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comunicato stampa

'Epatite B: il tour' fa tappa in città a Vallemiano

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epatite b tour

Fa tappa ad Ancona la campagna itinerante “Epatite B: il tour”, che percorrerà l’Italia nelle prossime settimane, da Sud a Nord, per promuovere informazione, prevenzione, diagnosi precoce e trattamento tempestivo della malattia.

Un camper sosterà giovedì 8 aprile in diversi punti della città: un’occasione per i cittadini per ricevere il materiale informativo sulla patologia ed incontrare un medico specialista per approfondire le informazioni sull’epatite virale di tipo B o per una consulenza sui rischi legati alla patologia, i sintomi e gli esami di laboratorio necessari ad una diagnosi precoce.


Rapporti sessuali non protetti, scambio o riutilizzo di aghi e siringhe, condivisione di oggetti personali come rasoi o spazzolini da denti, piercing o tatuaggi: sono queste le principali vie di trasmissione del virus dell’epatite B, uno dei più potenti agenti virali che colpiscono l’uomo, 100 volte più contagioso dell’HIV. “Oggi, diversamente da molti anni fa, è lo stile di vita a mettere le persone a rischio di contrarre l’epatite B. Sono a rischio tutti quei comportamenti che espongono alla condivisione di liquidi biologici infettanti. E la categoria più esposta al contagio sono i conviventi del soggetto portatore dell’epatite B” – sottolinea Antonio Benedetti, Direttore Clinica di Gastroenterologia, Università Politecnica delle Marche – Ospedali Riuniti, Ancona. “Solo la vaccinazione anti-epatite B conferisce una protezione assoluta e di lunga durata contro l’infezione”.


Alla sua virulenza si aggiunge il carattere asintomatico dell’infezione: molto spesso l’epatite B non dà sintomi specifici per anni e questo ritarda il momento della diagnosi. Le fasce più colpite dall’infezione sono gli over 30 che non hanno ricevuto la vaccinazione obbligatoria dei primi anni ’90. Tra le persone che contraggono il virus dell’epatite B, circa il 90 per cento sviluppano un’infezione acuta, il 10 per cento una forma cronica che può essere causa di conseguenze gravi, come la cirrosi e l’epatocarcinoma. “L’infezione cronicizza quando l’organismo non riesce ad eliminare il virus. Si parla di epatite B cronica quando sono passati 6 mesi dall’episodio acuto” – afferma Benedetti. La diagnosi precoce consente di arrestare l’evoluzione del danno epatico. Fondamentali, per sbarrare la strada al virus, sono prevenzione e vaccinazione.


Per favorire la diagnosi, un ruolo fondamentale è affidato al medico di medicina generale, che in questa malattia ha un duplice ruolo: fare counselling sulla prevenzione del contagio, correggendo eventuali comportamenti a rischio, e ricercare l’infezione da HBV in tutti i soggetti a rischio di contrarre il virus, anche senza segni clinici e/o biochimici di malattia epatica.


La vaccinazione, che conferisce un’immunità a lungo termine, in Italia è inclusa dal 1991 nell’elenco delle vaccinazioni obbligatorie per i nascituri. La campagna, che raggiungerà 26 capoluoghi italiani fino al 20 aprile, è realizzata in collaborazione con le società scientifiche AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato), SIGE (Società Italiana di Gastroenterologia), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali).


Giovedì

8 aprile

Vallemiano

9.30 – 19.30



epatite b tour

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-04-2010 alle 16:25 sul giornale del 08 aprile 2010 - 670 letture