Costringevano col voodoo giovani donne a spacciare e prostituirsi
Un gruppo di nigeriani trafficava cocaina dalla Spagna per rifornire la costa marchigiana. I carabinieri del Ros fermano il cartello. Arrestati anche due italiani di Numana. I corrieri della droga erano spesso giovani nigeriane costrette poi a prostituirsi sotto la minaccia di riti esoterici, voodoo e ritorsioni alle famiglie di origine.
Una montagna di neve: diversi chili ogni mese. Organizzati
in cellule sparse tra Spagna, da dove arrivavano gli ingenti
approvvigionamenti, Torino e le Marche, i nigeriani utilizzavano il cosiddetto
sistema dei “corrieri a pioggia”: piccoli quantitativi a viaggio in modo da
perdere, nel caso di controlli delle forze dell’ordine, il minor quantitativo
possibile di merce.
I carabinieri del Ros di Ancona hanno però smantellato il
cartello effettuando 15 arresti per associazione finalizzata al traffico
internazionale di stupefacenti. Tra gli arrestati anche due numanesi: Giovanni
Matassini, 39 anni titolare del bar Il gatto e la volpe di Porto Recanati, e la
compagna Katiuscia Nossardi, 36 anni, quest’ultima posta agli arresti
domiciliari.
La componente
principale dell’organizzazione è stata individuata attorno al Black & White
Point, un bazar di vestiti e prodotti etnici gestito da Jimoh Efe Ogiesoba, 35enne nigeriano arrestato
nella sua abitazione di Chiaravalle. L’attività, che sarebbe stata utilizzata
come luogo di incontro e di scambio dello stupefacente, è stata posta sotto
sequestro. Il vero e proprio punto di riferimento marchigiano era però Dora
Ituma, nigeriana di 35 anni, residente a Porto Recanati dove è stato arrestato
anche l’algerino Abdelsam Chergui di 32 anni.
Le indagini hanno ricostruito
l’intera filiera dello spaccio che smerciava da Porto San Giorgio a
Chiaravalle, lungo tutto il litorale adriatico. La cocaina proveniva da Madrid
dove operava il 28enne nigeriano Ephraim Uyo, già residente a Porto Recanati e
arrestato nel 2004 perché trovato in possesso di oltre un chilo di
stupefacente. Da allora, gravato da divieto di dimora, Uyo si era spostato
prima a Torino – dove è stata trovata un’altra cellula dell’organizzazione - e
poi a Madrid dove ieri mattina è stato arrestato dalla polizia spagnola su
mandato di cattura europeo.
La cocaina veniva portata in Italia in ovuli che
venivano ingeriti dai corrieri, spesso giovani nigeriane che, attirate dalla
prospettiva di un lavoro in Europa e una vita migliore, finivano invece lungo
le strade del sesso a pagamento, soggiogate dalla minaccia di riti esoterici e
voodoo e ricattate da possibili ritorsioni alle famiglie di origine.
Particolari che sono emersi durante l’attività di intercettazione telefonica e
che hanno fatto avviare un altro filone di indagine dedicato alla tratta delle
prostitute. Sono stati inoltre accertati ingenti trasferimenti di denaro
attraverso le agenzie Western Union: flussi da migliaia di euro che venivano
reinvestiti nell’organizzazione stessa anche per acquistare documenti falsi per
poter meglio entrare all’interno dei paesi dell’Unione Europea.
Il lavoro dei militari del Ros è stato avviato nel 2006 e nel tempo aveva portato già 13 persone in carcere. Ieri sono scattati i blitz. Arresti anche a Torino, alcune notifiche avvenute in carcere per un totale di 24 coinvolti nell’inchiesta Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona, sfociata nell’operazione denominata “Foglie Nere”. L’unico risultato irreperibile è Hassan Hakam, marocchino di 31 anni residente a Porto Potenza, tutt’ora latitante e ricercato dalle forze dell’ordine.
Questo è un articolo pubblicato il 23-04-2008 alle 01:01 sul giornale del 23 aprile 2008 - 2137 letture






