![]() |
|
POLITICA |
da Giuliano BrandoniPresidente del gruppo consiliare regionale Prc-Se |
Falconara: Brandoni scrive al sindaco Goffredo Brandoni |
|
|
|
|
|
\"E\' difficile oramai dare un senso alle parole, anzi, c\'è una rottura ossimorica tra il vero e il detto. Ruspe che demoliscono un riparo, spianano un povero giaciglio e foto glorificano questa codarda ipocrisia che è quella degli stupidi che tra il dito e la luna, come sempre, guardano il dito\".
Qual è il decoro di una città civile? L\'accoglienza
verso gli ultimi, l\'attenzione al disagio, la preoccupazione che tutti
si sentano coinvolti nella comunità o le regole sciocche che escludono e
non riescono a capire e nemmeno a risolvere i problemi? Piange il cuore
a vedere quelle immagini messe in piazza per glorificare la propria
stupida incapacità ad ascoltare le sofferenze e a faticare per
alleviarle. Piange il cuore perché questa modalità sciupa ogni senso di
civiltà, trasuda l\'egoismo della schizofrenia paurosa di chi pensa di
proporre un modello di società dove gli ultimi non possono esistere e
quindi vengono cacciati, irrisi, gettati fuori dalla comunità. E\' la
rupe Tarpea di Roma, l\'eugenetica di Sparta, madri di tutti i
totalitarismi, che animano questo sciocco glorificarsi. E invece
Falconara è città civile, è città della Tenda di Abramo, di un
volontariato pieno di passioni. Credo, sindaco, che questa azione ti
renda lontano dall\'essere Sindaco di tutti questi. Spesso hai assunto i
toni del miles gloriosus di Plauto, e sia. Le ostentazioni muscolari da
vigilante da spiaggia risultavano financo comiche e suscitavano il
sorriso che la farsa a volte merita. Questa azione no. Questa, e più
ancora la sua vantata ostentazione, suscitano ribrezzo. Ti scrivo, caro
sindaco, anche per un fatto personale, perché, purtroppo, l\'anagrafe mi
consegna il tuo stesso cognome. Non posso vergognarmi delle tue vergogne ma se riuscissi con queste poche righe a regalarti un momento di riflessione ne sarei felice. Considerale, quindi, il mio regalo di Natale. |
|
| Aprilo qui https://vivere.me/ | |
POLITICA
Falconara: Brandoni scrive al sindaco Goffredo Brandoni
\"E\' difficile oramai dare un senso alle parole, anzi, c\'è una rottura ossimorica tra il vero e il detto. Ruspe che demoliscono un riparo, spianano un povero giaciglio e foto glorificano questa codarda ipocrisia che è quella degli stupidi che tra il dito e la luna, come sempre, guardano il dito\".
Qual è il decoro di una città civile? L\'accoglienza
verso gli ultimi, l\'attenzione al disagio, la preoccupazione che tutti
si sentano coinvolti nella comunità o le regole sciocche che escludono e
non riescono a capire e nemmeno a risolvere i problemi? Piange il cuore
a vedere quelle immagini messe in piazza per glorificare la propria
stupida incapacità ad ascoltare le sofferenze e a faticare per
alleviarle. Piange il cuore perché questa modalità sciupa ogni senso di
civiltà, trasuda l\'egoismo della schizofrenia paurosa di chi pensa di
proporre un modello di società dove gli ultimi non possono esistere e
quindi vengono cacciati, irrisi, gettati fuori dalla comunità.
E\' la
rupe Tarpea di Roma, l\'eugenetica di Sparta, madri di tutti i
totalitarismi, che animano questo sciocco glorificarsi. E invece
Falconara è città civile, è città della Tenda di Abramo, di un
volontariato pieno di passioni. Credo, sindaco, che questa azione ti
renda lontano dall\'essere Sindaco di tutti questi. Spesso hai assunto i
toni del miles gloriosus di Plauto, e sia. Le ostentazioni muscolari da
vigilante da spiaggia risultavano financo comiche e suscitavano il
sorriso che la farsa a volte merita. Questa azione no. Questa, e più
ancora la sua vantata ostentazione, suscitano ribrezzo. Ti scrivo, caro
sindaco, anche per un fatto personale, perché, purtroppo, l\'anagrafe mi
consegna il tuo stesso cognome.
Non posso vergognarmi delle tue vergogne ma se riuscissi con queste poche righe a regalarti un momento di riflessione ne sarei felice. Considerale, quindi, il mio regalo di Natale.
I più letti della settimana
Falconara: Brandoni scrive al sindaco Goffredo Brandoni
\"E\' difficile oramai dare un senso alle parole, anzi, c\'è una rottura ossimorica tra il vero e il detto. Ruspe che demoliscono un riparo, spianano un povero giaciglio e foto glorificano questa codarda ipocrisia che è quella degli stupidi che tra il dito e la luna, come sempre, guardano il dito\".
Qual è il decoro di una città civile? L\'accoglienza
verso gli ultimi, l\'attenzione al disagio, la preoccupazione che tutti
si sentano coinvolti nella comunità o le regole sciocche che escludono e
non riescono a capire e nemmeno a risolvere i problemi? Piange il cuore
a vedere quelle immagini messe in piazza per glorificare la propria
stupida incapacità ad ascoltare le sofferenze e a faticare per
alleviarle. Piange il cuore perché questa modalità sciupa ogni senso di
civiltà, trasuda l\'egoismo della schizofrenia paurosa di chi pensa di
proporre un modello di società dove gli ultimi non possono esistere e
quindi vengono cacciati, irrisi, gettati fuori dalla comunità.
E\' la
rupe Tarpea di Roma, l\'eugenetica di Sparta, madri di tutti i
totalitarismi, che animano questo sciocco glorificarsi. E invece
Falconara è città civile, è città della Tenda di Abramo, di un
volontariato pieno di passioni. Credo, sindaco, che questa azione ti
renda lontano dall\'essere Sindaco di tutti questi. Spesso hai assunto i
toni del miles gloriosus di Plauto, e sia. Le ostentazioni muscolari da
vigilante da spiaggia risultavano financo comiche e suscitavano il
sorriso che la farsa a volte merita. Questa azione no. Questa, e più
ancora la sua vantata ostentazione, suscitano ribrezzo. Ti scrivo, caro
sindaco, anche per un fatto personale, perché, purtroppo, l\'anagrafe mi
consegna il tuo stesso cognome.
Non posso vergognarmi delle tue vergogne ma se riuscissi con queste poche righe a regalarti un momento di riflessione ne sarei felice. Considerale, quindi, il mio regalo di Natale.

