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Perilli: 'Massima apertura del Pd alle associazioni cittadine'

stefano perilli 2' di lettura Ancona 12/10/2010 -

Il nuovo segretario comunale del Partito Democratico parla di un partito da strutturare sul modello delle associazioni di volontariato.



Perilli, che Partito Democratico esce da questo congresso comunale?
"Un partito rafforzato, sicuramente, perché un confronto serio ed onesto tra i due candidati alla segreteria c’è sempre una crescita. Tra me e Sediari c’era una differenza sostanziale sull’organizzazione. Sediari è un pragmatico, ha una visione classica della politica. Io invece sono un idealista, e voglio aprire il partito alla città. Dirò di più: voglio un’inclusione della città nei progetti del Pd".

In concreto, cosa pensa di fare?
"Ancona è una città viva, più di quello che si pensa. E queste energie dovremo incanalarle nella politica. Dopo il congresso si formeranno gruppi di lavoro e commissioni su temi specifici all’interno dei circoli e dell’assemblea comunale. Questi lavoreranno come degli orhanismi di partito, ma nell’elaborare proposte potranno far proprio i consigli e le idee delle associazioni. Vorrei strutturare e far lavorare il Partito Democratico sul modello delle associazioni di volontariato".

Lei è stato eletto segretario con 208 preferenze, ma sono meno della metà i tesserati del Pd che hanno deciso di votare al congresso. Come interpreta questo dato?
"E’ un problema che prescinde dal Pd, ma che riguarda tutta la politica. Forse l’unico partito in controtendenza è l’Italia dei Valori, in quanto nasce come movimento di protesta e con una base molto attiva. Il problema vero è che la gente, alla politica in senso stretto, non ci crede più".

Pensa che le vicende politiche cittadine di questo anno e mezzo abbiano influito?
"Sicuramente non hanno aiutato. Sono successe molte cose in questo periodo, ma penso anche all’ultima amministrazione, quella del sindaco Sturani. Tutte vicende che hanno destabilizzato il Pd, che non si è proposto come partito compatto agli occhi degli elettori di centro-sinistra. Quanto all’amministrazione Gramillano, invece, credo che la sua debolezza abbia finito per coinvolgere anche il Partito Democratico. Ma una cosa va detta: la politica ha suo ruolo, l’Amministrazione ne ha un altro. Sono due realtà che si toccano e che spesso vengono percepite come unitarie, ma bisogna imparare a tenerle distinte".

Ritiene che le dimissioni degli assessori in questo anno e mezzo abbiano coinvolto anche la politica?
"La scelta degli assessori spetta al sindacoper legge. E’ lui che li nomina perché deve lavorarci gomito a gomito. Un partito, per quanto importante all’intero di una maggioranza, non deve giudicare l’operato e le vicende dei singoli. E’ però chiaro che sono mancati degli indirizzi politici decisi. Un Pd più autorevole sarebbe stato sicuramente di maggiore aiuto al sindaco nell’azione amministrativa".






Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2010 alle 18:35 sul giornale del 13 ottobre 2010 - 791 letture

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