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comunicato stampa

Falconara: futuro sito dell'API raffineria, la proposta concreta di CiC

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E’ partita la campagna del PdL per confondere ed impaurire i cittadini sui rischi occupazionali all’API di Falconara. Per il PdL falconarese (Rossi, Pastecchia ed Astolfi) la quantità più elevata delle Marche di asme nei bambini falconaresi, i livelli elevati di malati di leucemia tra coloro che hanno vissuto più a lungo nelle vicinanze della raffineria API sono questioni ideologiche!

Sarà per questo che nel proprio parere al progetto delle grosse centrali termoelettriche API la loro Amministrazione ha OMESSO di segnalare ed allegare al Ministero dell’Ambiente l’Indagine Epidemiologica sulle asme e l’Indagine sul consistente peso del PM10 sia in termini di decessi che di ricoveri ospedalieri per cause cardiovascolari dell’ARPA Marche!

Registriamo anche la battuta/spauracchio del consigliere regionale Giovanni Zinni: “se la raffineria API non amplierà le sue attività, rischierà di chiudere“.

A Zinni, come già fatto con Latini, suggeriamo di leggere le conclusioni dello “Schema di sviluppo strategico alternativo degli attuali assetti economico-territoriali dell’area della raffineria e delle aree circostanti” che nel 2007 ha elaborato il Gruppo degli Esperti nominato dalla Regione Marche.

Intendiamoci subito:

anche Cittadini in Comune è favorevole a far “ampliare le attività” alla Società API, ma l’Azienda dei Brachetti Peretti non può progettare quello che gli pare e piace in un territorio ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA) che le loro attività hanno contribuito a deteriorare, con le emergenze sanitarie sopraccitate ed ignorando gli indirizzi energetici delineati dal Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) voluto dalla maggioranza dei cittadini marchigiani!

Nessuno può ignorare - e lo ripeteremo continuamente - che lo Schema in mano alla Regione Marche ha predisposto per il futuro dell’API concrete possibilità che, basandosi sul PEAR, non sono né le grosse centrali termoelettriche né i rigassificatori!

Andiamo sul concreto:

- E’ vero che serve energia elettrica nelle Marche? Quanta?

- In quali distretti produttivi?

Se è innegabile che la provincia di Ancona raffina benzina, gasolio e bitume per Marche, Umbria, Abruzzo, Romagna, Molise e parte del Lazio e che produce tutta l’energia elettrica prodotta attualmente nelle Marche (Falconara, Jesi e Camerata Picena) CHI NON FA LA PROPRIA PARTE in regione?

Per esempio Zinni sa (e dovrebbero saperlo anche Rossi, Pastecchia ed Astolfi) che nel 2008 i Sindaci del suo PdL (Celani, Allevi e Falcioni) si sono opposti insieme a quelli del PD (Tullini e Rossini nonché l’ex Vicepresidente della Regione, Agostini) ad una centrale termoelettrica a cogenerazione a metano da 85 Mwe a Marino del Tronto (AP).

Dimensione perfettamente in regola con quanto previsto dal PEAR e, diceva il Presidente della Provincia di Ascoli, utile per quel distretto produttivo.

Perché, dunque, secondo Zinni i falconaresi ed i Comuni dell’AERCA dovrebbero accettare due centrali termoelettriche (580 Mwe) 7 volte più grosse di quella di Marino del Tronto completamente incompatibili con il PEAR e l’AERCA?

Perché due pesi e due misure? Per far campare la Giunta Brandoni con i soldi dell’API? Perché Falconara è già rovinata?

Siccome non siamo demagogici come Zinni ed il PdL falconarese ci ostiniamo ad indicare ai cittadini, ai lavoratori API, alla Regione Marche, alla Provincia e ai Comuni la soluzione occupazionale individuata nello Schema in mano alla Regione Marche: si riconoscano, conformemente a quanto stabilito dal PEAR, le necessità elettriche nei vari distretti delle Marche e si facciano fare all’API i piccoli impianti di cogenerazione là necessari! Si coinvolga l’Azienda nell’ulteriore sviluppo delle rinnovabili!

Possibile che dei 3Miliardi di euro di investimenti sulle rinnovabili dichiarati da Ferdinando Brachetti Peretti (novembre 2008) la politica marchigiana ed i Sindacati non sappiano contrattare nulla ma solo subire imposizioni?



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2011 alle 09:46 sul giornale del 31 gennaio 2011 - 1134 letture