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Gnocchini: i dati sull\'inquinamento dimostrano che avevamo ragione

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Ancora una volta purtroppo avevamo ragione. I dati sullo smog nella nostra città prodotti dalle Associazioni ambientaliste, sinora stranamente silenti su questo problema, è la riprova di come l’inerzia della politica in materia ambientale sia alla base di una situazione di straordinario degrado e di gravissima emergenza sanitaria più volte certificata anche dai rilevatori d’inquinamento da polveri sottili.

Questo è emerso in maniera chiara anche dagli atti della Procura della Repubblica che ha individuato nelle omissioni dell’Amministrazione Sturani le cause dell’aumento incontrollato dello smog con particolare riferimento alle zone di Via Bocconi e Vallemiano. Qui il problema dell’inquinamento deve infatti inquadrarsi nell’ambito di una vasta area urbana che vive soffocata dai gas delle auto e non solo.

Ciò è la dimostrazione che tutta la “conca” di Vallemiano – Piano è altamente inquinata proprio per la morfologia di questa valle circondata a ferro di cavallo dalle colline di Posatore e di Capodimonte, con l’aggiunta dei ventilatori della galleria del Risorgimento che spingono verso Vallemiano milioni di metri cubi d’aria putrida.

I valori del PM 10 in queste zone sforano quasi sempre i 50 microgrammi per metro cubo d’aria, mentre il valore medio consentito dalla Legge per il 2010 non potrà superare quota 25. Un recente studio del gruppo scientifico della “Nanodiagnostic” di Modena diretto dal dott. Stefano Montanari, ha inoltre rilevato la maggior pericolosità delle polveri ultrafini (le c.d. “PM 5”) per l’ingerenza delle malattie cardiocircolatorie da smog.

Per questo riteniamo che progettare altre “secanti urbane” in sopraelevata sul Piano sarebbe dannoso oltre che inutile perché dopo i primi rilevamenti la Magistratura ne imporrebbe la chiusura al traffico. Ciò senza considerare l’azione micidiale del benzene, del HCM e del PTS prodotti dai veicoli che transitano nelle arterie stradali sopra Vallemiano che scendono e che scenderebbero copiosi con la secante urbana, sopra le teste dei residenti.

Va invece studiata un’altra viabilità, fluida e a senso unico, vanno delocalizzati gli attrattori di traffico e vanno sperimentate nuove metodologie antismog. In assenza di tutto ciò, la qualità della vita nell’ex “isola felice” sarà irrimediabilmente compromessa.


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Questo è un articolo pubblicato il 18-01-2010 alle 01:58 sul giornale del 18 gennaio 2010 - 937 letture