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Fincantieri: il cantiere più penalizzato d'Italia

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Marco Luchetti

Un quadro pesantissimo e molto preoccupante. Ancona, in proporzione al numero dei lavoratori (590), è il cantiere navale più penalizzato d’Italia in termini di dipendenti che andranno in cassa integrazione da qui a dicembre 2011.

Dagli attuali 178, ai 502 di luglio 2011 ai 506 di dicembre del prossimo anno. ”In pratica la totalità dei lavoratori, mentre in altri cantieri , per esempio Marghera,si parla di circa il 50% di lavoratori in cassa integrazione. Per Ancona ciò equivale all’azzeramento delle attività del cantiere da aprile 2011 e a non avere alcuna prospettiva per i prossimi anni, tantomeno per il 2012.

” E’ il forte grido di allarme lanciato oggi dai rappresentanti sindacali di FIOM ( Cgil) FIM U(CISL) UILM (UIL) e Rsu nell’incontro tenutosi in Regione con l’assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti, il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano, la presidente della Provincia Patrizia Casagrande e l’assessore provinciale Maurizio Quercetti, dopo che ieri i Sindacati si sono incontrati a Roma con i vertici nazionali di Fincantieri. I numeri preoccupanti emergono proprio dalle tabelle dei carichi di lavoro al 31.10.2010 che la stessa Fincantieri ha fornito nel corso dell’incontro insieme ad informazioni sui 12 siti italiani non certo rassicuranti. Degli 11 milioni di ore lavorabili in tutti i cantieri italiani, nel 2011 si passerebbe a solo 6 milioni e mezzo, il che equivale ad una riduzione del 45% delle attività.

“La Regione è molto preoccupata – ha commentato l’assessore Luchetti - e temiamo che la tensione sociale stia salendo troppo, la situazione dei lavoratori del cantiere navale di Ancona sta diventando insostenibile ed è palpabile come la protesta si sta accentuando nei toni. Una situazione al limite, che il presidente Spacca conosce bene e sulla quale ha già garantito il massimo impegno istituzionale iniziando dalla costituzione di una task-force presso la Conferenza delle Regioni e la stessa richiesta di convocazione urgente della Stato-Regioni per la trattazione di questo problema che mette a rischio il futuro di 8000 lavoratori italiani. “ In sostanza solo Monfalcone potrebbe contare su nuove commesse perché il settore della costruzione di grandi navi da crociera è quello che in pratica sta sorreggendo il mercato internazionale. E inoltre Fincantieri sta spostando molti interessi in America e in Brasile dove sono programmati appalti vincolati all’impiego di risorse umane e indotto locali. Questa mattina la delegazione di lavoratori del cantiere di Ancona e i Sindacati, hanno annunciato di essere determinati ad organizzare mobilitazioni e manifestazioni di ogni tipo per dare eco nazionale ad una protesta forte e legittima che in primo luogo è mirata a conoscere il loro futuro. ” Soprattutto vogliamo capire su che cosa si fondano le rassicurazioni date qualche mese fa dall’Amministratore delegato di Fincantieri ai rappresentanti istituzionali marchigiani".


Inoltre le forze sindacali hanno chiesto che sia organizzata a breve un’ Assemblea pubblica con tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, dai sindaci dei comuni limitrofi, ai parlamentari e al Prefetto. Anche su questo il sindaco Gramillano ha garantito la massima disponibilità e il coinvolgimento della cittadinanza intorno a questo problema. Le incertezze sul futuro del cantiere dorico e i conseguenti timori sono legati anche ad un evento già programmato e di grande importanza per le Marche e per il capoluogo regionale, sul quale anche lo stesso amministratore delegato di Fincantieri, Bono ha offerto la massima disponibilità: la visita e gli incontri con la cittadinanza di Papa Benedetto XVI proprio nella sede del Cantiere Navale di Ancona in occasione del XXV Congresso Eucaristico Nazionale di settembre 2011. “Sarebbe quanto meno sconcertante – hanno rilevato le organizzazioni sindacali – che un Pontefice venisse a celebrare una messa e a benedire un cantiere navale già chiuso, che rimarrebbe solo doloroso testimone dell’angoscia di 600 famiglie.”

“Le Istituzioni sono presenti e solidali, ci sono state vicine – hanno concluso i rappresentanti sindacali– ed è ormai tempo che i vertici aziendali di Fincantieri vengano allo scoperto e dichiarino pubblicamente il destino che hanno in mente per il Cantiere di Ancona. Che abbiano il coraggio di dirlo apertamente al più alto rappresentante delle Marche, il presidente Spacca .”



Marco Luchetti

Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2010 alle 16:47 sul giornale del 25 novembre 2010 - 548 letture