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comunicato stampa

Co.na.cem: \'Ancona non può stare senza il Piano della Antenne\'

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\"Lunedì, in Consiglio Comunale, è stata approvata la variante al PRG per l’introduzione del Piano delle Antenne: non ci aspettavamo grandi cose ma speravamo, da illusi, in un’apertura verso i cittadini e verso la tanto – solo a parole – decantata partecipazione degli amministrati alle scelte della P.A\".

Ascoltare e diventare il portavoce degli elettori (e dei non elettori) era forse il minimo che l’amministrazione potesse fare. In questi mesi non c’è mai stata un’apertura in tal senso, anzi puntuali chiusure a tutte le richieste dei Comitati cittadini, fino all’ostruzionismo in sede di accesso agli atti, prima negati e poi rilasciati. La richiesta di introdurre dei consulenti di parte dei Comitati cittadini, con la disponibilità di questi a partecipare alle spese, è stata più volte respinta: il Comune ha preferito spendere venti dei vecchi milioni di lire per una consulenza legale (peraltro non indispensabile, data l’assoluta tecnicità della materia) che ben avrebbe potuto procurarsi con i valenti componenti dell’avvocatura comunale già pagati dagli anconetani.



Non c’è stato neanche il tentativo di chiedere un preventivo, spesa comunque recuperabile dagli introiti che i Gestori versano e dovranno versare al Comune. La sensazione – che, in definitiva, diviene realtà – è che il Piano non è altro che: una sanatoria alle precedenti installazioni; una garanzia per gli ampliamenti dell’esistente; una “cambiale” ai gestori per le nuove installazioni già depositate da diversi mesi presso gli uffici Comunali. Non c’è stato un segnale politico che potesse dare risalto al Comune come fatto in passato. Basti pensare al diverso contegno, tenuto dalla stessa Giunta, nella vicenda dell’interramento dell’elettrodotto: la scelta, che ha determinato in passato una popolarità al Comune anche a livello internazionale, non è stata dettata dal superamento dei limiti di legge dei campi elettromagnetici, ma da un lavoro di sensibilizzazione e di presa di coscienza dell’amministrazione che ha saputo coniugare un’opportunità per il Comune e per l’ENEL con un miglioramento generale della qualità della vita dei propri cittadini. Anche in questa occasione ci aspettavamo un segnale politico in tal senso, inserendo nelle trattative la delocalizzazione almeno delle antenne più significative e relativamente alle quali erano sorte questioni di maggiore delicatezza, a dimostrazione del fatto che il lavoro svolto era il massimo che si potesse ottenere al momento, dando comunque la percezione pubblica che il territorio è tutelato dall’amministrazione che non recepisce acriticamente i desiderata dei Gestori (esempio fra tutte l’antenna che sovrasta la Scuola Elementare Frak- Materna Gramsci di Via Brodoloni).



Come già detto non ci saranno delocalizzazioni anzi ampliamenti ed il famoso spostamento dell’impianto dello Sporting più volte annunciato sembrerebbe solo un impegno verbale. Mentre per Tavernelle il “traliccio” della “discordia” (relativamente al quale pendono dinanzi al Tar Marche tre ricorsi) rimane lì: anzi la zona è stata scelta come futuro sito grazie all’Università di Ingegneria – ente consulente per la stesura del piano – che pare abbia rassegnato la propria disponibilità per nuovo sito da installare nel perimetro della Facoltà. I residenti si chiedono allora perché non eliminare il traliccio di Tavernelle in previsione del nuovo sito assolutamente adiacente? Tenendo conto inoltre che le misurazioni dei campi ad oggi sono al di sotto delle stime, questo fa pensare che tutta questa necessità di coprire la zona per insufficienza di campo non ci fosse.



Comunque una cosa certa tra tutte è che per i Comitati – al quale l’amministrazione comunale dovrebbe dare atto, almeno, della onestà intellettuale con la quale hanno condotto e stanno conducendo la propria battaglia – senza il Piano della Antenne Ancona non può stare, al fine di evitare le “Antenne Selvagge”: ma sicuramente si poteva fare molto di più. Ora quello che si chiede è: un costante monitoraggio con l’installazioni di postazione fisse nei punti più a rischio di ogni sito, non sono sufficienti le attuali 20 postazioni considerando i 96 siti esistenti dei Gestori (alcuni co-siti) di cui 10 ampliamenti e in previsione dei 31 ex-novo; per la tutela di tutti, le future modifiche o ampliamenti non devono essere solo atti dovuti amministrativi ma devono passare tramite Conferenze di Servizi e discussioni in Consiglio Comunale e non tramite integrazioni annuali: questo automatismo non è esempio di partecipazione.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2008 alle 01:01 sul giornale del 16 luglio 2008 - 1188 letture