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Confindustria su sciopero Fiom: 'Rappresentanti di impresa e lavoratori collaborino insieme'

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confindustria generico

In Confindustria Ancona si riflette sullo sciopero indetto venerdì scorso dalla FIOM.

"Non è rilevante discutere di numeri sull’adesione allo sciopero - commentano il Presidente Giuseppe Casali e Angelo Stango, delegato alle Relazioni Industriali - che cambiano in funzione della fonte che riportano la notizia. Certamente riteniamo non opportuno che la politica, ancora una volta, abbia cavalcato questo appuntamento, intervenendo in prima persona. Sia chiaro, Ancona, in questo, non è poi così diversa dal resto del Paese ma certo è che preferiremmo una classe politica più attenta e proiettata a risolvere concretamente i tanti problemi che Ancona vive, e meno desiderosa di apparire in queste circostanze. A noi sta a cuore ragionare su come fare evolvere il sistema impresa nella nostra provincia alla luce di quanto è successo in questi ultimi anni, visto che da mesi diciamo che "nulla è più come prima". "Che tutto sia sottoposto al cambiamento non è certo una scoperta nostra e di oggi. - puntualizza Casali – È sufficiente aver seguito quanto emerso in questi giorni al Word Economic Forum di Davos, o aver preso atto di quanto sta succedendo in Paesi non molto lontani dal nostro – come Albania, Egitto e Tunisia – per capire che tutto è in trasformazione e viene rimesso in discussione. Per questo crediamo che lo sciopero del 28 debba essere preso come stimolo e non come uno scontro tra chi fa impresa e chi lavora in impresa e siamo soddisfatti che il tutto si sia svolto con senso di responsabilità, senza incidenti. L’industria è e resta sinonimo di sviluppo ma oggi serve ripensarla per recuperare tutta la competitività necessaria ad assicurare un futuro certo alla nostra comunità.

"In questo senso - sottolinea Stango - la nostra Associazione crede fermamente nel confronto con tutte le tre Organizzazioni Sindacali; lo ha sempre mantenuto vivo, convinta che solo dal confronto e dal dialogo franco e libero da posizioni preconcette si possa salvaguardare e rafforzare la pace sociale che la nostra terra ha sempre dimostrato e che è stato uno dei fattori di crescita di questo territorio negli ultimi decenni. Noi, pertanto, proseguiremo la nostra azione; ci confronteremo con tutte le tre Organizzazioni Sindacali per scegliere insieme come evolvere il nostro territorio. Proprio in questo modo, nel luglio 2008, insieme alle tre organizzazioni sindacali provinciali, avevamo sottoscritto un accordo che faceva del contratto di secondo livello un importante cardine per lo sviluppo, sancendo che il contratto aziendale debba tradursi in un beneficio economico per l’azienda che, in parte, deve essere ritornato ai collaboratori. Ebbene, allora questo accordo sembrava prematuro; la crisi, poi, ne ha rallentato l’applicazione. Oggi, invece, anche alla luce di quanto sta avvenendo nelle relazioni industriali a livello nazionale, può rappresentare il punto di partenza per ragionare insieme su come modernizzare il nostro sistema di relazioni, puntando allo sviluppo, in modo responsabile per entrambe le Parti.

"In fondo - conclude Casali - siamo noi, rappresentanti di impresa e lavoratori, a dover collaborare insieme per ragionare in quale modo affrontare le sfide che questo momento straordinariamente pone di fronte al futuro delle nostre aziende; dobbiamo tutti assumerci questa responsabilità; non spetta certo ad altri, consapevoli, tutti, che le tensioni non potranno portare a risultati utili ad entrambe le posizioni.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-01-2011 alle 16:50 sul giornale del 01 febbraio 2011 - 912 letture