Fincantieri e Cantieristica: Quercetti, 'Una vertenza per tutto il territorio'
Dopo ormai 18 mesi di false promesse e impegni disattesi da parte del Governo e di Fincantieri, la situazione del cantiere di Ancona si sta delineando, come era prevedibile, in tutta la sua drammaticità.
A poco valgono le vaghe promesse sulla strategicità del cantiere anconetano, in assenza di commesse, a breve tutti a casa, cantiere sostanzialmente chiuso e senza prospettive. E insieme a Fincantieri e ai tanti lavoratori degli appalti e dell’indotto, anche la cantieristica di lusso e altre aziende storiche del porto, in definitiva pezzi strategici dell’economia anconetana e della provincia. Il tutto in un contesto generale mai cosi difficile: decine di migliaia i disoccupati, i lavoratori in mobilità e in cassa integrazione senza concrete possibilità di rientro nei cicli produttivi su tutto il territorio provinciale.
Rispetto al Cantiere anconetano e in generale alla vertenza nazionale di Fincantieri aspettiamo ora gli esiti dell’incontro romano tra Azienda e organizzazioni sindacali del 23 novembre. Spero di essere smentito, ma sinceramente non mi aspetto grandi novità nemmeno da questo ennesimo tavolo romano. In un quadro come quello sommariamente sopradescritto, fino ad oggi i lavoratori hanno fornito una grande prova di maturità. Iniziative e mobilitazioni forti ma allo stesso tempo civili e democratiche che, come era necessario, hanno iniziato a svegliare questa città. I lavoratori però chiedono e pretendendo con forza risposte precise.
E’ importante ad esempio calendarizzare immediatamente dopo l’incontro del 23, quella grande assemblea cittadina per fare e il punto sulla situazione e sulle necessarie iniziative sindacali e istituzionali di mobilitazione che le istituzioni, tutte insieme, si erano assunte l’impegno di organizzare davanti alle centinaia di manifestanti in occasione del recente sciopero di Fincantieri. Si deve lavorare perche questo appuntamento diventi un occasione importante di condivisione e di assunzione piena di responsabilità delle varie soggettività del territorio, istituzioni, forze politiche, organizzazioni sindacali e di categoria della città e dell’intero territorio. E’ necessario che emerga ancora più inequivocabile e unanime l’appello al Governo, affinché finalmente faccia realmente qualcosa di concreto per la risoluzione delle problematiche legate alla cantieristica, occorre spingere per un piano industriale che riequilibri i carici chi di lavoro. Questo mi aspetto dall’assemblea cittadina e in questo senso ha particolare valenza simbolica anche la scelta di svolgere questa iniziativa al Teatro delle Muse, il più grande e importante contenitore culturale della città, un luogo in qualche modo simbolico che testimonia esso stesso l’unità del territorio nel perseguimento di questi obiettivi.
Di fronte a una crisi che sta mettendo in ginocchio non solo la città di Ancona, ma un intero distretto e tutto il territorio non si può pensare di affrontare i problemi senza garantire un sostegno coeso ai lavoratori e la piena assunzione di responsabilità di tutti: delle istituzioni, della politica, delle parti sociali, dell’intera collettività.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-11-2010 alle 14:34 sul giornale del 18 novembre 2010 - 713 letture
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