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Don Lazzerini: l'Assunta, una provocazione al cuore dell'uomo

Vangelo 3' di lettura Ancona 10/08/2010 -

Don Antonello Lazzerini commenta il Vangelo di domenica 15 agosto Assunzione della Beata Vergine Maria.



Dal vangelo secondo Luca.

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". Allora Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre". Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.


L’Assunta: la tenerezza di Dio, una provocazione al cuore dell’uomo. E’ una provocazione alla mia capacità umana nella sua più intima e definitiva potenza. La Deipara: “la madre di Dio”. Provate a immaginare una tenerezza più grande, se ci riuscite! E’ una sfida alla mia distrazione, io uomo ormai adulto e certamente innamorato, non sono capace di essere tenero fino al punto che il “mio amore”; nel senso fisico del termine esista eternamente. L’esperienza della fede in Gesù Figlio di Dio ha consentito che il cuore umano potesse percepire la possibilità di una tenerezza così grande per cui la Madre di Gesù non può morire. Ancora oggi domina i desideri di libertà dell’uomo, apparendo fisicamente nella storia.

Capiamoci, non è una poesia, è un fatto di cui tutti sentiamo la necessità; l’apice emotivo della nostra esperienza quotidiana: la tenerezza che vuole l’esistenza dell’altro, per cui ci prodighiamo in regali e attenzioni; ha la sua origine e il suo termine definitivo e concreto nell’eternità della fanciulla del Vangelo, che fa esultare la saggia Elisabetta fedele alla promessa della vita.

E’ una sfida alla grezza mentalità positivista, al materialismo infame che usa il sentimento per il profitto, alla ideologia falsa che riduce il vivere a delle regole schematiche di debole persistenza; che cosa c’è di più esaltante della fedeltà eterna, che cosa supera di più il limite mortale, se non questa tenerezza di Dio per la sua creatura. Godendovi il sole, glorificate Chi ve lo ha donato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-08-2010 alle 15:24 sul giornale del 12 agosto 2010 - 817 letture

In questo articolo si parla di attualità, vangelo, antonello lazzerini, assunzione

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