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Falconara: il commissario si alza lo stipendio, interviene la Prefettura

euro 2' di lettura 01/04/2008 - Il commissario Mario Ruffo si alza lo stipendio e la prefettura lo bacchetta nonostante il dietrofront. Ha causato non pochi imbarazzi la decisione di Ruffo di approvare una delibera per far passare da 800 a 1700 euro netti il suo compenso falconarese, con tanto di adeguamento anche per il sub-commissario Raffaele Ognissanti (a 950 euro).

Un documento approvato lo scorso 7 marzo e congelato con non pochi imbarazzo solo la settimana scorsa. \"Prevedevo un impatto negativo sull\'opinione pubblica - spiega Ruffo - e così ho revocato già il 23 marzo scorso il provvedimento sull\'aumento di indennità: preferisco lavorare gratis o in perdita, piuttosto che compromettere il rapporto di fiducia con i cittadini di Falconara, ai quali credo di aver dato il massimo\".


Ma la frittata ormai è fatta, soprattutto a Falconara, città dalle tasse alle stelle e con il dissesto economico continuamente annunciato come \"dietro l\'angolo\". Un\'iniziativa che ha suscitato amarezza ed irritazione in Prefettura per un provvedimento sorretto da motivazioni ritenute fragili e inconsistenti e assunto all\'insaputa del prefetto Giovanni D\'Onofrio, per legge l\'unico titolato a stabilire il compenso di Ruffo. Stando alla delibera l\'aumento si giustifica perché la situazione è complessa, il comune è grande, ci sono 80 inchieste della Corte dei Conti e l\'indennità dopo il trasferimento a Milano, considerando vitto e alloggio \"appare vieppiù inadeguata\". Viene da chiedersi perché Ruffo, una volta trasferito a Milano non abbia a questo punto ceduto direttamente lo scettro di commissario ad Ognissanti anziché ricorrere al raddoppio della sua busta paga.


\"Non intendo avviare o alimentare alcuna forma di polemica - ha detto il prefetto D\'Onofrio in merito -: voglio solo far notare che l\'adozione di questo provvedimento non suffragato da alcuna motivazione di carattere giuridico e che l\'intervenuta asserita revoca non esonera da eventuali responsabilità e comunque non cancella il danno morale arrecato all\'immagine dell\'istituzione\". Parole dure come macigni che aprono spazio a due considerazioni. La prima sul fatto che nonostante il ritiro della delibera, Ruffo potrebbe essere chiamato a rispondere (procedimento interno della Prefettura ma anche direttamente in Procura) per il solo fatto di averla resa esecutiva. La seconda sul quanto questo atto possa essere andata a compromettere l\'immagine di trasparenza che la Prefettura ha cercato di dare in questi anni con continui incontri a tutti i livelli istituzionali.






Questo è un articolo pubblicato il 01-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 01 aprile 2008 - 1327 letture

In questo articolo si parla di politica, marco catalani





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