Cgil, Cisl e Uil su infortuni sul lavoro: più controlli e più integrazione tra gli enti
Nonostante la drammaticità dei numeri, negli ultimi anni si registra una costante diminuzione degli infortuni denunciati nelle Marche: 32.157 gli infortuni del 2007; 1443 in meno rispetto agli eventi del 2006, con una diminuzione del 4,3%, superiore alla diminuzione registrata a livello nazionale (- 1,7%).
Il settore con il maggior numero di infortuni continua ad essere quello delle costruzioni con 3607 casi denunciati nel 2007, seguono il commercio (2.594), l’industria dei metalli (2.046), i trasporti (1.590) e l’industria meccanica (1.358). Per CGIL CISL UIL occorre fare di più. In un convegno tenutosi ad Ancona, i responsabili delle organizzazioni sindacali si sono confrontati con i tecnici della prevenzione delle Zone Territoriali dell’ASUR Marche e con i vertici della Sanità Marchigiana.
“Servono interventi concreti per riqualificare il personale dell’ASUR preposto alla vigilanza nei luoghi di lavoro – sostengono i sindacati unitariamente - Chiediamo alla Regione di migliorare la sorveglianza per orientarla in un’ottica di prevenzione”. I tecnici della prevenzione dei servizi di vigilanza rappresentano una delle criticità del sistema di prevenzione pubblico nelle Marche. Si tratta di un “esercito” di appena 70 persone su cui secondo il Sindacato occorre intervenire per migliorare la prevenzione. Una necessità resa ancora più urgente dall’avvio delle grandi opere infrastrutturali (Quadrilatero e Autostrada), dove, nonostante l’incremento del personale dei servizi di vigilanza, occorre che la ASUR valorizzi le competenze in un’ottica di area vasta.
“Chiediamo alla Regione e alla ASUR di adoperarsi per garantire a queste figure una formazione omogenea e delle linee guida per la sorveglianza che possano determinare una uniformità di intervento in tutta la Regione.”
Servono anche maggiori risorse da destinare alla prevenzione. Il Sindacato chiede “di utilizzare le risorse derivanti dalle sanzioni che le imprese pagano in caso di violazione delle norme di sicurezza. Si tratta di circa 1,5 milioni di euro che devono essere destinate alla formazione del personale, ma anche a progetti specifici di prevenzione.”
Più controlli nei luoghi di lavoro, più integrazione con gli altri enti di controllo come le Direzione Provinciali del Lavoro perché non è possibile avere controlli “a compartimenti stagni”.
Occorre infine rilanciare e promuovere il ruolo degli sportelli informativi sulla sicurezza, presenti in ogni Zona Territoriale, come strumenti di sostegno ai Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-05-2009 alle 17:21 sul giornale del 26 maggio 2009 - 1271 letture


















