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comunicato stampa

Droga, a teatro per riflettere

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San Patrignano, Miur e Wind, portano in tutta Italia 30 spettacoli di prevenzione del disagio, della tossicodipendenza e degli stili di vita a rischio Arrivano ad Ancona gli spettacoli We free, addicted to life, progetto nazionale di prevenzione dalla tossicodipendenza ideato da San Patrignano, Wind e MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca).

L’appuntamento è con “Fughe da Fermi” il giorno 3 marzo presso il Cinema Teatro Italia in Corso Carlo Alberto 79 alle ore 10.00. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con A.V.A.P. (Associazione Volontariato Antidroga Pesaro, che da anni opera nelle Marche in stretto contatto con la comunità di San Patrignano) prevede la partecipazione di oltre 600 studenti dell’Istituto Podesti -Calzecchi Onesti. “La nostra scuola è da tempo molto attenta alla necessità di proporre ai ragazzi occasioni di riflessione e confronto su temi quali tossicodipendenza e disagio”, ha spiegato il Prof. Piero Alfieri, referente per l’organizzazione di eventi e la partecipazione studentesca. “L’uso di sostanze tra i nostri giovani è sempre più diffuso e in una società dove vengono ormai a mancare figure adulte di riferimento, si può dire che i ragazzi sono tutti potenzialmente a rischio”.



Nato per affrontare comportamenti a rischio e disagio giovanile, “Fughe da Fermi” punta a scalfire, nei giovani del pubblico, quel senso di onnipotenza che spesso rende tutto lecito, offrendo loro strumenti di consapevolezza dei pericoli connessi all’uso di droghe e all’abuso di alcol. Nella direzione di un dialogo “alla pari”, Fughe da Fermi propone la formula di comunicazione peer to peer attraverso la testimonianza di Eugenia, una ragazza di 23 anni, entrata in comunità a 18 e ormai alla fine del programma. Ad accompagnarla sul palco il regista e conduttore Pascal La Delfa.



“La tragica realtà che oggi facciamo finta di non vedere – ha spiegato Andrea Muccioli Andrea Muccioli, responsabile della comunità di San Patrignano che attualmente ospita quasi 1500 soggetti in percorso - è che c’è un esercito di ragazzi che scappano da se stessi. Sono i drogati normali, il frutto di un cocktail avvelenato di egoismo e superficialità, di disinteresse e rassegnazione al quale ci siamo assuefatti. Ma il problema non è più solo il ragazzino che a 12 anni fuma droga. Nella stanza a fianco c’è suo padre che sta facendosi una riga di coca. Bisogna quindi intervenire sul disagio familiare creando centri di ascolto e socializzazione, proponendo a chi si sta distruggendo un cambiamento: correre il rischio di fare gli educatori”.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-03-2010 alle 19:19 sul giornale del 03 marzo 2010 - 769 letture