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comunicato stampa

Agricoltura: Legacoop, cooperative non importano prodotti per rivenderli come locali

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Per Bolognini e Marchetti sono positive le manifestazioni degli imprenditori ma con questi veleni si indebolisce tutto il sistema d’impresa agricola.

“Rimaniamo sorpresi da quanto leggiamo sulla stampa cioè che tanti prodotti vengono importati da cooperative agricole marchigiane, apposta loro un’etichetta e venduti come di provenienza dal nostro territorio regionale. Questa non è un’ “operazione verità”, ci aspettiamo una smentita o quanto meno una precisazione perché noi di Legacoop escludiamo che ciò sia mai avvenuto da parte delle nostre cooperative associate”.


E’ il commento di Teodoro Bolognini e Doriano Marchetti, rispettivamente responsabile e coordinatore di Legacoop Agroalimentare Marche, sulle manifestazioni degli agricoltori di questi giorni, manifestazioni che le cooperative agricole giudicano uno stimolo positivo ma sulle quali affermano che bisogna anche chiarire alcune cose sui contenuti.


“La gravità di queste affermazioni – sostengono Bolognini e Marchetti - sta nel fatto che, con questi “veleni”, si indebolisce l’unica modalità che ha in mano il produttore per tentare di contare di più nel rapporto con gli anelli forti: organizzarsi da imprenditori, concentrare l’offerta, produrre per il mercato, crescere in efficienza, migliorando così il potere contrattuale sui mercati interni ed internazionali.


Tutto questo, in Europa, in Italia e nelle Marche si chiama “cooperazione”. Solo aggregandoci, mettendo insieme quantità e volumi si può tentare di “trattare” da posizione di relativa forza. Quindi, più che quel protagonismo che produce isolazionismo, servirebbe sinergia e senso di responsabilità, ragionando sul da farsi, facendo tesoro anche degli errori commessi”.


Al riguardo, sottolineato Bolognini e Marchetti, “siamo alla vigilia di importanti appuntamenti dove questi ragionamenti possono andare a verifica: il prossimo tavolo regionale che discuterà dei bandi per le macrofiliere regionali. Quella è la sede per concertare impostazioni nei settori strategici del latte, della carne bovina, suina, del biologico e dei cereali, dove si realizzano quelle sinergie per rafforzare i produttori nel rapporto con il mercato”.


L’agricoltura Italiana e marchigiana, ricordano Bolognini e Marchetti, “sta attraversando una fase particolarmente critica che sta mettendo a dura prova la tenuta del sistema produttivo ed addirittura la sua stessa sopravvivenza. I prezzi alla produzione di latte, carne, frutta, cereali sono a dir poco “indecorosi” ed offendono chi tutti i giorni è impegnato con il proprio lavoro ad ottenere produzioni con metodi rigorosi e rispettosi dell’ambiente e della sicurezza del consumatore.


Le manifestazioni di questi giorni sull’etichettatura, tracciabilità, origine e difesa del made in Italy sono importantissime per la sensibilizzazione di un’opinione pubblica quasi sempre in balia dei messaggi pubblicitari che “impongono” consumi e stili di vita che non tengono minimamente conto delle esigenze vere sia dei produttori che soprattutto dei consumatori.


La concorrenza che oggi viene portata da produzioni provenienti da altri Paesi comunitari e da Paesi terzi origina anche da scelte di indirizzo della Politica agricola comunitaria i cui risultati negativi incominciano a manifestarsi in tutta la loro gravità”.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-07-2009 alle 18:28 sul giornale del 25 luglio 2009 - 1592 letture