Falconara: Cardogna su raffineria, 'Serve una strategia di uscita non può esistere sviluppo'
“L'insostenibilità ambientale e sanitaria della raffineria API di Falconara, la crisi occupazione dell'area montana travolta dal dissesto della Antonio Merloni, il futuro della Quadrilatero, la situazione dei cantieri navali di Ancona, sono tra le più gravi emergenze delle Marche”, afferma Adriano Cardogna, capogruppo dei Verdi nell'Assemblea Legislativa.
Il gruppo Verdi sostiene con convinzione la battaglia dei comitati civici di Falconara che chiedono maggiore trasparenza sui dati relativi all'impatto sanitario e ambientale della raffineria e conferma la ferma contrarietà sia all'impianto di rigassificazione proposto dall'API sia alle due centrali turbogas che l’API, nonostante siano escluse per la loro taglia di potenza dal PEAR, contuinua a proporre. “Sono parzialmente in accordo con quanto affermato dal PD di Falconara Marittima in merito ai temi che saranno affrontati nel tavolo del 25 gennaio tra API, Regione, Sindacati” prosegue Cardogna “nel caso di Falconara è più corretto parlare di riconversione dell’attività produttiva e di strategia d'uscita e non di prospettive di sviluppo per la raffineria. Si dovrebbe parlare prioritariamente di come l’API intende effettuare la bonifica del territorio a terra e a mare, pratica che non può essere più rimandata nel tempo e che deve portate a chiari impegni operativi prima della scadenza naturale della concessione all’API nel 2020. Chiamare in campo le energie rinnovabili e la green economy nel futuro della raffineria appare ancora una proposta vaga che deve essere concretizzata con progetti sostenibili, visto che l’attività dell’API continua ad oggi ad esser incentrata tutta ancora sulle fonti fossili.”
Il Gruppo Verdi ricorda come la raffineria API emette ogni giorno un inquinamento atmosferico pari a 83.000 auto in perenne movimento. Di fronte a questi dati la partita della Regione Marche contro le polveri sottili è persa in partenza, bisogna esserne consapevoli e guardare in faccia a questa triste realtà con onestà intellettuale. La Regione Marche già nel 2004 ha finanziato con oltre 200 mila euro uno studio per la riconversione della raffineria API, ma siamo ancora al nulla di fatto, mentre la crisi della raffinazione in Italia, negli ultimi dieci anni si è progressivamente aggravata. Il Gruppo Verdi sottolinea come la crisi della raffinazione non debba essere 'scaricata' dalle aziende sulle spalle delle Regioni e degli enti locali, evocando lo spettro dei tagli occupazionali, perché se si minaccia l'ambiente si finisce anche per minacciare il lavoro e l'economia. Il Gruppo Verdi ricorda come è dal 1991 che le raffinerie ricevono ogni anno oltre un miliardo di euro prelevati dalle nostre bollette elettriche (7% circa di prelievo), sotto forma di incentivi CIP6 alle fonti assimibilabili alle rinnovabili. Cardogna, Presidente della commissione Politiche Europee dell'Assemblea Legislativa evidenzia che “la direttiva europea 77 del 2001 impedisce l'assimilazione alle fonti rinnovabili dei residui di raffineria riprocessati e come l'Italia stia continuando a pagare le sanzioni economiche derivanti dalle procedure d'infrazione che l'Unione Europea ha applicato all'Italia, di fronte a tale evidente irregolarità che triplica il guadagno delle raffinerie sugli scarti di lavorazione”.
Il Gruppo Verdi propone l'istituzione di una commissione di lavoro consiliare permanente, per monitorare l'impatto sanitario e ambientale della raffineria di Falconara e sorvegliare la strategia d'uscita da questa emergenza regionale. Il Gruppo dei Verdi richiama la Giunta Regionale a completare in modo esauriente l'indagine epidiemologica sull'area di Falconara Marittima e chiede l'istituzione del registro regionale dei tumori, fino ad ora attivo solo per la Provincia di Macerata. Il Gruppo dei Verdi, chiede alla Giunta Regionale di farsi promotore, all'interno della Conferenza Stato – Regioni, di un tavolo di concertazione nazionale sulla crisi sanitaria, ambientale e occupazionale determinata dalla raffinazione in Italia e basti ricordare, oltre a Falconara, i casi di Cremona, Livorno, Gela, Porto Empedocle, Savona, Marghera e altri che, quotidianamente, interessano le cronache.
Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2011 alle 17:53 sul giornale del 25 gennaio 2011 - 1157 letture
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