![]() |
|
ATTUALITà |
di Marco Catalani |
Vertice delle polizie di frontiera |
|
|
|
|
|
Le polizie di frontiera dell’Adriatico unite per fronteggiare le problematiche comuni con l’auspicio di avere presto uffici con personale misto tra Italia e Croazia. Il questore Giorgio Iacobone ha fatto ieri mattina da padrone di casa nella Questura di Ancona, durante il primo incontro operativo degli uffici di frontiera adriatici tra i dirigenti di Bari, Pescara, Bologna e, naturalmente Ancona, con i colleghi croati di Zara, Sebenico, Spalato e Dubrovnik. Con loro anche rappresentati dell’Interpol e della direzione centrale immigrazione presso il Ministero degli Interni. Proprio l’immigrazione è ritenuto un fenomeno sotto controllo tra le due sponde adriatiche anche se non va sottovalutato il proliferare dei documenti falsi utilizzati da clandestini provenienti da Albania e Montenegro per attraversare la frontiera croata prima e imbarcarsi per l’Italia poi. Per questo la collaborazione degli italiani – con più esperienza nel settore e con apparecchiature più sofisticate – è ritenuta fondamentale. Al momento però i problemi più impellenti sono orientati verso gli scambi turistici.“La collaborazione – ha detto Iacobone – sarà utile anche per i tanti italiani che vanno in vacanza”. Un esempio è dato dal turismo venatorio che conta circa 1400 presenze italiane all’anno. I disagi nascono spesso tra le differenti legislazioni di Bosnia e Croazia, più rigide in quest’ultima. Per non parlare dei diportisti che raggiungono le isole della Dalmazia sprovvisti sia di carta d’identità che di passaporto. “I rapporti sono tranquilli – rassicura ad ogni modo Alessandro Tricarico, della Polizia di Bari – non ci sono grossi problemi di ingressi clandestini o di auto rubate”. |
|
| Aprilo qui https://vivere.me/ | |
ATTUALITà
Vertice delle polizie di frontiera
Le polizie di frontiera dell’Adriatico unite per fronteggiare le problematiche comuni con l’auspicio di avere presto uffici con personale misto tra Italia e Croazia.
Il questore Giorgio Iacobone ha fatto ieri mattina da padrone di casa nella Questura di Ancona, durante il primo incontro operativo degli uffici di frontiera adriatici tra i dirigenti di Bari, Pescara, Bologna e, naturalmente Ancona, con i colleghi croati di Zara, Sebenico, Spalato e Dubrovnik. Con loro anche rappresentati dell’Interpol e della direzione centrale immigrazione presso il Ministero degli Interni. Proprio l’immigrazione è ritenuto un fenomeno sotto controllo tra le due sponde adriatiche anche se non va sottovalutato il proliferare dei documenti falsi utilizzati da clandestini provenienti da Albania e Montenegro per attraversare la frontiera croata prima e imbarcarsi per l’Italia poi. Per questo la collaborazione degli italiani – con più esperienza nel settore e con apparecchiature più sofisticate – è ritenuta fondamentale. Al momento però i problemi più impellenti sono orientati verso gli scambi turistici.“La collaborazione – ha detto Iacobone – sarà utile anche per i tanti italiani che vanno in vacanza”. Un esempio è dato dal turismo venatorio che conta circa 1400 presenze italiane all’anno. I disagi nascono spesso tra le differenti legislazioni di Bosnia e Croazia, più rigide in quest’ultima. Per non parlare dei diportisti che raggiungono le isole della Dalmazia sprovvisti sia di carta d’identità che di passaporto. “I rapporti sono tranquilli – rassicura ad ogni modo Alessandro Tricarico, della Polizia di Bari – non ci sono grossi problemi di ingressi clandestini o di auto rubate”.
I più letti della settimana
Link copiato negli appunti!
ATTUALITA'
“La collaborazione – ha detto Iacobone – sarà utile anche per i tanti italiani che vanno in vacanza”. Un esempio è dato dal turismo venatorio che conta circa 1400 presenze italiane all’anno. I disagi nascono spesso tra le differenti legislazioni di Bosnia e Croazia, più rigide in quest’ultima. Per non parlare dei diportisti che raggiungono le isole della Dalmazia sprovvisti sia di carta d’identità che di passaporto. “I rapporti sono tranquilli – rassicura ad ogni modo Alessandro Tricarico, della Polizia di Bari – non ci sono grossi problemi di ingressi clandestini o di auto rubate”.
Vertice delle polizie di frontiera
Le polizie di frontiera dell’Adriatico unite per fronteggiare le problematiche comuni con l’auspicio di avere presto uffici con personale misto tra Italia e Croazia.
Il questore Giorgio Iacobone ha fatto ieri mattina da padrone di casa nella Questura di Ancona, durante il primo incontro operativo degli uffici di frontiera adriatici tra i dirigenti di Bari, Pescara, Bologna e, naturalmente Ancona, con i colleghi croati di Zara, Sebenico, Spalato e Dubrovnik. Con loro anche rappresentati dell’Interpol e della direzione centrale immigrazione presso il Ministero degli Interni. Proprio l’immigrazione è ritenuto un fenomeno sotto controllo tra le due sponde adriatiche anche se non va sottovalutato il proliferare dei documenti falsi utilizzati da clandestini provenienti da Albania e Montenegro per attraversare la frontiera croata prima e imbarcarsi per l’Italia poi. Per questo la collaborazione degli italiani – con più esperienza nel settore e con apparecchiature più sofisticate – è ritenuta fondamentale. Al momento però i problemi più impellenti sono orientati verso gli scambi turistici.“La collaborazione – ha detto Iacobone – sarà utile anche per i tanti italiani che vanno in vacanza”. Un esempio è dato dal turismo venatorio che conta circa 1400 presenze italiane all’anno. I disagi nascono spesso tra le differenti legislazioni di Bosnia e Croazia, più rigide in quest’ultima. Per non parlare dei diportisti che raggiungono le isole della Dalmazia sprovvisti sia di carta d’identità che di passaporto. “I rapporti sono tranquilli – rassicura ad ogni modo Alessandro Tricarico, della Polizia di Bari – non ci sono grossi problemi di ingressi clandestini o di auto rubate”.
ARGOMENTI


