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Tregua politica dopo il vertice di maggioranza, ma l'Idv chiede segnali immediati

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fiorello gramillano

Il vertice di maggioranza di martedì sera porta ad una “tregua armata” tra i partiti, anche se l’Idv lancia un ultimatum: maggiore condivisione nei fatti, o si torna alle urne.
 

Condivisione, collegialità, maggior raccordo tra Giunta e Consiglio. Sono le tre questioni chiave emerse nel corso del vertice di martedì sera: problemi in apparenza risolti con un armistizio tra Pd, Idv, Psi e sindaco, ma si apre una nuova crepa nei rapporti di maggioranza. Sulla graticolta, stavolto, ci finisce il presidente del Consiglio Comunale, Andrea Filippini. Apertamente criticato dai socialisti dopo la forte presa di posizione presa nei confronti dell’assessore Borgognoni. Il Psi aveva criticato l’atteggiamento critico dello stesso presidente del Consiglio, che nel giorno della seduta immediatamente successiva al caos neve aveva rilasciato commenti molto duri sull’operato dell’assessore alla protezione civile. Le critiche dei socialisti fanno il paio con alcune posizioni critiche di alcuni consiglieri del Pd. Il segretario Perilli, però, blocca ogni polemica. “Credo che Filippini debba rimanere al suo posto – dice il segretario dei democratici – Ma mi aspetto un atteggiamento diverso da parte sua”. Il diretto interessato non rilascia dichiarazioni, ma incassa la solidarietà dell’Idv, che in una nota di partito definisce Filippini “tra i Presidenti del Consiglio più preparati che abbia mai avuto il Consiglio Comunale dorico”.

Poi c’è la figura del “Capo di Gabinetto”, una sorta di consulente che dovrebbe essere affiancato a Gramillano e che avrebbe il compito di curare i rapporti tra Giunta e Consiglio. Il primo cittadino avrebbe dato il suo ok, ma sul nome non circolano ancora ipotesi. Di sicuro, al momento, c’è solo l’atteggiamente dell’Idv, con il segretario Eusebi che commenta l’attuale vita politica anconetana così: “La nostra fiducia sarà condizionata ai fatti. Vogliamo segnali immediati in materia di condivisione di scelte, perché non sarebbe accettabile una situazione come quella relativa alla variante dell’ex Umberto I”. Sul capostaff, poi: “Sarà il passaggio chiave per cominciare a risolvere i problemi di questa città. Ma se anche il nome di questa persona non sarà condiviso con tutte le forze politiche, allora non servirà a nulla”. Tanto che la tregua implicitamente firmata dopo la riunione di martedì potrebbe presto ripresentare lo spettro delle elezioni anticipate. Perché, come dice Eusebi, “la pazienza ha un limite”.



fiorello gramillano

Questo è un articolo pubblicato il 29-12-2010 alle 18:22 sul giornale del 30 dicembre 2010 - 1085 letture