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Confartigianato: 'I forni a legna rischiano lo stop'

pizza 2' di lettura Ancona 10/01/2011 -

A rischio anche la pizza cotta nel forno a legna. Nel provvedimento contro lo smog c’è una postilla che potrebbe far chiudere le pizzerie con il forno a legna, che dovrebbero dotarsi di idoneo impianto di abbattimento delle polveri.



Il riferimento sembra tarato per le emissioni di grandi industrie. Confartigianato difenderà la categoria dei pizzaioli, chiedendone l’esclusione, perché non è certo un camino per la pizza che danneggia la città e diremo no a questa norma perché bisogna capire che certi camini sono accesi per alimentare attività imprenditoriali che servono molte famiglie. Inoltre non è facile installare filtri in locali in affitto quando debbono essere coinvolti anche i proprietari e sulla base di un provvedimento sperimentale valido fino al 30 marzo. Questo significa danneggiare la categoria. Confartigianato prende posizione richiamando l’attenzione dei sindaci a partire da quelli dei maggiori centri come Ancona, Senigallia, Falconara, Jesi, Fabriano, Osimo e degli altri comuni della provincia che sono potenzialmente interessati dalla limitazione delle emissioni e del traffico prevista dalla Regione Marche nei centri urbani e nelle principali strade per arginare il problema dell’inquinamento da polveri sottili.

Secondo Confartigianato provinciale afferma Gilberto Gasparoni responsabile sindacale, i Sindaci, dovranno esprimersi individuando le aree da sottoporre alla limitazione sia delle emissioni che del traffico. Il provvedimento approvato dalla Regione prevede le restrizioni per i veicoli diesel, pre euro e fino ad euro 2, e la riduzione delle emissioni anche per il sistema produttivo e fra queste attività rientrano anche le pizzerie che operano con forno a legna che devono rifare l'impianto montando degli speciali filtri o passare al forno elettrico cosi come tutte le aziende che hanno fatto il controllo dell'emissione in atmosfera anche con impianti nuovi devono ridurre ulteriormente le emissioni del 10% e molte dovranno rimettere mano all'impianto stesso spendendo ingenti risorse. Confartigianato, chiede la massima attenzione ai sindaci affinché vengano individuate le aree nelle quali sia efficace la riduzione delle emissioni, senza però, penalizzare oltre misura le attività economiche che con tanta difficoltà tentano di sopravvivere alla crisi.

È vero che la libera circolazione nelle giornate di sabato e domenica e le fasce di ingresso nelle città permettono a lavoratori ed imprenditori di accedere ai centri, ma è altrettanto vero che le aziende soffrono e che quindi anche i Comuni, nel loro piccolo, dovrebbero adottare tutti gli accorgimenti possibili per agevolare quanti fanno impresa, quanti creano e mantengono posti di lavoro. Confartigianato chiede ai sindaci di coinvolgere sia la Confartigianato che le altre associazioni nelle scelte, consentendo loro di fornire il proprio contributo sugli ambiti nei quali dovranno essere applicate le limitazioni alla circolazione ed alle emissioni degli scarichi con impatti non indifferenti sulle attività dei servizi e manifatturiere.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-01-2011 alle 16:40 sul giornale del 11 gennaio 2011 - 1328 letture

In questo articolo si parla di attualità, confartigianato, pizza, forno, pm 10

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