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comunicato stampa

Don Lazzerini: 'La risposta alla felicità è nell'essere testimoni di Cristo'

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Vangelo

Don Antonello Lazzerini commenta il vangelo di domenica 30 gennaio.

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo: vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli".

La ricompensa nei cieli è dunque la beatitudine, non facciamo fatica a comprenderlo; beato è un uomo felice, appagato. Quali sono dunque le condizioni necessarie per giungere a questa meta: le elenca il Vangelo e non sono facili, comportano atteggiamenti, che non ci sono familiari. Eppure se confrontiamo le proposte del Vangelo con la realtà della nostra vita non possiamo non dire, che in fondo quegli atteggiamenti li desideriamo, ma si l'uomo descritto da Gesù è quello che noi tutti vorremmo essere. C'è l'immagine di un uomo grande nel "perseguitato per la giustizia", c'è il ricordo nella storia per "l'operatore di pace", c'è una grande fiducia e apertura verso l'uomo "mite, giusto, capace di soffrire, pacifico". Quanti esempi ci possono venire in mente! Gli consideriamo degli eroi, gli intitoliamo vie e piazze a uomini così. Gesù va oltre, per essere beato, non solo bisogna avere tutte queste caratteristiche; occorre "per causa mia" cioè occorre l'affermazione pubblica della fede in Gesù, che provochi, che induca l'altro a prendere posizione o con me, amando Gesù, o contro di me facendomi martire. Una prospettiva umana che non lascia spazio a nessuna pretesa, è possibile solo all'uomo che mantiene "povero lo spirito", cioè corrispondente alla sua natura, lo spirito dell'uomo è la presenza buona di Dio nel cuore di ognuno di noi, uomini. Per essere Beati occorre di venire testimoni di Cristo nel quotidiano.



Vangelo

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-01-2011 alle 17:18 sul giornale del 29 gennaio 2011 - 786 letture