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Il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Ridinò in vistia in città

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L’Esercito Italiano letto come una nuova opportunità di lavoro. Sono passati degli anni dall’abolizione della leva obbligatoria ed oggi, con l’arruolamento volontario l’Esercito ha iniziato ad aprirsi all’esterno cercando di invogliare i giovani a tentare una carriera “con le stellette”. Nelle Marche il tentativo non riesce particolarmente: sono stati appena 157 gli aspiranti fanti del 2007 contro gli anche 3000 arruolamenti che si registrano in altre regioni d’Italia.
\"Fortunatamente qui la disoccupazione ha livelli molto bassi\" spiega il generale Pippo Filipponi, comandante dell’Esercito Marche che da pochi mesi ha spostato il Comando da Ascoli all’ex distretto militare di Ancona.

Giovedì mattina, a far visita a ufficiali e sottoufficiali, è arrivato il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Ridinò, Comandante per il Territorio, che in questi giorni sta visitando tutti i Comandi regionali lungo la penisola.

\"Sono qui ad Ancona – ha detto Ridinò – per rendermi conto di questa realtà. Il Comando serve tutta la regione e spostarlo qui nel capoluogo è stata una scelta quasi obbligata\".

L’esercito è passato da 300mila a 100mila unità ma l’attività promozionale è costante. Delle domande inviate, circa un 30% vengono accolte. Senza tralasciare che nelle Marche, un apposita convenzione stipulata con la Regione, aiuta quanti finiscono il periodo di reclutamento ad inserirsi nel mondo del lavoro. Tra le varie manifestazioni anche un convegno presso la facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Ancona e la celebrazione del centenario del Corpo delle Crocerossine.

In attesa di ospitare una delegazione di militari polacchi per celebrare insieme la liberazione di Ancona e un tour promozionale sulla Riviera del Conero. Ma tra i compiti dell’Esercito non c’è solo la pubblicità. Il governo parla infatti di affiancare i militari alle forze dell’ordine nei pattugliamenti in città. Soldati in arrivo anche nelle città marchigiane? “Ancora il progetto non è stato ben definito – conclude Ridinò – Ci sono valutazioni di ordine tecnico da fare e le richieste devono arrivare dalle Prefetture. Non sta a noi decidere: portiamo le stellette e questo significa che siamo disciplinati ed ubbidienti”.


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Questo è un articolo pubblicato il 12-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 11 luglio 2008 - 5793 letture