contatore accessi free
Logo
Logo
ATTUALITà

19.06.2008 01:01
firma generica autore

di Marco Catalani
marco@viveremarche.it

Vertice delle polizie di frontiera

vertice delle polizie di frontiera

Le polizie di frontiera dell’Adriatico unite per fronteggiare le problematiche comuni con l’auspicio di avere presto uffici con personale misto tra Italia e Croazia.

Il questore Giorgio Iacobone ha fatto ieri mattina da padrone di casa nella Questura di Ancona, durante il primo incontro operativo degli uffici di frontiera adriatici tra i dirigenti di Bari, Pescara, Bologna e, naturalmente Ancona, con i colleghi croati di Zara, Sebenico, Spalato e Dubrovnik. Con loro anche rappresentati dell’Interpol e della direzione centrale immigrazione presso il Ministero degli Interni. Proprio l’immigrazione è ritenuto un fenomeno sotto controllo tra le due sponde adriatiche anche se non va sottovalutato il proliferare dei documenti falsi utilizzati da clandestini provenienti da Albania e Montenegro per attraversare la frontiera croata prima e imbarcarsi per l’Italia poi. Per questo la collaborazione degli italiani – con più esperienza nel settore e con apparecchiature più sofisticate – è ritenuta fondamentale. Al momento però i problemi più impellenti sono orientati verso gli scambi turistici.

“La collaborazione – ha detto Iacobone – sarà utile anche per i tanti italiani che vanno in vacanza”. Un esempio è dato dal turismo venatorio che conta circa 1400 presenze italiane all’anno. I disagi nascono spesso tra le differenti legislazioni di Bosnia e Croazia, più rigide in quest’ultima. Per non parlare dei diportisti che raggiungono le isole della Dalmazia sprovvisti sia di carta d’identità che di passaporto. “I rapporti sono tranquilli – rassicura ad ogni modo Alessandro Tricarico, della Polizia di Bari – non ci sono grossi problemi di ingressi clandestini o di auto rubate”.
Aprilo qui https://vivere.me/
ATTUALITà

Vertice delle polizie di frontiera

vertice delle polizie di frontiera

Le polizie di frontiera dell’Adriatico unite per fronteggiare le problematiche comuni con l’auspicio di avere presto uffici con personale misto tra Italia e Croazia.

Il questore Giorgio Iacobone ha fatto ieri mattina da padrone di casa nella Questura di Ancona, durante il primo incontro operativo degli uffici di frontiera adriatici tra i dirigenti di Bari, Pescara, Bologna e, naturalmente Ancona, con i colleghi croati di Zara, Sebenico, Spalato e Dubrovnik. Con loro anche rappresentati dell’Interpol e della direzione centrale immigrazione presso il Ministero degli Interni. Proprio l’immigrazione è ritenuto un fenomeno sotto controllo tra le due sponde adriatiche anche se non va sottovalutato il proliferare dei documenti falsi utilizzati da clandestini provenienti da Albania e Montenegro per attraversare la frontiera croata prima e imbarcarsi per l’Italia poi. Per questo la collaborazione degli italiani – con più esperienza nel settore e con apparecchiature più sofisticate – è ritenuta fondamentale. Al momento però i problemi più impellenti sono orientati verso gli scambi turistici.

“La collaborazione – ha detto Iacobone – sarà utile anche per i tanti italiani che vanno in vacanza”. Un esempio è dato dal turismo venatorio che conta circa 1400 presenze italiane all’anno. I disagi nascono spesso tra le differenti legislazioni di Bosnia e Croazia, più rigide in quest’ultima. Per non parlare dei diportisti che raggiungono le isole della Dalmazia sprovvisti sia di carta d’identità che di passaporto. “I rapporti sono tranquilli – rassicura ad ogni modo Alessandro Tricarico, della Polizia di Bari – non ci sono grossi problemi di ingressi clandestini o di auto rubate”.
... vertice delle polizie di frontiera



Vertice delle polizie di frontiera
ATTUALITA'

Vertice delle polizie di frontiera

19.06.2008 01:01 1
articolo

Le polizie di frontiera dell’Adriatico unite per fronteggiare le problematiche comuni con l’auspicio di avere presto uffici con personale misto tra Italia e Croazia.

Il questore Giorgio Iacobone ha fatto ieri mattina da padrone di casa nella Questura di Ancona, durante il primo incontro operativo degli uffici di frontiera adriatici tra i dirigenti di Bari, Pescara, Bologna e, naturalmente Ancona, con i colleghi croati di Zara, Sebenico, Spalato e Dubrovnik. Con loro anche rappresentati dell’Interpol e della direzione centrale immigrazione presso il Ministero degli Interni. Proprio l’immigrazione è ritenuto un fenomeno sotto controllo tra le due sponde adriatiche anche se non va sottovalutato il proliferare dei documenti falsi utilizzati da clandestini provenienti da Albania e Montenegro per attraversare la frontiera croata prima e imbarcarsi per l’Italia poi. Per questo la collaborazione degli italiani – con più esperienza nel settore e con apparecchiature più sofisticate – è ritenuta fondamentale. Al momento però i problemi più impellenti sono orientati verso gli scambi turistici.

“La collaborazione – ha detto Iacobone – sarà utile anche per i tanti italiani che vanno in vacanza”. Un esempio è dato dal turismo venatorio che conta circa 1400 presenze italiane all’anno. I disagi nascono spesso tra le differenti legislazioni di Bosnia e Croazia, più rigide in quest’ultima. Per non parlare dei diportisti che raggiungono le isole della Dalmazia sprovvisti sia di carta d’identità che di passaporto. “I rapporti sono tranquilli – rassicura ad ogni modo Alessandro Tricarico, della Polizia di Bari – non ci sono grossi problemi di ingressi clandestini o di auto rubate”.
... vertice delle polizie di frontiera