contatore accessi free
Logo
Logo
SPETTACOLI

27.06.2008 01:01
firma generica autore da Teatro Stabile delle Marche

Io sono Internazionale, prove aperte

io sono internazionale

Alle porte un’altra nuova produzione del Teatro Stabile delle Marche, che dopo Interviste con uomini schifosi di Tommaso Pitta, porta in scena Io sono Internazionale, ideazione e interpreti Rebecca Murgi e Lucia Mascino, testi Lucia Mascino, luci Marco Abeti, musiche Luca Losacco, video Piero Lassandro e costumi Stefania Cempini.

Lo spettacolo, tra i 7 vincitori del concorso Nuove sensibilità 2007/8 scelto tra circa 300 compagnie che hanno partecipato da tutta Italia, è prodotto in collaborazione con Amat, per Palcoscenico Marche/Futura Memoria nell’ambito di Nuove Sensibilità e sostenuto dall’ETI-Ente Teatrale Italiano. Lo spettacolo è in prova al Teatro Studio alla Mole, dove potremo assistere venerdì 27 giugno e venerdì 4 luglio a due prove aperte, in attesa del debutto assoluto il 19 luglio al Festival di Andria (insieme all’altra produzione dello Stabile Interviste con uomini schifosi di Tommaso Pitta). Le prove aperte, alle ore 19, saranno una sorta di test inteso a verificare la funzionalità di alcune parti dallo spettacolo. Rebecca Murgi e Lucia Mascino proveranno alcune scene e delle variazioni sul tema cercando di coinvolgere il pubblico affinché esprima delle opinioni su quello che vede, contribuendo così al risultato finale della messa in scena.



Lo spettacolo vede “In scena un corpo sdoppiato in due opposti: una donna minuta con capelli corti che muove un corpo parlante nello spazio, attraverso gesti e danze distorte, e una donna piuttosto ingombrante, emotivamente e fisicamente, che invece parla ponendo domande a cui non viene data risposta. È nella loro differenza e nel tentativo di indagare questa distanza che inizia il percorso, il dialogo. “Ognuno con le sue idee, convinto, ognuno con il suo pensierino personale, lingua colore provenienza destino. Chi ha stabilito che siamo entità separate solo perché abbiamo corpi separati? Magari siamo parti di uno stesso corpo più grande e non lo sappiamo?”.



Il corpo è quello di un individuo in crisi nel labirinto della coscienza e nel labirinto di una geografia urbana e umana che cambia, che diventa internazionale, e finalmente essere stranieri a qualcosa, smarriti, è un fatto comune, semplicemente più esplicito. Gli stranieri siamo noi, tutti, esterofili ignoranti, bisognosi di risultati, di gratifiche, di affermazione in spazi più vasti, pur non comprendendo nemmeno quelli minimi di un proprio stato d\'animo, annodati dentro false necessità e abissi sconosciuti. Una crisi d\'identità internazionale, quasi normale. Domani apro un centro di ricostruzione per le unghie e gli do un nome inglese.”

Aprilo qui https://vivere.me/
SPETTACOLI

Io sono Internazionale, prove aperte

io sono internazionale

Alle porte un’altra nuova produzione del Teatro Stabile delle Marche, che dopo Interviste con uomini schifosi di Tommaso Pitta, porta in scena Io sono Internazionale, ideazione e interpreti Rebecca Murgi e Lucia Mascino, testi Lucia Mascino, luci Marco Abeti, musiche Luca Losacco, video Piero Lassandro e costumi Stefania Cempini.

Lo spettacolo, tra i 7 vincitori del concorso Nuove sensibilità 2007/8 scelto tra circa 300 compagnie che hanno partecipato da tutta Italia, è prodotto in collaborazione con Amat, per Palcoscenico Marche/Futura Memoria nell’ambito di Nuove Sensibilità e sostenuto dall’ETI-Ente Teatrale Italiano. Lo spettacolo è in prova al Teatro Studio alla Mole, dove potremo assistere venerdì 27 giugno e venerdì 4 luglio a due prove aperte, in attesa del debutto assoluto il 19 luglio al Festival di Andria (insieme all’altra produzione dello Stabile Interviste con uomini schifosi di Tommaso Pitta). Le prove aperte, alle ore 19, saranno una sorta di test inteso a verificare la funzionalità di alcune parti dallo spettacolo. Rebecca Murgi e Lucia Mascino proveranno alcune scene e delle variazioni sul tema cercando di coinvolgere il pubblico affinché esprima delle opinioni su quello che vede, contribuendo così al risultato finale della messa in scena.



Lo spettacolo vede “In scena un corpo sdoppiato in due opposti: una donna minuta con capelli corti che muove un corpo parlante nello spazio, attraverso gesti e danze distorte, e una donna piuttosto ingombrante, emotivamente e fisicamente, che invece parla ponendo domande a cui non viene data risposta. È nella loro differenza e nel tentativo di indagare questa distanza che inizia il percorso, il dialogo. “Ognuno con le sue idee, convinto, ognuno con il suo pensierino personale, lingua colore provenienza destino. Chi ha stabilito che siamo entità separate solo perché abbiamo corpi separati? Magari siamo parti di uno stesso corpo più grande e non lo sappiamo?”.



Il corpo è quello di un individuo in crisi nel labirinto della coscienza e nel labirinto di una geografia urbana e umana che cambia, che diventa internazionale, e finalmente essere stranieri a qualcosa, smarriti, è un fatto comune, semplicemente più esplicito. Gli stranieri siamo noi, tutti, esterofili ignoranti, bisognosi di risultati, di gratifiche, di affermazione in spazi più vasti, pur non comprendendo nemmeno quelli minimi di un proprio stato d\'animo, annodati dentro false necessità e abissi sconosciuti. Una crisi d\'identità internazionale, quasi normale. Domani apro un centro di ricostruzione per le unghie e gli do un nome inglese.”


Io sono Internazionale, prove aperte
SPETTACOLI

Io sono Internazionale, prove aperte

27.06.2008 01:01 2
comunicato stampa

Alle porte un’altra nuova produzione del Teatro Stabile delle Marche, che dopo Interviste con uomini schifosi di Tommaso Pitta, porta in scena Io sono Internazionale, ideazione e interpreti Rebecca Murgi e Lucia Mascino, testi Lucia Mascino, luci Marco Abeti, musiche Luca Losacco, video Piero Lassandro e costumi Stefania Cempini.

Lo spettacolo, tra i 7 vincitori del concorso Nuove sensibilità 2007/8 scelto tra circa 300 compagnie che hanno partecipato da tutta Italia, è prodotto in collaborazione con Amat, per Palcoscenico Marche/Futura Memoria nell’ambito di Nuove Sensibilità e sostenuto dall’ETI-Ente Teatrale Italiano. Lo spettacolo è in prova al Teatro Studio alla Mole, dove potremo assistere venerdì 27 giugno e venerdì 4 luglio a due prove aperte, in attesa del debutto assoluto il 19 luglio al Festival di Andria (insieme all’altra produzione dello Stabile Interviste con uomini schifosi di Tommaso Pitta). Le prove aperte, alle ore 19, saranno una sorta di test inteso a verificare la funzionalità di alcune parti dallo spettacolo. Rebecca Murgi e Lucia Mascino proveranno alcune scene e delle variazioni sul tema cercando di coinvolgere il pubblico affinché esprima delle opinioni su quello che vede, contribuendo così al risultato finale della messa in scena.



Lo spettacolo vede “In scena un corpo sdoppiato in due opposti: una donna minuta con capelli corti che muove un corpo parlante nello spazio, attraverso gesti e danze distorte, e una donna piuttosto ingombrante, emotivamente e fisicamente, che invece parla ponendo domande a cui non viene data risposta. È nella loro differenza e nel tentativo di indagare questa distanza che inizia il percorso, il dialogo. “Ognuno con le sue idee, convinto, ognuno con il suo pensierino personale, lingua colore provenienza destino. Chi ha stabilito che siamo entità separate solo perché abbiamo corpi separati? Magari siamo parti di uno stesso corpo più grande e non lo sappiamo?”.



Il corpo è quello di un individuo in crisi nel labirinto della coscienza e nel labirinto di una geografia urbana e umana che cambia, che diventa internazionale, e finalmente essere stranieri a qualcosa, smarriti, è un fatto comune, semplicemente più esplicito. Gli stranieri siamo noi, tutti, esterofili ignoranti, bisognosi di risultati, di gratifiche, di affermazione in spazi più vasti, pur non comprendendo nemmeno quelli minimi di un proprio stato d\'animo, annodati dentro false necessità e abissi sconosciuti. Una crisi d\'identità internazionale, quasi normale. Domani apro un centro di ricostruzione per le unghie e gli do un nome inglese.”