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comunicato stampa

Camera di Commercio: deboli segnali di recupero che vanno rafforzati con un\'azione corale

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Camera di Commercio di Ancona

Sono stati diffusi dall\'ISTAT i dati territoriali provvisori relativi ai valori dell\'import/export del 2009. Ecco i dati elaborati dall\'Ufficio Statistica e studi della Camera di Commercio di Ancona.

Nel corso del 2009 è proseguita la contrazione del commercio mondiale già sperimentata nel 2008 per effetto della crisi economica internazionale. Il World Trade Organization ne ha quantificato l’entità nella misura del –12%. In questo sfavorevole quadro internazionale, anche l’Italia ha subìto una consistente contrazione delle proprie esportazioni, che nell’anno fanno registrare un significativo –21,4% (dati provvisori). Tuttavia, l’andamento dei dati trimestrali, evidenzia che dopo il pesante ridimensionamento delle vendite estere dell’Italia riscontrato nei primi tre mesi dello scorso anno (–20,4%), i trimestri successivi hanno mostrato segnali di miglioramento, in particolare nel secondo e quarto trimestre con variazioni congiunturali rispettivamente del +5,4% e +5,6%. La provincia di Ancona, come pure le Marche, mostra un andamento che accentua quello nazionale, così il 2009 è segnato da un rilevante ridimensionamento delle esportazioni provinciali, pari a –26,6%, che le ha portate dai 3,8 miliardi di euro del 2008 ai 2,8% dello scorso anno. A fronte però di un calo del –20% avvenuto nel primo trimestre dell’anno, quelli successivi evidenziano progressivi miglioramenti, dapprima molto lievi (+0,6% nel secondo trimestre), poi via via maggiori: +1,4% nel terzo, per finire con un +4,6% nell’ultimo scorcio dell’anno.


Malgrado dunque i valori assoluti restino ancona lontani da quelli pre-crisi, i segnali che arrivano dal commercio con l’estero appaiono nel complesso delineare una lenta uscita dalla fase negativa, dato particolarmente rilevante per un’economia locale come quella dorica, tradizionalmente molto orientata alle esportazioni. Siamo di fronte, afferma il Presidente della Camera di Commercio di Ancona Rodolfo Giampieri, ad una situazione seria per la nostra economia, ma con deboli segnali di recupero che vanno rafforzati con un’azione corale di supporto da parte di tutti i soggetti pubblici e privati locali. Le nostre imprese sono profondamente integrate nelle dinamiche del commercio internazionale ed hanno inevitabilmente pagato la contrazione della domanda mondiale, ma è proprio dalla consapevolezza che questa presenza all’estero è fortemente radicata che si genera la prospettiva dei primi cenni di ripresa. E’ evidente, tuttavia, che la dimensione aziendale rischia di divenire un elemento discriminante nella capacità di cogliere rapidamente quest’opportunità.


Occorre, quindi, accompagnare anche le PMI della nostra provincia, creare le condizioni economiche e organizzative affinché possano diversificare la destinazione delle proprie vendite e rafforzare, anche attraverso la creazione di reti d’impresa, quell’azione commerciale che spesso rappresenta il loro limite più grande . L’altro versante dei rapporti commerciali con l’estero, quello delle importazioni, presenta un quadro analogo: a livello nazionale la diminuzione annuale è del –23%, mentre i dati provinciali indicano per Ancona una contrazione di qualche punto maggiore (–27,7%). La contrazione delle esportazioni che si è verificata a livello provinciale può essere disaggregata nei diversi settori economici, evidenziando i comparti delle attività produttive che hanno subito le maggiori conseguenze della contrazione della domanda internazionale. Le esportazioni di apparecchi elettrici, comprensivi degli elettrodomestici, nel corso del 2009 sono calate del 34% rispetto all’anno precedente, pari ad una perdita di 441 milioni di euro; quelle dei macchinari ed apparecchi hanno rilevato una diminuzione del 33% (–275 milioni di euro) ed altrettanto pesante è stata la riduzione delle vendite all’estero del sistema moda, con un tasso negativo del 27% pari a –69 milioni di euro. Diminuzioni inferiori delle esportazioni sono state registrate in altri importanti settori dell’economia provinciale: i metalli e prodotti in metallo hanno registrato una diminuzione delle esportazioni del 18% (–57 milioni di euro) ed i mezzi di trasporto (categoria dove rientra la nautica) hanno subìto una contrazione del 12% (–21 milioni di euro).


Più contenuta la flessione di carta, stampa e legno,–4,7% (–10 milioni di euro) L’unico settore che nel corso del 2009 ha registrato un aumento delle esportazioni è stato quello degli articoli farmaceutici e chimico-medicinali con un tasso di crescita del 6%, ma è necessario sottolineare che tale settore rappresenta appena l’1,1% delle esportazioni complessive provinciali del 2009. L’analisi delle variazioni congiunturali dei quattro trimestri del 2009 svolta con riferimento agli apparecchi per uso domestico, principale settore economico delle esportazioni provinciali, evidenzia un elemento incoraggiante. Se nel terzo e soprattutto nel quarto trimestre del 2009 sono progressivamente migliorate le esportazioni doriche, l’impulso alla ripresa sembra provenire proprio dagli apparecchi per uso domestico che hanno registrato un +7% nel terzo trimestre e persino un +13% nel quarto trimestre 2009 rispetto ai tre mesi precedenti. La ripresa coinvolge prevalentemente i mercati europei, tradizionalmente principali mercati di sbocco di tali prodotti ma con intensi stimoli anche dai paesi asiatici Le esportazioni doriche risultano in contrazione verso tutti i continenti, anche se il principale mercato di sbocco, l’Unione Europea, che pesa nel 2009 per oltre il 60% del nostro export, si è contratto meno della media (–23,4%).


Più consistente invece la contrazione verso il secondo mercato, l’Europa non UE (–35,5%). Anche le importazioni hanno segnalato un forte ridimensionamento nel corso dello scorso anno e la voce che maggiormente spiega tale contrazione è quella dei prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (vale a dire, petrolio greggio per la provincia di Ancona) che ha registrato un tasso negativo del 37%, corrispondente a 607 milioni di euro in meno importati, che da soli spiegano il 67% del calo complessivo delle importazioni doriche. Rilevante, ma in misura minore, anche il ridimensionamento degli acquisti dall’estero di prodotti manifatturieri, con 260 milioni di euro in meno (–17%). Le due principali aree di approvvigionamento di materie e prodotti, Medio Oriente ed Europa, risentono entrambe della difficile situazione, in particolare il Medio Oriente registra un calo assai consistente (– 47%), mentre in Europa la riduzione si ferma a –8,6%, per effetto del positivo contributo dei paesi europei non UE che hanno visto un notevole incremento delle forniture (+46%).



Camera di Commercio di Ancona

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-03-2010 alle 16:00 sul giornale del 18 marzo 2010 - 743 letture