con i 35 milioni dell’attuale accordo. Si tratta di grandezze differenti: l’ultimo bilancio della banca precedente al dissesto registrava perdite per circa 56 miliardi di lire, che ne avevano sostanzialmente eroso il patrimonio, mentre il valore patrimoniale effettivamente trasferito all’epoca viene indicato in una cifra non superiore a circa 10 milioni di euro tra immobili e sedi.
Gli atti possono essere discussi e le scelte possono essere giudicate. Ma devono esserlo sulla base di ciò che è stato effettivamente negoziato, deliberato, sottoscritto e approvato, non sulla base di ipotesi appartenenti alle fasi iniziali di una trattativa che nel frattempo è profondamente evoluta.
Oggi i dati sono questi: 35 milioni di euro destinati al territorio, circa 10 milioni di impegni già assunti e confermati, il vincolo statutario dei sei settimi dei proventi, Palazzo Camerata, due presenze istituzionali riconducibili ad Ancona nell’Organo di Indirizzo e un futuro CdA che dovrà ancora essere eletto.
È su questi elementi che l’operazione deve essere valutata.
«Ci riconosciamo nella guida del Sindaco»
Per queste ragioni, come Capigruppo di maggioranza, ribadiamo senza alcuna ambiguità la nostra piena fiducia nel Sindaco Daniele Silvetti e il convinto sostegno alla sua azione politica e amministrativa.
Non chiediamo uniformità di pensiero e non temiamo il confronto. Una maggioranza autorevole non è quella nella quale tutti hanno la stessa voce, ma quella capace di trasformare sensibilità differenti in una visione condivisa e, quando viene il momento delle decisioni, di assumersene insieme la responsabilità.
Daniele Silvetti ha ricevuto dagli anconetani il mandato di guidare questa città. In questi anni ha esercitato quel mandato con una capacità di ascolto e di sintesi che gli ha consentito di parlare anche oltre il perimetro della coalizione che lo ha sostenuto, diventando un riferimento per una parte più ampia della comunità cittadina.
È una responsabilità politica che riconosciamo e alla quale guardiamo con grande attenzione. Ed è per questo che, nelle questioni semplici come in quelle più difficili, ci riconosciamo nella sua guida e sosteniamo con convinzione il percorso dell’Amministrazione.
Perché la politica, alla fine, non si misura soltanto nelle dichiarazioni, ma nella capacità di assumere decisioni, negoziare nelle situazioni complesse e ottenere risultati nell’interesse della comunità.
Su Cariverona–Carifac il Sindaco questa responsabilità se l’è assunta. E i risultati, prima ancora delle parole, sono scritti negli atti.
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Cariverona–Carifac, i gruppi di maggioranza: "Piena fiducia nel sindaco Silvetti. Gli atti e i risultati parlano con chiarezza"
In merito alla vicenda Fondazione Cariverona–Fondazione Carifac, i sottoscritti Capigruppo di maggioranza ribadiscono la piena adesione all’operato del Sindaco Daniele Silvetti, coerentemente con quanto già deliberato e condiviso nelle sedi istituzionali, confermando piena fiducia nella sua azione politica e amministrativa e nel percorso da lui condotto a tutela degli interessi della città di Ancona e del suo territorio.
Una posizione che non nasce da una solidarietà di circostanza, ma dalla conoscenza degli atti, del percorso compiuto e dei risultati raggiunti. La maggioranza riconosce nel Sindaco il proprio punto di sintesi politica e istituzionale e segue con attenzione, condivisione e convinzione l’azione che egli sta portando avanti per la città.
Una coalizione è necessariamente composta da storie, sensibilità e culture politiche differenti. È questa pluralità a renderla viva. Ma, come in un’orchestra, la pluralità delle voci acquista forza quando sa riconoscersi in una direzione comune. Ad Ancona quella responsabilità è stata affidata democraticamente dai cittadini a Daniele Silvetti, che in questi anni ha saputo essere non soltanto la guida della coalizione che lo sostiene, ma un riferimento istituzionale riconosciuto anche da molti anconetani appartenenti a sensibilità politiche differenti.
Il confronto, anche franco, appartiene alla politica ed è una sua ricchezza. Proprio per questo riteniamo che il luogo naturale nel quale una maggioranza discute e compone le proprie differenze siano anzitutto le sedi politiche che essa si è data. È nel confronto diretto che le diverse posizioni diventano sintesi e responsabilità comune, evitando che un legittimo dibattito interno, affidato a dichiarazioni a distanza, finisca per restituire all’esterno l’immagine di divisioni che non rappresentano la posizione della maggioranza consiliare.
Nel merito, parlano gli atti
Sulla vicenda Cariverona–Carifac riteniamo quindi necessario ricondurre il confronto ai fatti.
Non siamo di fronte a un’operazione improvvisa né a una decisione assunta oggi. Il percorso è stato avviato nel 2025 e ha attraversato precisi passaggi formali e istituzionali. Già il 26 giugno 2025, con la deliberazione n. 541, la Giunta comunale di Ancona aveva approvato lo schema del nuovo accordo quadro. Il 9 e 10 luglio successivi Fondazione Cariverona, Fondazione Carifac e Comune di Ancona hanno sottoscritto l’accordo relativo alle attività sul territorio della provincia. Il percorso è quindi proseguito attraverso le modifiche statutarie e gli adempimenti previsti, fino all’approvazione del nuovo assetto da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con atto n. 38862 del 30 luglio 2026.
Non si tratta, dunque, di una semplice ipotesi di “disimpegno”, ma dell’esito di oltre un anno di confronto e negoziazione istituzionale, nel quale il Sindaco ha seguito direttamente i passaggi più delicati, mantenendo costante il rapporto con entrambe le Fondazioni e ponendo al centro la tutela di Ancona e dei Comuni della provincia interessati dal nuovo assetto.
Ed è proprio attraverso questa azione politica e istituzionale che si è giunti a condizioni significativamente diverse e migliorative rispetto alle prime ipotesi: 35 milioni di euro già erogati da Fondazione Cariverona a Fondazione Carifac per il sostegno del territorio anconetano, ai quali si aggiungono circa 10 milioni di euro di impegni già assunti da Cariverona e che restano garantiti per il completamento delle attività e dei progetti avviati.
A ciò si aggiungono il trasferimento patrimoniale relativo al suolo di Palazzo Camerata e, soprattutto, una garanzia destinata a produrre effetti nel tempo: il nuovo assetto statutario prevede che sei settimi dei proventi siano destinati agli interventi nei Comuni della provincia di Ancona diversi da quelli appartenenti allo storico territorio di attività di Fondazione Carifac.
Una rappresentanza istituzionale più forte
Anche sulla governance è necessario attenersi a quanto effettivamente previsto dagli atti.
Non corrisponde alla realtà affermare oggi che Ancona non avrà rappresentanti nel futuro Consiglio di Amministrazione, semplicemente perché quel Consiglio di Amministrazione non è ancora stato nominato e sarà il nuovo Organo di Indirizzo a procedere alla sua elezione.
Ciò che invece è già certo è che nel nuovo Organo di Indirizzo sarà presente un componente espresso dal Sindaco di Ancona e un componente dell’Università Politecnica delle Marche designato d’intesa con il Comune. Due presenze istituzionali riconducibili ad Ancona all’interno di un organismo composto da 14 membri, con un peso proporzionalmente più significativo rispetto all’analogo organo di Fondazione Cariverona, composto da 25 membri.
Va ricordato, inoltre, che la precedente presenza del professor Marco Pacetti nel CdA di Fondazione Cariverona non derivava da alcun diritto statutario di nomina spettante al Comune di Ancona. Concluso il suo mandato nel 2022, non esisteva alcun obbligo di sostituirlo con un rappresentante del territorio. Nel nuovo assetto, al contrario, la rappresentanza istituzionale di Ancona viene formalmente prevista.
Analogamente, il riferimento a un presunto patrimonio storico dell’ex Cassa di Risparmio di Ancona pari a 120 milioni di euro non può essere posto direttamente a confronto con i 35 milioni dell’attuale accordo. Si tratta di grandezze differenti: l’ultimo bilancio della banca precedente al dissesto registrava perdite per circa 56 miliardi di lire, che ne avevano sostanzialmente eroso il patrimonio, mentre il valore patrimoniale effettivamente trasferito all’epoca viene indicato in una cifra non superiore a circa 10 milioni di euro tra immobili e sedi.
Gli atti possono essere discussi e le scelte possono essere giudicate. Ma devono esserlo sulla base di ciò che è stato effettivamente negoziato, deliberato, sottoscritto e approvato, non sulla base di ipotesi appartenenti alle fasi iniziali di una trattativa che nel frattempo è profondamente evoluta.
Oggi i dati sono questi: 35 milioni di euro destinati al territorio, circa 10 milioni di impegni già assunti e confermati, il vincolo statutario dei sei settimi dei proventi, Palazzo Camerata, due presenze istituzionali riconducibili ad Ancona nell’Organo di Indirizzo e un futuro CdA che dovrà ancora essere eletto.
È su questi elementi che l’operazione deve essere valutata.
«Ci riconosciamo nella guida del Sindaco»
Per queste ragioni, come Capigruppo di maggioranza, ribadiamo senza alcuna ambiguità la nostra piena fiducia nel Sindaco Daniele Silvetti e il convinto sostegno alla sua azione politica e amministrativa.
Non chiediamo uniformità di pensiero e non temiamo il confronto. Una maggioranza autorevole non è quella nella quale tutti hanno la stessa voce, ma quella capace di trasformare sensibilità differenti in una visione condivisa e, quando viene il momento delle decisioni, di assumersene insieme la responsabilità.
Daniele Silvetti ha ricevuto dagli anconetani il mandato di guidare questa città. In questi anni ha esercitato quel mandato con una capacità di ascolto e di sintesi che gli ha consentito di parlare anche oltre il perimetro della coalizione che lo ha sostenuto, diventando un riferimento per una parte più ampia della comunità cittadina.
È una responsabilità politica che riconosciamo e alla quale guardiamo con grande attenzione. Ed è per questo che, nelle questioni semplici come in quelle più difficili, ci riconosciamo nella sua guida e sosteniamo con convinzione il percorso dell’Amministrazione.
Perché la politica, alla fine, non si misura soltanto nelle dichiarazioni, ma nella capacità di assumere decisioni, negoziare nelle situazioni complesse e ottenere risultati nell’interesse della comunità.
Su Cariverona–Carifac il Sindaco questa responsabilità se l’è assunta. E i risultati, prima ancora delle parole, sono scritti negli atti.

