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comunicato stampa

Serata Bangladesh a Pietralacroce

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L’Associazione Arcobaleno ha organizzato, al Centro Polivalente di Pietralacroce, la presentazione della nutrita comunità proveniente dal Bangladesh, ormai presente nella nostra città.

L’incontro è iniziato con le presentazioni di rito da parte degli organizzatori, della presidente della Circoscrizione, dei consiglieri comunali e di alcuni rappresentanti dell’Associazione Bangladesh Marche: uno di questi ha detto che ha trovato in Ancona la città più ospitale. Sicuramente la nostra città ha ospitato, nel corso dei secoli, tantissime persone provenienti dai luoghi più lontani, e questo è dovuto essenzialmente al suo ruolo di porto di mare. E’ venuto poi il momento, assai gradito – almeno per me – della cena etnica, il cui ricavato è stato destinato alla scuola di lingua bengalese e italiana, organizzata appunto dalla comunità. Non conoscendo la cucina del Bangladesh, ed essendo la mia conoscenza in materia molto limitata, se non quasi nulla, sono la persona ideale per dare un giudizio spiccio.



L’elemento dominante era dato dai cibi speziati, piccanti, presente dagli antipasti fino al dessert finale. Io sarò sincero: naturalmente ognuno avrà i suoi gusti, non voglio qui fare il solito discorso che accontenta tutti, ma a me la cena è piaciuta. Gli antipasti offerti erano costituiti da gradevoli focaccette fritte, una delle quali molto ripiena e piccante. Ci è stato poi offerto il riso, o meglio, qualcosa che può assomigliare al nostro riso, condito leggermente, mentre la seconda pietanza era costituita da pollo speziato e da spezzatino al churry, niente male per la verità, come si poteva intuire dalle cucchiaiate con cui io, ma anche i miei vicini di tavolo, attingevamo al piatto di portata che conteneva quella squisitezza. Vengo ora al piatto forte della serata, che è appunto quello costituito dalla danza, che ha confermato in pieno la definizione data in tempi antichissimi da alcuni viaggiatori cinesi, che ebbero a definire il Bangladesh come “la terra della danza e della musica”. A danzare sono state chiamate alcune bambine e ragazzine, che hanno onorato la loro interpretazione con estrema bravura. A me sorpreso la più piccola, che nei gesti veniva aiutata dalla sorella più grande presente in sala.



Le danzatrici erano scalze, talvolta le mani e i piedi e le mani erano colorati, tanto che sembrava calzassero delle scarpine. I movimenti precisi di tutto il corpo, sempre intonati alla musica e al canto, le mani protese verso l’alto, mi hanno fatto pensare che, forse, l’origine di questa danza sia da attribuirsi al rapporto che l’uomo ha sempre avuto con la natura e con la religione. Verso le ore 23.30, data l’ora tarda, ho lasciato lo spettacolo, che forse si stava avviando alla conclusione. Posso dare un giudizio estremamente positivo su questa serata, il cui scopo era quello di far conoscere due mondi, senza alcuna pretesa : l’obiettivo degli organizzatori è stato raggiunto.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2010 alle 20:29 sul giornale del 11 febbraio 2010 - 1325 letture