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Falconara: intervista a Emanuele Lodolini

Emanule Lodolini 6' di lettura 11/04/2008 -

Ultimo segretario provinciale dei Ds, oggi stessa carica nel Partito Democratico. Emanuele Lodolini, 31 anni il prossimo agosto è il candidato di Pd, Rifondazione Comunista, Verdi, IdV, Uniti per Falconara (Pdci+Pse). E\' stato assessore alla Cultura nella giunta del dimissionario Riccardo Recanatini.



Falconara è in piena crisi finanziaria: qual è la sua ricetta per evitare il dissesto?

Agire su due fronti: la diminuzione delle spese, attraverso la razionalizzazione delle stesse senza, però intaccare i livelli di servizi ai cittadini, soprattutto quelli sociali, che ritengo fondamentali per una buona amministrazione; l\'aumento delle entrate, senza inasprimenti fiscali, ma recuperando, ad esempio, il dovuto a cominciare dall\'ICI mai versata dall\'API sulle piattaforme petrolifere. Poi, attraverso investimenti mirati e produttivi, penso a quelli ambientali e quelli logistici, con l\'aiuto di Regione e Provincia, visto il ruolo \"regionale\" che la nostra città riveste. Quindi due binari paralleli: rigore e sviluppo che si tengono l\'un l\'altro.

Cosa ne pensa della Vertenza Falconara?

Questo termine entrò nel lessico politico falconarese negli anni 90 fatto proprio, seppur con scarsi risultati, dalle diverse amministrazioni che si alternarono in quegli anni. Oggi qualsiasi progetto di risanamento per essere portato a termine, richiede un notevole e continuo sostegno finanziario degli altri livelli istituzionali (Provincia - Regione - Stato), che debbono una volta per tutte riconoscere il ruolo di servizio che da decenni la nostra città svolge e continuerà a svolgere, nell\'interesse generale.

E\' favorevole o contrario alle due nuove centrali Api?

Non c\'è bisogno di caricare ulteriormente un\'area già dichiarata \"ad elevato rischio di crisi ambientale\" con nuovi impianti per la produzione di energia elettrica.

Cosa ne pensa dell\'unificazione tra i Comuni di Ancona e Falconara?

Sono contrario. La questione non è annullare le identità ma gestirle insieme in modo continuativo e armonico. Penso al coordinamento di \"Area vasta\" tra noi, Ancona e gli altri Comuni limitrofi, soprattutto per la gestione del territorio e dell\'ambiente, dei servizi, dei trasporti e della promozione turistica, la sicurezza. Faccio solo un esempio: lo spostamento della Fiera nel nostro territorio e delle attività ad essa collegate. Ecco perché quella del Coordinamento di \"Area Vasta\" è una strada che possiamo rendere operativa da domani.

Qual è la sua \"grande idea\" per Falconara?

Non credo alla logica del \"coniglio dal cilindro\", diffido da chi ha in tasca il colpaccio che raddrizza tutto in un attimo. Il governo di una comunità non è una lotteria o un gratta e vinci! Qui bisogna lavorare, giorno dopo giorno, su vari fronti con idee chiare e determinazione e facendolo con la massima partecipazione e coinvolgimento di tutte le componenti e rappresentanze della nostra comunità, esattamente come esposto dal mio programma, tra l\'altro frutto di una \"campagna d\'ascolto\". Ecco, questa è la grande idea: la democrazia viva e partecipata! Questo intendo dire quando chiedo ai falconaresi di unirsi per cambiare radicalmente la rotta di questo Comune. Don Milani in \"Lettera ad una professoressa\" scriveva \"ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.\"

Quali le sue priorità e quali le sue prime mosse se verrà eletto sindaco?

Vincere le elezioni per me e per la mia coalizione è un mezzo. Il fine è far rinascere Falconara.

Le priorità quindi. Saldare il debito che abbiamo con il passato e con le future generazioni. Vale a dire riparare agli errori passati che, indubbiamente, ci sono stati e difendere e implementare, di contro, quanto di buono fatto nel corso degli anni.

Appena eletto, comunque, credo utile incontrare subito la Regione e la Provincia ed invitare a Falconara tutti i Sindaci dei Comuni sedi di impianti di lavorazione del petrolio e dei suoi derivati, per concordare forme di mobilitazione straordinaria volte a dare attuazione alla norma prevista all\'art. 113 della Finanziaria 2001. Su questa battaglia, ho già avuto modo di dire, che occorre unire la politica e i territori. E ancora, appena eletto, chiamerò a raccolta le forze sociali il sindacato, gli industriali, le associazioni della piccola impresa, del volontariato, del terzo settore per aprire, insieme, una nuova stagione di concertazione. Concertazione intesa come mezzo e non come fine.

Perché i falconaresi devono votare lei?

Perché guido una coalizione che ha il centro dei suoi valori nella solidarietà, nel rifiuto dei conflitti e nella partecipazione democratica e sociale e nelle opportunità per tutti, senza distinzioni. Una coalizione che, tra l\'altro, governa con successo la nostra Regione e la nostra Provincia. Già questo è sufficiente per spiegare perché il centrosinistra a Falconara ha deciso di presentarsi unito candidando il sottoscritto a Sindaco: per avere più forza nel pretendere l\'attenzione necessaria dagli altri livelli istituzionali.

E ancora. E\' inutile parlare di ricambio generazionale, apertura e accesso alle Istituzioni, di aria nuova e poi non praticarla. Falconara deve tornare ad avere voglia di futuro, futuro che rappresenta il tempo unico verso il quale andare.

Ed infime, terza ragione, perché, mi si conceda, ci credo e so come si fa!






Questa è un'intervista pubblicata il 11-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 11 aprile 2008 - 1411 letture

In questo articolo si parla di elezioni, politica, falconara marittima, emanule lodolini





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