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Confartigianato lancia l'allarme sommerso

giorgio cataldi 3' di lettura Ancona 29/09/2010 -

Secondo le stime di Confartigianato, in provincia di Ancona sono abusivi il 15% degli imbianchini, il 11% degli idraulici, il 9 % dei muratori, il 6,5% degli elettricisti.



A livello settoriale, l'incidenza degli abusivi sul totale degli occupati è alta nel settore dei servizi (9,9%) in particolare parrucchieri ed estetica, delle costruzioni (7,7%) e del manifatturiero (3,7%). Confartigianato lancia l’allarme e una campagna di sensibilizzazione contro l’illecito che l’Associazione ha sentito doveroso centrare su un territorio che, se pur più virtuoso di altri, non deve far abbassare la guardia. Una realtà parallela e aggressiva, quella del lavoro nero, che operando nell’ombra fa concorrenza sleale a chi lavora nel rispetto della legalità: senza pagare tasse e contributi. Per rilanciare l’economia, ribadisce Giorgio Cataldi segretario provinciale della Confartigianato, occorre far rispettare le regole e garantire una concorrenza leale. Una vigilanza che deve essere oggi, causa crisi, ancora più stringente.

Il rischio che le famiglie, alle prese con portafogli sempre più leggeri, si orientino verso prodotti e servizi di provenienza incerta, qualità scadente ma basso costo offerti dagli abusivi è sempre più alto. Occorre dunque mantenere alta la guardia contro l’abuso; invitare i consumatori ad affidarsi a mani esperte e responsabili, le sole in grado di garantire legalità (dall’attenzione ai diritti dei lavoratori al rispetto del fisco) e sicurezza e sollecitare azioni legislative che eliminino le cause alla base dell’illecito La Provincia di Ancona dunque non è immune ma riesce comunque ad arginare il fenomeno grazie al costante e instancabile lavoro delle forze dell’ordine. Secondo l’indice della concorrenza sleale del sommerso elaborato dall’Ufficio Studi Confartigianato , tra le 103 Province Italiane, Ancona si colloca 23esima (al primo posto la più virtuosa, Bolzano): un risultato positivo che indica come il nostro territorio si mantenga sostanzialmente in salute. Tra gli indicatori presi a riferimento dall’Ufficio studi di Confartigianato per misurare il fenomeno del sommerso, vi è anche il tasso di attività della popolazione. Il primo segnale di minaccia di concorrenza sleale del sommerso proviene, infatti, dal forte incremento degli adulti, nè in età scolare e nè in età pensionabile, che escono dal mercato del lavoro.

La Provincia di Ancona è 43esima per il tasso di attività degli over 55. Merito, ribadisce Giorgio Cataldi segretario della Confartigianato provinciale di Ancona, di un tessuto produttivo diffuso capillarmente dove reti di relazioni e presenza delle Istituzioni costituiscono un forte deterrente al lavoro sommerso. Infatti, anche grazie alle associazioni di categoria da noi il controllo sociale sul territorio è forte. C’è un forte sistema di imprenditoria legale che rappresenta un ostacolo al proliferare dell’illegalità e del lavoro nero. Dal canto nostro, ribadisce il segretario della Confartigianato Cataldi, abbiamo messo in piedi uno strumento importante “il fare impresa” che si rivolge a tutti coloro che vogliono intraprendere un lavoro autonomo. Il tutto nel rispetto delle regole. Confartigianato è in prima fila nel contrastare un fenomeno, quello del lavoro nero, che danneggia due volte perché è una forma di concorrenza illecita e perché sottrae risorse pubbliche agli investimenti per lo sviluppo. E Confartigianato torna a chiedere controlli mirati e uno snellimento della burocrazia per le imprese in regola.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-09-2010 alle 18:27 sul giornale del 30 settembre 2010 - 568 letture

In questo articolo si parla di attualità, confartigianato, lavoro nero

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