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AIDEA: Giorgio Fossa, \'intangibles opportunità per le Pmi\'

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Banca Centrale Europea

“Le banche non riescono a leggere che cosa sta dietro i freddi numeri dei bilanci e per questo il Paese non cresce”. Lo ha detto l’ex presidente di Confindustria e attuale numero uno di Fondimpresa Giorgio Fossa, intervenendo ad Ancona alla tavola rotonda su La gestione degli intangibles nell’esperienza aziendale cui, nell’ambito del 32º convegno nazionale AIDEA, moderati da Gian Luca Gregori, hanno partecipato anche Giancarlo Cogliati (Ad Api raffineria) Francesco Casoli (presidente Elica Spa), Luciano Goffi (direttore generale BPA) e Bruno Piperno (presidente Business Value).

Di fronte alle risorse immateriali “sono soprattutto le piccole e medie imprese ad avere le maggiori difficoltà”, ha ricordato Fossa, sottolineando poi come l’individualismo imprenditoriale faccia il resto e ciò è un grosso problema in quanto, “pur se siamo a buon punto, i prossimi mesi saranno i più difficili.” Fossa ha poi addolcito la critica ricordando quanto sia alta la sua fiducia “nelle piccole e medie imprese che, proprio per la loro flessibilità e vivacità, possono cavalcare la ripresa più e meglio di altre” solo che riescano a vedere la “grande opportunità offerta loro dagli intagibles.” Una mano alla ripresa però la deve dare anche la politica la quale, ha aggiunto l’ex di Confindustria, “deve abbandonare gli intangibili degli intangibili e deve invece aprire i cantieri per mettere in moto lo sviluppo.”

Chiamato in causa da Fossa, Luciano Goffi, direttore della Banca Popolare di Ancona, ha spiegato che, alla fine della crisi, “le aziende che rimarranno in piedi sono quelle con un robusto patrimonio di capitali immateriali” e su queste le banche “investiranno perché su esse si basa la risalita dal pozzo in cui siamo scesi.” Il fatto però è che “il sistema bancario ha un gap di competenze nella conoscenza delle risorse immateriali e per questo si rivolge all’Università.” Tuttavia, “pur sapendo valutare gli aspetti qualitativi, nel maledetto sistema del rating, tali aspetti pesano pochissimo e ciò è un dramma”, ha sottolineato Goffi, auspicando una correzione del sistema di rating, in modo da “dare fisicità ai valori intangibili affinché la qualità pesi di più.” Se per Piperno il “valore risiede nelle referenze dell’impresa”, Casoli e Cogliati hanno sottolineato come il capitale umano sia indispensabile perché le risorse immateriali assumano valore all’interno delle aziende, perché non c’è bisogno solo di bilanci attivi, ma di visione e obiettivi per fare capire quanto di utile si fa per la comunità. In particolare, Casoli ha ricordato però che il capitale umano prescinde dalle singole persone: “devono andare avanti il sentimento, la storia, al volontà, il brand, la passione, perché l’imprenditore non deve vedere solo l’ultima riga del bilancio, ma le ultime righe dei prossimi 25 anni.”

In chiusura del convegno è avvenuta la consegna di dieci premi AIDEA ai migliori lavori presentati da giovani studiosi aziendalisti. Tra questi Marco Giuliani, dell’Università Politecnica delle Marche, per un paper sulla valutazione del capitale intellettuale. Quest’anno, “grazie ai fondi del Rettorato della nostra Università e ai risparmi sulla gestione del convegno, il valore dei premi erogati è raddoppiato rispetto al passato: duemila euro a studioso, per un totale di 20.000 euro”, ha ricordato Stefano Marasca, presidente del Comitato organizzatore. Una nota tangibile per le risorse intangibili.


Banca Centrale Europea

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-09-2009 alle 18:23 sul giornale del 26 settembre 2009 - 1476 letture