Adriatico Mediterraneo 2016, tornano i suoni balcanici sotto l'Arco di Traiano

arco di traiano 6' di lettura Ancona 22/08/2016 - Al calar del sole l’Arco di Traiano si accenderà dei suoni del Sud Italia, del Mediterraneo e dei Balcani: per tutti gli otto giorni di Adriatico Mediterraneo Festival 2016, dal 27 agosto al 3 settembre, alle 19.30 il monumento simbolo del porto storico di Ancona torna la location prediletta per ascoltare musica e danzare all’ora dell’aperitivo. Si parte sabato 27 agosto con il concerto di world music mediterranea dei Migala, gruppo nato nel 2008 con l’intento di riproporre il repertorio tradizionale popolare del sud Italia e del Salento in particolare, ma che ha poi intrapreso un viaggio musicale decisamente più ampio: s’incontrano così sonorità etniche con i suoni e ritmi popolari delle terre di origine del gruppo, e sul palco si ritrovano insieme i vari background musicali dei componenti della band, alla ricerca di una personale interpretazione di folk music e world music, con un repertorio di molte composizioni originali e di nuovi arrangiamenti sul repertorio tradizionale del Sud Italia.

Si attraversa l’Adriatico domenica 28 agosto per il concerto della Babbutzi Orkestar: ritmi balcanici si mescolano a sonorità rock e punk nella loro originalissima Balkan Sexy Music. Il gruppo, nato nel 2007, si è nel tempo evoluto, partendo dalla tradizione della musica balcanica alla ricerca di uno stile personale e identificabile all’interno del balkan beat: è quindi un suono nuovo, potente e trascinante quello che caratterizza i live del gruppo, conditi spesso da tappeti elettronici, fanfare e chitarre. Un suono che ha fatto ballare il pubblico dei principali festival internazionali di settore. Lunedì 29 agosto il pendolo adriatico torna sulla sponda italiana, più precisamente in Puglia con Uaragniaun in concerto con Daniele Di Bonaventura. Uaragniaun è un progetto musicale per raccontare le ancestrali storie, le miserie e le nobiltà dei cosiddetti “cafoni all’inferno”: uomini, animali ed eroi della civiltà contadina pugliese. Canti a distesa, tarantelle, tammurriate, canti di lavoro rivivono in una nuova dimensione grazie a un mix che accosta tradizione e innovazione. Attraverso il recupero degli strumenti tradizionali, il gruppo elabora soluzioni musicali di grande respiro che valorizzano ulteriormente le straordinarie capacità vocali di Maria Moramarco, una delle voci più originali del Sud Italia. Per l’occasione il gruppo si unisce a Daniele Di Bonaventura, bandoneonista atipico, geniale improvvisatore, profondamente amante della musica popolare. Martedì tornano i ritmi balcanici ma con solide radici in Italia grazie alla Zastava Orkestar, formazione dedita alla musica balkan ma nata e cresciuta in Maremma, che unisce alla musica un vero e proprio spettacolo in stile circense. Quello della Zastava Orkestar è infatti un viaggio fatto di musica popolare, di strumenti rigorosamente acustici, di live tutti da ballare tra ritmi scatenati, teatro improvvisato, giocoleria. Un’esibizione che non a caso trova il suo ambiente ideale nelle feste di strada, in cui pubblico e artisti si muovono insieme e nessuno spettatore riesce a restare passivo.

Suoni e colori dal Sud Italia, tra Campania e Lucania, sono invece il timbro dei Newpoli, in concerto mercoledì 31 agosto. Il gruppo ha una storia quanto mai internazionale, dato che è nato nel 2003 dall’incontro di alcuni musicisti italiani al Berklee Collego of Music a Boston, USA. Il loro è un live in cui è impossibile stare fermi: i ritmi ancestrali delle musiche del Sud Italia si mischiano con i suoni delle diverse aree del Mediterraneo in una danza frenetica, si creano così concerti travolgenti, impregnati di ritmo e ballo che fanno viaggiare gli spettatori nel tempo passando attraverso decenni di musica e immergendoli nella svariata tradizione culturale del Sud Italia. Nel programma dei concerti all’Arco di Traiano per Adriatico Mediterraneo Festival 2016 il concerto di giovedì 1 settembre rappresenta un’eccezione per ritmi e tematiche: il live di Paolo Giaro Quintet guarda infatti a ovest, all’emigrazione italiana e adriatica verso il Sud America, alle contaminazioni tra musica mediterranea e tango argentino. Lo sguardo parte infatti dalla rotta dall’Adriatico alle Americhe percorsa tra ‘800 e ‘900 da migliaia di migranti, molti dei quali si stabilirono tra Argentina e Uruguay, contribuendo alla nascita del tango. Da qui, dalle migrazioni, nasce la musica di Paolo Giaro Quintet, per un percorso intimamente legato ai sentimenti della perdita e della conquista delle proprie radici. Si torna invece saldamente nel Mediterraneo venerdì 2 settembre grazie ai Radicanto e al loro viaggio musicale che riporta alla luce suoni e storie di terra e di mare, attraverso la ricerca e la rielaborazione del patrimonio della tradizione popolare del Sud Italia. La formazione pugliese intreccia canti d’acqua e canti rurali, di stagioni che si alternano in un’incessante dialogo con la vita di uomini e donne che si muovono sui bordi, sui confini. La loro è una ricerca del patrimonio delle culture musicali del Mediterraneo e il risultato è una performance musicale d’impatto, votata al ritmo, alla melodia e alla memoria della storia popolare, non ufficiale, con i suoi momenti d’autore che riecheggiano fra le note e che prendono forma nella poetica ruvida dei suoi cantori. Il gran finale del ciclo di concerti delle 19.30 all’Arco di Traiano è affidato alle sonorità greche e al talento vocale di Marina Mulopulos con il suo “Distichòs”: cantante italo greca che da molti anni lavora in modo sperimentale sulla voce come strumento, Marina Mulopulos è un’artista poliedrica. Scenografa, attrice, esperta pedagogica in Belle Arti, è dotata di un talento raro nella voce che riesce a padroneggiare in maniera esemplare. Canta e scrive sia in greco sia italiano e con grande energia fonde in totale unità la forza della sua terra d’origine, la Grecia, il suo vissuto in Italia e tutto il blues che ha ascoltato nei suoi viaggi. Ma per due serate: venerdì 2 e sabato 3 settembre, l’appuntamento musicale all’Arco di Traiano raddoppia. Grazie alla collaborazione tra Adriatico Mediterraneo e Porto Bello si tiene per due giorni “Approdi”, con musica, arte e mercato fino a tarda notte. Venerdì 2 a partire dalle 23.00 vanno in scena i due dj-set di Stèv e di Tendts: due live diversi ma accomunati da una comune sensibilità e dal tema portante dell’acqua.

L’italiano Stèv e i greci Tendts sottoporranno infatti gli spettatori a un percorso musicale con forti linee melodiche di ambient e indie dance romantica, in un fluido scorrere sonoro elettronico. Sabato 3 tocca invece a TALE§, crew di djs ben radicata nel territorio, che prenderà spunto dalle influenze etno/tribal a cui si ispira la ragion d’essere di Adriatico Mediterraneo Festival per stimolare attraverso i battiti deep, disco e techno le gambe e la pancia del pubblico. Durante entrambe le serate, oltre a food e drinks sempre presenti all’Arco per tutta la durata del festival, si terranno anche performance visual e giochi di luce grazie ai ragazzi dell'Antica Proietteria che si interfacceranno in maniera spettacolare con l'arco e l'ambiente. Spazio infine per esponenti del nuovo artigianato, makers, designer e progetti di autoproduzione che saranno in mostra e in vendita lungo il percorso espositivo dell'area market in zona Arco di Traiano. Tutte le info su www.adriaticomediterraneo.eu






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-08-2016 alle 16:09 sul giornale del 23 agosto 2016 - 1704 letture

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